Frankie James/Pippo Baudo Lost In Time

Frankie James/Pippo Baudo Lost In Time

Tra sdegno e pietÓ: un funk per resistere

intervista di Michele Saran

Con l'edizione 2018 della cinque giorni cosentina della kermesse Musica Contro le Mafie, anche OndaRock contribuisce istituendo e offrendo un Premio Speciale, selezionando l'artista migliore per originalità della proposta e forza del messaggio. Incontriamo dunque i primi vincitori, i Frankie James con la loro "Malanova".

Ciao ragazzi, e complimenti. Anzitutto presentiamoci: chi siete? Chi suona (e canta) cosa? Da dove venite? Cosa volete?
Ciao OndaRock, grazie per i complimenti e per il tempo dedicatoci. Siamo i Frankie James, veniamo da varie parti del frusinate, anche se i nostri due “quartier generali” sono Roma e Cassino. Siamo in cinque: Corrado FunkyD Carnevale (testi e voce), Simone Sambucci (chitarra), Raffaele Bove (basso), Alessio Cervellini (batteria) e Cristiano Celli (sassofono). Il nostro scopo è divertirci e far divertire quanta più gente possibile con la nostra musica, né più e né meno. 

Da quanto suonate assieme?
L’attuale formazione del gruppo esiste da tre anni esatti, ma stiamo iniziando a pubblicare pezzi e a suonare dal vivo da circa un anno e mezzo. Tuttavia, un primo nucleo dei Frankie James esisteva già da diverso tempo, senza un nome, senza ancora un indirizzo preciso, e con alcuni membri diversi rispetto a oggi.

E il vostro nome da dove o cosa deriva?
Il nome Frankie James sarebbe la trasposizione in inglese di Franco Giacomi, che è un personaggio abbastanza caratteristico di Ripi, il paese di provenienza di Cristiano (il sassofonista). Uno di quei soggetti che trovi sempre al bar del paese, che hanno un botto di storie di raccontare. Una volta Cristiano stava prendendo un caffè al bar prima di venire a fare le prove con noi, quando ancora non avevamo un nome. Franco vide il sax sulle spalle di Cristiano, e gli chiese: “Come si chiama il vostro gruppo?” “Ancora non lo sappiamo” “Bene! Chiamatevi Franco Giacomi!”. Il resto è storia.

Veniamo allora alla canzone vincitrice del premio speciale OndaRock concomitante alla nona edizione di Musica Contro le Mafie. Si chiama “Malanova”, è tratta dal vostro Ep di debutto “FunkyD-icious Supersticious” (2017). Come vi è venuta? Come vi è uscita? Raccontatecene un po’ la genesi, sommariamente, a mo’ d’antipasto. 
Una canzone che si chiamava “Malanova”, e che aveva lo stesso ritornello in dialetto calabrese che ha adesso, esisteva già ai tempi dei primissimi Frankie James, anche se la parte strumentale era totalmente diversa, e le strofe parlavano di tutt’altro. Quando ci siamo resi conto di essere insoddisfatti sia della musica che delle strofe, l’abbiamo stravolta completamente, mantenendo invariate solo le parole del ritornello.

Musicalmente parlando, la canzone suona compatta, funky come da vostra ragione sociale e pure aggressiva, una scelta che abbiamo trovato davvero azzeccata, specie nella veicolazione del messaggio. Da chi è partito lo studio dell’arrangiamento? Quanto ha contato la produzione nell’assetto finale?
La “rivoluzione” del pezzo è partita con quel riff di chitarra principale, tirato fuori in sala prove da Simone (il chitarrista). Sul ritornello c’è stato poi un vero e proprio lavoro corale da parte di tutti gli strumentisti, con l’inserimento di quegli stacchi ogni due battute e di quelle frasi di sax classiche ma efficaci. Riteniamo che il ritornello sia davvero la forza di questa canzone.

Tutti davvero bravi e affiatati, e una menzione speciale va all’assolo finale di sax, una piccola jam che chiude alla grande. Diteci tutto.
Ci è venuto quasi naturale attaccare all’ultimo ritornello questo tradizionale giro blues sul quale far suonare a oltranza Cristiano. Ai live, addirittura, questa parte la allunghiamo ulteriormente lasciando da soli batteria e sax. C’è poco da fare: avere un sassofonista virtuoso nel gruppo ti dà una bella spinta in più! Vedeste poi quello che combina sul palco…

Veniamo al testo. Un bel rap tagliente, vocalmente e testualmente parlando: improvvisazione o studio a tavolino? Entrambi?
FunkyD (il rapper, ndr): Come detto, il testo iniziale parlava di un altro argomento. Il ritornello e il nome del pezzo sono sempre stati questi. Non mi piaceva però né il testo delle strofe, né l’argomento, così ho deciso di riscrivere le due strofe e di trattare un qualche tema collegato al ritornello. Quindi l’associazione tra “Malanova” e ‘ndrangheta è stata quasi automatica. 

La storia che v’è insita procede da un caso particolare e spinge a far riflettere. Su due piedi: il vostro assalto funk attivista è denuncia o rievocazione?
Entrambi. Non ci va che la nostra musica sia solo ed esclusivamente divertimento, ma vogliamo che questi pezzi così energici accompagnino dei messaggi potenti. Vogliamo sia divertire che far riflettere, dove eventualmente non arriviamo con la tecnica vogliamo arrivare con le parole, e viceversa. In pratica, vogliamo essere un gruppo il più completo possibile.

C’è netta la ritrattistica ottenuta dal dialogo tra un Don Macrì rinchiuso in cella, e un brigadiere dei carabinieri, pavido e debole. Ricorda di certo il “Don Raffaè” di De André, ma qui le campane sono due e l’indignazione dunque raddoppia.
Sì, l’associazione e l’ispirazione a “Don Raffaè” è chiara, non solo nella tematica, ma anche nella scelta di usare un dialetto non nostro (come probabilmente non lo era il napoletano per De André. Ecco perché la nostra musica è anche rievocazione. Qui, oltre alla sottomissione dello Stato e delle sue istituzioni alle mafie, aggiungiamo un altro ingrediente: quello della fede, quello divino. Entrambi i personaggi, molto credenti, è come se volessero giustificare le loro azioni agli occhi di Dio con un “è questa terra, questo mondo, queste circostanze che mi spingono a fare quello che faccio. Dio questo lo capisce, e sicuramente mi perdonerà.”

Antonio Macrì. Avete scelto un personaggio-cardine, colui che esportò internazionalmente la ‘ndrangheta, colui che aprì del tutto le cateratte del malaffare mafioso.
Seppure non è esplicito che il pezzo parli proprio di quell’Antonio Macrì, abbiamo preferito utilizzare il nome di un esponente mafioso già esistito, piuttosto che inventarlo da zero.

E’ uno scambio di promesse, una corruzione accertata e un cancro nel sistema civile. C’è l’omertà di mezzo. Ma è anche una doppia confessione con il classico aggancio alla tradizione cattolica per autolegittimarsi. C’è forse una sovrapposizione di sdegno e di pietà?
Hai detto bene, nel pezzo ci sono sia sdegno che pietà. Non è esattamente una sovrapposizione, o almeno non è così netta. Forse sì, in entrambe le strofe si possono riscontrare tutte e due, ma in fase di scrittura l’idea nostra era di generare sdegno per le parole del boss (la prima strofa), che sembra abbastanza convinto della strada intrapresa, e pietà per le azioni del brigadiere (la seconda strofa), quasi in balìa delle sue scelte, di cui sembra pentirsi ogni giorno.

Infine il ritornello. Il termine “malanova” indica una cattiva notizia, o una persona deputata all’annuncio di brutte nuove. E’ stato usato in più momenti nella letteratura. L’avete fatto anche vostro e il motivo, alla luce del pezzo, appare intuibile. Ma come mai proprio questo motto?
FunkyD: C’era questo mio amico calabrese che un periodo esclamava sempre questa cosa: “Malanova m’hai!”, seguita poi da un’altra serie di imprecazioni in dialetto. Mi piaceva talmente tanto come suonava, che mi misi in testa di chiamare un pezzo così, e di comporre il ritornello con una serie sconnessa di insulti in calabrese. Quindi, ecco, l’origine del brano è abbastanza frivola, ma almeno ci siamo impegnati col tempo a dargli un significato un po’ più profondo...

Cerchiamo di trarne delle conclusioni: cosa significa per voi combattere (e possibilmente sconfiggere) le mafie? Quale narrazione intercorre tra il caso di Don Macrì e la situazione dell’oggigiorno?
Ogni uomo, nel suo piccolo, può fare una miriade di cose per combattere o arginare un sistema mafioso: parlarne, scrivere una canzone, una poesia, un articolo, mantenere viva la memoria delle vittime di mafia. E soprattutto, essere egli stesso il primo a non mettere in atto comportamenti mafiosi; non è necessario essere affiliato a una qualche cosca mafiosa per essere considerato un mafioso. Per quanto riguarda lo sconfiggere definitivamente la mafia, crediamo che lo Stato abbia un ruolo cruciale in ciò; e noi siamo convinti purtroppo che se lo Stato avesse davvero voluto eliminare la mafia, lo avrebbe già fatto.

Torniamo un’ultima volta alla musica. Cosa avete in serbo? Un album lungo dopo il primo Ep?
A inizio anno probabilmente registreremo qualche pezzo nuovo, forse un paio di singoli. Abbiamo degli inediti nuovi, ma non ancora abbastanza da comporre un album. Quindi ci chiuderemo in saletta, lavoreremo, sperimenteremo. Poi, se qualche produzione/etichetta si interessasse a noi, ne saremmo più che contenti...

Prossime date live?
Per il momento non abbiamo nulla di fissato per l’anno nuovo. Comunque, come detto sopra, almeno per i primi mesi del 2019 abbiamo intenzione di dedicarci più che altro al lavoro in sala e in studio, per essere finalmente pronti alla lavorazione del nostro primo disco.

Grazie di cuore e ancora complimenti ragazzi, buon tutto.
Grazie a voi, e buon tutto anche a OndaRock!

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[addendum 2019]

Da metà 2019 vi siete ribattezzati Pippo Baudo Lost In Time, a cos'è dovuta questa piccola svolta?
L’idea di cambiare nome ci era venuta già dagli ultimi mesi del 2018, volevamo un nome che ci caratterizzasse e rappresentasse meglio. Contemporaneamente, abbiamo iniziato tutti a sviluppare una certa passione per l’estetica anni 90. Per cui, per il nome, volevamo trovare qualcosa che rimandasse a quel decennio. Abbiamo deciso di omaggiare il presentatore simbolo della televisione italiana degli anni 90 (e in generale), Pippo Baudo, appunto, facendolo finire all’interno di un videogioco cult dello stesso periodo, "Bugs Bunny Lost in Time". In pratica, abbiamo fatto smarrire Pippo Baudo nel tempo.

Discografia
 FRANKIE JAMES
  
FunkyD-icious Supersticious (Ep, 2017)
  
  
 FUNKYD
  
 Lo zen oppure l'abilità di catturare un killer (Ep, 2019)

 

pietra miliare di OndaRock
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