Kaelan Mikla -

Kaelan Mikla - Magie ed esoterismi fra i ghiacci del Nord

Ripercorriamo l'evoluzione artistica del trio islandese, dalle prime sperimentazioni intrise di folclore nordico, stregoneria e glaciale malinconia, fino alle presenze nei cartelloni dei principali festival europei. Una delle band più evocative della scena post-punk contemporanea

di Claudio Lancia

Tre ragazze dai nomi impronunciabili: Laufey Soffía (voce), Margrét Rósa Dóru-Harrýsdóttir (basso), Sólveig Matthildur Kristjánsdóttir (batteria, synth). Nel 2013 a Reykjavík, quando ancora si trovano sui banchi di scuola, formano un progetto estemporaneo per partecipare a un concorso di poesia (poi vinto) organizzato dalla Biblioteca Comunale. Si rivelerà il primo passo per formare una band, il cui nome viene mutuato dalla “Signora del Freddo” (“Kælan Mikla”, in islandese) fra i protagonisti della serie di libri dedicati ai Mumin, personaggi di fantasia simili a ippopotami opera della scrittrice finlandese Tove Jansson.

La musica proposta dal trio combina da subito paesaggi sonori sintetici, basso pulsante, testi in lingua madre fortemente poetici e un’estetica visiva intrisa di folclore nordico, stregoneria e glaciale malinconia. E’ post-punk intriso di darkwave che nella prima uscita, l’autoprodotto Mánadans inizialmente diffuso nel 2014 soltanto su musicassetta e successivamente ristampato dalla Artoffact Records, è guidato da un approccio DIY intenso e minimale: Sólveig suona ancora la batteria anziché i sintetizzatori, accompagnata dal basso distorto di Margrét e dalla voce drammatica di Laufey, che colpisce per la disinvoltura con la quale introduce asprezze vocali no wave.

Il cambiamento di passo rispetto all’interessante ma ancora acerbo esordio si nota con il passaggio di Sólveig dalla batteria ai synth (analogici, in particolare il Korg): è lo stratagemma che rende il suono complessivo ben più imperioso, avvolto in spirali darkwave che ricordano molto da vicino i Cure della trilogia “Seventeen Seconds” / “Faith” / “Pornography”. Il risultato viene fissato nel 2016 nel secondo omonimo album, Kælan Mikla, edito dalla greca Fabrika Records, che segna una profonda transizione verso sonorità più scure, profondamente dark, catturando l’attenzione della critica indipendente, anche oltre i confini nazionali. Robert Smith apprezzerà, a tal punto da invitare il trio a esibirsi a Londra in occasione del Meltdown Festival 2018, da lui curato, affiancandole a pilastri del rock alternativo internazionale.

Nel 2018 Nótt eftir nótt consolida lo stile delle Kælan Mikla: i brani uniscono trame elettroniche dense e atmosfere che richiamano leggende, stregonerie e l’oscurità dei lunghi inverni islandesi. Femministe militanti, esprimono il loro senso di libertà presentandosi come streghe di un’indefinita era ancestrale, attingendo al folclore locale e alla mitologia nordica, alla natura incontaminata e all’esoterismo. Il cantato in lingua islandese conferisce una qualità fonetica misteriosa, rituale, magica, specie per gli ascoltatori non locali. Un suono che rappresenta il paesaggio islandese trasposto in note: algido, spaventoso, primitivo. I suoni, meno minimal rispetto agli esordi, si rifanno in maniera evidente alla darkwave degli anni Ottanta, guardando a tratti verso un dancefloor oscuro ed esoterico. E’ la consacrazione internazionale della band.

Con la pubblicazione di Undir köldum norðurljósum, nel 2021, la band espande ulteriormente la propria tavolozza sonora, smussando gli spigoli per rendere il suono complessivo meno aspro. La loro proposta resta proiettata nel cuore di un’Islanda magica, con riferimenti di matrice pagano-folcloristica in grado di distanziarsi dall’approccio più terreno e incendiario delle formazioni appartenenti alla scena black metal nord-europea. Fra danze ammalianti, litanie pregne di profonde suggestioni nordiche, streghe che evocano gli spiriti dell’inverno, la messa in scena in musica di scenari battuti dal vento e sepolto dai ghiacci, la produzione tende a mettere in risalto il gelido incedere dei sintetizzatori, con il basso che emerge nei molti frangenti più prossimi a un approccio più canonicamente post-punk, senza disdegnare qualche passaggio più poetico e delicato.

Nel 2023 nasce una collaborazione con il compositore connazionale Barði Jóhannsson. Il motivo è la sonorizzazione un cult movie svedese del 1921, The Phantom Carriage, proiettato al Transylvania International Film Festival all’interno di una chiesa gremita, accompagnato dall’esecuzione dal vivo della colonna sonora composta per l’occasione e pubblicata un anno più tardi. Insieme, Jóhannsson e le Kælan Mikla (che dimostrano un crescente interesse per la performance d’avanguardia) danno vita a un linguaggio artistico personale, che abita un mondo di folclore, fiabe, magia e misticismo.

Uno dei brani chiave della discografia delle Kælan Mikla è “Kalt”, contenuto nell’omonimo album del 2016 e traducibile in italiano con “freddo”. La traccia inizia con un muro di synth, la batteria dritta e il basso distorto, per poi esplodere nel malessere rappresentato dalle urla disperate della cantante Laufey Soffía. È il suono dell’isolamento mentale e geografico islandese portato alle estreme conseguenze, dove il post-punk perde quella connotazione urbana presente in quasi tutte le band britanniche o irlandesi, per diventare un elemento intimamente connesso con la natura selvaggia dell’isola.

Altrettanto sorprendente è l’onirica “Hvìtir Sandar”, una collaborazione con gli Alcest contenuta in “Undir köldum norðurljósum”, l’album pubblicato nel 2021. Qui il post-punk a tinte gotiche del trio si sposa in maniera naturale con tumultuosi bagliori di inequivocabile matrice shoegaze, in un crescendo emozionale non troppo distante dai migliori Slowdive, che eleva all’ennesima potenza il fascino misterioso della musica composta dal trio islandese.

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Discografia

Mánadans (autoprodotto, 2014) 6.5
Kælan Mikla (Fabrika / Artoffact, 2016) 7
Nótt eftir nótt (Artoffact, 2021) 7
Undir köldum norðurljósum (Artoffact, 2021) 7.5
The Phantom Carriage (OST, con Barði Jóhannsson, Artoffact, 2024) 6.5
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