Dopo l’Ep di prova “A Minor Quarrel” (Persian Surgery, 2008), il progetto Levis Hostel (base a Pescara) si tuffa nella prova più difficile, il
long-playing “Star Bell Jar”. “Looney Bin” e “Margarine Lover” si iscrivono fin da subito nella miglior tradizione power-pop; la personalità emerge nella ballata allucinata di “You’re So Much Better Than The Rest”, nel barocco e isterico “Ford Madox Brown” e nel lento
doo-wop di “Me And The Diver”, non meno anti-ortodosso. “Good Morning Judy Asquith” e “Doctor Jones Again” (a richiamare gli
Xtc di mezzo) sono altre creazioni oblique, ma il baricentro dell’album è “Pink Cocoon”, un montaggio sonoro ambientale per chitarra e rimbombi levitanti.
Creatura del cantautore pop Ezio Piermattei, che fa tutto, dal
songwriting agli arrangiamenti, come un piccolo
Zappa del pop italico, e pure si dimostra convinto delle proprie intuizioni con raro entusiasmo e viscerale disinibizione. La sua band: Silvio D’Angelo (chitarra), Lorenzo Falcone (
drum kit), Fabio D’Onofrio (piano), Gianni Ciancone (violino e viola). Altro particolare intrigante: niente basso; in compenso ci sono i collaboratori (flauto, cello elettrico,
fancy guitar, cori femminili). “Here” è una cover dei
Pavement. Sottotitolo: “The Spirit Of Christmas Won’t Set Me Free ‘Til Next Summer”.