Bruce Gilbert, già onorato chitarrista dei Wire, ritorna con un nuovo lavoro di studio, per l’ennesima volta improntato a un forte sperimentalismo ambient. Il pezzo forte dovrebbe essere rappresentato da “Zeros”, un colosso di 26 minuti che è in realtà un abnorme studio senza direzione, o fermo al palo per tutta la sua durata, o dimentico degli enormi progressi perpetuati dalla drone music negli ultimi anni. La title track è un’oscillazione inerte, e “Isopyre”, la più dinamica (ma di solo 4 minuti), è un elementare gioco stereofonico.
Nemmeno il fan più accanito sarebbe disposto a celebrare questa paccottiglia avanguardistica come progresso del suo percorso (ammesso che esista, il percorso), 12 anni dopo “In Ease”, che qui si rimpiange. Pregio: dura poco.
Aggiungi OndaRock alle tue Fonti preferite su Google Discover. Non perderti le nostre recensioni, le pietre miliari e le ultime news direttamente nel tuo feed.
22/10/2009
Un nuovo esperimento per Sam Shepherd, questa volta tra elettronica e contemporanea
Il lavoro più marcatamente alt-rock della formazione inglese guidata da Conor Mason
Il nuovo album del duo anglo-berlinese è un'ode alla resilienza
Le nuove canzoni della cantautrice di Zelienople, scritte vagabondando tra gli Appalachi
Dieci convincenti tracce che confermano il talento e le aspirazioni del giovane quartetto post-post-punk dublinese
Ispirato da Kathleen Edwards, Lucinda Williams, Tom Petty, l’esordio graffiante della ragazza di Nashville
Il ritorno del cantautore australiano è un elogio alla necessità di sfuggire alle logiche del mainstream
Un raffinato mix di bossa nova, jazz, psichedelia e musica classica