Portacolori della nuova scena di Seattle, quella che con il nuovo millennio dal grunge passa all’indie-rock (sempre sotto l’egida di mamma Sub Pop), i Band Of Horses di Ben Bridwell esordiscono nel 2006 con “Everything All The Time”, unanimemente considerato il loro capolavoro, contenente grandi canzoni quali “The Funeral”, “Our Swords”, “The Great Salt Lake”, “Wicked Gil”, “Monsters”. L’anno dopo esce “Cease To Begin”, nel quale trovano posto nuovi classici come “Is There A Ghost” e “The General Specific”. Da citare anche “Infinite Arms” del 2010, con brani quali “Factory” e “Laredo”, e il live album “Acoustic at The Ryman”.
Emozioni a corrente alternata dal ritorno della band di Seattle
Il rodeo del gruppo di Ben Bridwell nel "temuto" esordio con una major
Il secondo disco con la Columbia per la band di Ben Bridwell, in studio con Glyn Johns
Per la band di Ben Bridwell è tempo di live acustici
Insieme a Jason Lytle, la Band of Horses prova a ritrovare la profondità dei bei tempi
Ben Bridwell ritrova grinta e ispirazione, ma le incertezze non svaniscono
Vent'anni dopo, Sub Pop ripubblica l'esordio della band di Seattle con molti extra