DJ Sabrina The Teenage DJ

DJ Sabrina The Teenage DJ

Nostalgia house e manici di scopa

intervista di Vassilios Karagiannis, Davide Carrozza
Oggetto di un passaparola tra i più rumorosi ed entusiasti del fittissimo sottobosco elettronico internazionale, forte di un immaginario estetico e sonoro capace di riunire gli appassionati delle sit-com anni 90, i più irriducibili ammiratori della house, nostalgici ad ampio raggio e tanti, tantissimi curiosi in cerca di conforto ed evasione, la misteriosa DJ Sabrina The Teenage DJ è tra i nomi più in vista di un universo dance in costante espansione. Forte di un'espressività immediatamente riconoscibile e di un'estetica magniloquente, che si esprime per progetti ad ampio spettro, ha saputo traslare l'immagine di un passato spensierato, variopinto e, perché no, romantico in digitale e nel supporto nostalgico per essellenza, la musicassetta, in cinque album che costituiscono uno dei più imponenti concept degli ultimi anni. La raggiungiamo a qualche mese di distanza dall'uscita del conclusivo “Charmed”, con un pugno di domande attraverso cui spaziare dalle serie Tv di trent'anni addietro alle fasi del lutto, dai paradossi temporali al mixing. Questo è quanto ci ha rivelato. 
 
Per spezzare il ghiaccio, qual è il tuo personaggio preferito di “Sabrina, vita da strega”? Sabrina e Salem non sono risposte contemplabili!
Mr. Poole! È rimasto un incompreso, i giochi di potere della televisione gli hanno tolto il ruolo dell’insegnante di scienze, non avrebbero dovuto dare il suo posto a Martin Mull!
 
Quali sono altre serie e sit-com dell'epoca che apprezzavi? Ritieni che qualcuna di queste possa aver influenzato il tuo processo creativo?
Tutte le sit-com degli anni 90, ne ero presissima e sempre lo sarò! Amo anche i polizieschi degli anni 80 e tantissimi altri telefilm. Penso che talvolta certi prodotti pensati per la televisione possano dare più emozioni che attraverso un altro medium, perché sono flessibili quanto basta per dartele, quelle emozioni, e spesso trovi dei caratteristi tanto strabilianti da consegnare un’interpretazione come nessun altro attore potrebbe.
 
Abbiamo scoperto grazie a Charmed che i tuoi progetti principali costituiscono una pentalogia adesso completata. È una tua consuetudine lavorare in blocchi di pubblicazioni così grossi? Possiamo aspettarci operazioni analoghe in futuro?
 “Dopo essersi sottoposta a un’obliterazione magica non-mortale, ella passò tra i piani della mortalità e della magia, la sua anima portata via dal suo corpo, il suo spirito portato all’Altro Reame. I suoi amici più stretti e la sua famiglia piangevano la sua dipartita, chiedendosi cosa avevano imparato dalla sua esistenza, le qualità che preferivano di lei, ma soprattutto… sarebbe tornata?”
Ho tratto un romanzo da “Charmed” che uscirà presto e spero chiarirà alcuni concetti dietro l’album, ho anche qualche performance dal vivo in programma per il prossimo mese!
 
Pensi che ciascuno dei cinque progetti possieda caratteristiche specifiche, in materia di mood, ispirazioni e temi, che lo differenziano dagli altri? Oppure sono tutti parte di una narrazione coesa che li raggruppa?
Assolutamente, ci sono molti concetti del genere, per quanto riguarda i suoni e il mood, un viaggio che inizia con l’apprendimento e termina con la comprensione, simile alle cinque fasi del lutto: Speranza, Euforia, Disillusione, Accettazione e Addio.*
 
Cosa significa per te la house, nel senso più ampio del termine?
È un mantello, una giacca stilosa che ti sta larga, un vestito pronto per l’uso che puoi accostare a quel che vuoi! Indie-rock, millennial-pop, jazz degli anni 80, emo, grunge, Idm… tutto può diventare house ed è allora che inizi a ballare!
 
Non possiamo fare a meno di notare molti campioni provenienti da una girl band chiamata Dream. Parlaci di loro e di cosa loro, la loro immagine, la loro musica significano per te e come tutto ciò si lega a tutto l’immaginario gangsta rap che rintracciamo nel tuo lavoro.
Le Dream sono uno dei miei gruppi preferiti in assoluto! Hanno fatto un paio di album incredibili, ma sono così sottovalutate, vittime dell’industria del tempo… Voglio dire, il loro secondo album non ha avuto nemmeno una distribuzione appropriata! Hanno melodie meravigliose e parti vocali che sembrano andare d’accordo con tutto, mi spiego?
 
Che idea ti sei fatta del tuo pubblico? Come pensi che sia? Come ti aspettavi che fossero?
In verità, non mi aspettavo alcun pubblico, ogni giorno che passa sono sempre più sorpresa che qualcuno mi ascolti. Non mi aspettavo che qualcuno capisse il suono che stavo solo creando per me. È incredibile e del tutto inaspettato quanto sia diventata grande questa cosa…
 
A volte inventiamo degli alter ego per scoprirci attraverso essi. Quanto di Sabrina e quanto di te è presente nella tua musica, così complessa e piena di vivaci contraddizioni?
Verissimo! Non ho alcun ego, mi piace che le canzoni siano quel che sono, senza che io le ostacoli troppo. Penso spesso che gli artisti siano fin troppo associati con le loro opere e questo non sempre dà possibilità alla musica d’essere ascoltata come si deve… Ho sempre voluto che le mie canzoncine dessero gioia e ispirazione alla gente ed è ciò che amo di più fare, anche se non mi aspetto mai che qualcuno mi ascolti. Il personaggio Sabrina mi permette di fare un ritratto più accurato di me stessa e di diventare una versione di me stessa che mi piace molto di più!
 
Il tuo ultimo album prende in prestito materiale dalla cultura popolare di quelli che chiamiamo “i favolosi anni 90”. Inoltre, è stato rilasciato nel bel mezzo di un’emergenza con pochissimi precedenti. A parte la distrazione che ci procuri eroicamente dalle attuali circostanze, come ti sembra tutto ciò? Discratico? Sbilanciato? O è qualcosa di più profondo?
Penso che il pop a cavallo tra anni 90 e 2000 sia la mia voce naturale, una patina di positività, ma per me le canzoni hanno sempre un lato più oscuro e sinistro, ma mi sa che sono l’unica a sentirlo. Durante la pandemia, non sapevo nemmeno se avrei rilasciato altra musica, ma ho continuato a lavorare ai miei pezzi senza soffermarmi sul missaggio e, alla fine dell’anno, davvero non sapevo cosa farmene, di tutti i pezzi che avevo finito! Ho sempre voluto che l’ultimo album fosse su doppia musicassetta e si legasse palindromicamente a “Makin’ Magick”, volevo che fosse un’esperienza più grande. L’intero album ha dei significati in più, più evidenti nel romanzo che uscirà, ma sono comunque felicissima di aver offerto a tanta gente un mondo più bello verso cui fuggire!
 
Avvertiamo una forte nostalgia nel tuo lavoro. Cosa ti tira indietro? Cosa ti spinge avanti?
Penso sia ciò a cui sono abituata e nient’altro, ascolto musica e guardo programmi degli anni 80 e 90 così spesso che mi sembra normale. Certo, mi manca quel tempo in cui eravamo tutti più giovani e innocenti, ma ci sono state anche, un paio di decenni fa, tante idee e tanti grandi stili con cui mi piacerebbe provare a lavorare.
 
Se incontrassi te stessa da bambina, cosa le faresti ascoltare di tuo? E cosa pensi possa ella creare da farti ascoltare?
E i paradossi temporali? Non esploderemmo entrambe?! Forse le farei ascoltare la mia canzone peggiore, così magari non sente di dover essere all’altezza di qualcosa! Penso che negli anni si prendano talmente tante micro-decisioni che condizionano la tua crescita che forse tutto potrebbe cambiare irreparabilmente (che comunque sarebbe interessante da osservare!).
 
Abbiamo notato che i suoni nel tuo lavoro sono sempre più chiari e puliti. Hai solo comprato nuovo hardware/software o c’è qualcos’altro sotto?
Bravi voi a notarlo! In verità stavo lavorando sui suoni più o meno fino a “Spellbound”, in cui ho trovato una sorta di compromesso tra lo-fi e moderno, quel mid-fi che ho sempre cercato che ti porta in altre lande e che non limita l’espressività, né richiede agli ascoltatori di stare attentissimi. Ecco, in quel momento, credo di aver detto: “Le mie cassette stanno migliorando parecchio!”
 
Oltre alla pentalogia di pubblicazioni a tuo nome hai curato anche diversi mix, disponibili sul tuo sito. Qual è il tuo approccio alla pratica? Come selezioni i campioni e le tracce che fanno parte di questi mix? Cosa significa per te dare un nuovo contesto a materiale di altri artisti?
Le chiamo mashpilations, delle compilation di mashup; ho sempre amato i mixtape degli Avalanches e penso che abbiano sempre fatto qualcosa che nessuno ha mai fatto, come dei mini-album con canzoni di altra gente, eppure sono riusciti a porre un timbro personale ovunque. Uso i mix per presentare alcune di queste canzoni nel modo in cui le ascolto, magari gli altri le sentono in maniera diversa, a quel punto le inserisco in un contesto che riflette il modo in cui quelle canzoni mi toccano. Stiamo comunque parlando dei artisti preferiti, canzoni e generi musicali che mi piacciono, mi permettono di esplorare altri ambiti che nei miei album non esploro tanto, almeno per dare alla gente un’idea di dove hanno origine i miei suoni!
 
Su Rate Your Music possiamo leggere un elenco di album che ti piacciono o addirittura ti hanno influenzato. Qualche nuova aggiunta negli ultimi tempi? Qualche consiglio?
Ho anche messo una playlist su Spotify per Fandomentals, ma la musica mi piace così tanto che per me è difficile fare una cernita ristretta. Ultimamente ho ascoltato parecchio Judee Sill, è una delle mie preferite di sempre, tragicamente sottovalutata, tutto quel che ha scritto sembra essere positivo e malinconicissimo allo stesso tempo, una panoramica affascinante sulla sua personalità.

* In verità, l’elenco di Elisabeth Kübler Ross comprendeva: Rifiuto, Rabbia, Contrattazione, Depressione e Accettazione.
Discografia
 Makin' Magick (self-released, 2017) 
 Witchkraft (self-released, 2018) 
 Spellbound! (self-released, 2019) 
Enchanted (self-released, 2019) 
 Demos (self-released, 2020) 
Charmed (self-released, 2020) 
pietra miliare di OndaRock
disco consigliato da OndaRock

Video
All The Beautiful Things U Do
(videoclip, da Makin' Magick, 2017)

This Is For The Lovers
(videoclip, da Makin' Magick, 2017)

 

You Might Be Surprised To Find Yourself Singing It Right Now
(videoclip, da Spellbound!, 2019)

Spellbound!
(videoclip, da Spellbound!, 2019)

Charmed
(videoclip, da Charmed, 2020)

By The Pool/Pool Party
(videoclip, da Charmed, 2020)

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Recensioni

DJ SABRINA THE TEENAGE DJ

Charmed

(2020 - self-released)
Tre ore di euforia house nella nuova epopea della misteriosa producer

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