I
chicagoani Fleshvessel appartengono a una nicchia del prog-metal che allarga all'estremismo quanto a prestiti extra-rock (classica, folk e jazz). È un territorio di confine abitato da formazioni simili più nelle ambizioni che nei risultati, dai brasiliani
Papangu agli esperti
Liturgy, dai più recenti
Ashenspire agli ambiziosi
Imperial Triumphant, fino a ritornare ai
Kayo Dot e agli storici Phlebotomized. Tutte utilizzano una strumentazione estesa, sfruttando il metal come collante di composizioni inclini a lunghe deviazioni stilistiche, spesso estese, complesse e disorientanti. I Fleshvessel hanno chiarito i loro intenti già con l'Ep d'esordio "Bile Of Man Reborn" (2020), un colosso di 25 minuti che unisce una pasta death-black con feroci dissonanze, voli pianistici, intermezzi fusion, assoli chitarristici, struggenti melodie di violino che portano a tensive musiche da camera e tanto altro. L'album d'esordio "Yearning: Promethean Fates Sealed" (2023) deve trasportare quella creatività su un formato esteso.
(Antonio Silvestri)