Già chitarrista dei dissolti
Amesoeurs, il giovanissimo Fursy Teyssier prosegue con i compagni di quella breve ed esaltante avventura (ad eccezione del leader
Neige) per inaugurare il proprio progetto artistico Les Discrets, in realtà esistente già da qualche anno in stato embrionale e sinora dedicato alla musica solo in minima parte; Fursy è infatti rinomato
visual artist, illustratore di libri, fiabe,
artwork e fumetti, creatore di cortometraggi animati. Gli mancava di portare anche l'attività di musicista in primo piano, lacuna colmata da questo denso
debut-album per il quale il giovane
lyonnais ha avuto carta bianca dalla sempre lungimirante Prophecy Productions.
Molto atteso come ormai tutto ciò che gravita nella "famiglia" Amesoeurs, "Septembre Et Ses Dernières Pensées" si pone con i suoi primi brani (particolarmente con il
singolo "L'Échappée" e la trascinante "Les Feuilles De L’Olivier") sui binari di un efficace dark-metal mutuato dalle inestimabili lezioni di
Agalloch e
Katatonia. Ma è più di tutto il lascito dell'esperienza con gli Amesoeurs a imporsi, quella capacità di leggere nell'angoscia e nel grigiore delle routine quotidiane e tradurle in canzoni che sono un tumulto di scatti e contrasti. Ambientazioni da terra desolata in cui tutti i brani dell'album nascono, crescono e si spengono.
Ed è solo nell'abbandono melanconico ed elegiaco per cui Teyssier mostra spiccata sensibilità che si trova luce e respiro. Quando a prevalere è quest'ultimo aspetto, le canzoni si spogliano sino a farsi quadretti naif e sognanti, che ora inciampano nel
kitsch ("Sur Le Quais"), ora travolgono con melodie ad altissimo tasso di emotività, di pura marca Amesoeurs (quel minuscolo, toccante incantesimo che è la
title track).
Nell'insieme, però, l'album non soddisfa le aspettative che lo precedevano.
Teyssier pecca nella scrittura che alla lunga si fa stanca e ripetitiva, e le sue impersonali doti canore non lo aiutano. Rispetto all'amico/rivale
Alcest, nella cui ombra Les Discrets sono per ora quasi inevitabilmente costretti a vivere, Fursy sceglie da partire da diverse premesse, ma manca ancora di estro e fantasia. Di certo, anche in veste di
songwriter, è il suo talento visivo che più di tutto alimenta i migliori momenti della sua musica. La strada tracciata è con ogni probabilità quella giusta.