Dal 2027 i fan dei Beatles potranno visitare per la prima volta il celebre numero 3 di Savile Row, a Londra, sede storica della Apple Corps e teatro dell’ultima esibizione pubblica della band. Lo riporta la rivista britannica Nme. L’edificio di Mayfair occupa un posto centrale nella storia del gruppo di Liverpool: qui sorsero alcuni degli uffici della Apple Corps, venne allestito lo studio in cui fu registrato "Let It Be" e, soprattutto, il 30 gennaio 1969 andò in scena il celebre concerto sul tetto, poi riportato al centro dell’attenzione dal documentario "Get Back" di Peter Jackson. L’apertura al pubblico comprenderà sette piani dedicati all’universo dei Beatles, con materiali d’archivio finora inediti, esposizioni temporanee, uno store ufficiale e una ricostruzione dello studio originale utilizzato durante le sessioni di "Let It Be". I visitatori potranno inoltre accedere al tetto dell’edificio e ripercorrere i luoghi dell’ultimo live della band.
“Wow! È come tornare a casa”, ha commentato Ringo Starr. Anche Paul McCartney ha ricordato con entusiasmo la recente visita all’edificio: “È stato emozionante tornare al 3 di Savile Row. Ci sono tantissimi ricordi speciali racchiusi tra quelle mura, per non parlare del tetto”. Il ceo della Apple Corps, Tom Greene, ha definito il progetto un ritorno alla “casa spirituale” della società: “Ogni giorno i fan si fermano a fotografare il 3 di Savile Row. Dal prossimo anno potranno finalmente entrare ed esplorare tutti i sette piani dell’edificio, incluso il tetto, dove persino le ringhiere sono rimaste quelle del 1969”.
A proposito di Beatles, è di qualche giorno fa l'uscita del primo singolo ufficiale a firma Paul McCartney-Ringo Starr. Si tratta di “Home To Us”. Nel brano compaiono anche le voci di Chrissie Hynde e Sharleen Spiteri ai cori. La canzone è il secondo estratto da “The Boys Of Dungeon Lane”, il nuovo album di McCartney previsto per il 29 maggio. Ascolta qui sotto “Home To Us”.
Nel disco, dove Paul McCartney suona gran parte degli strumenti, “Home To Us” rappresenta l’unica traccia con un batterista ospite. Il pezzo è nato infatti attorno a una parte di batteria registrata da Ringo Starr su richiesta dello stesso McCartney e del produttore Andrew Watt. In un primo momento Starr avrebbe dovuto limitarsi a cantare uno o due versi, ma il progetto si è poi trasformato in un duetto completo tra i due ex Beatles. Parlando del singolo, McCartney ha spiegato: "Nello scrivere la canzone parlo delle nostre origini. Come per molte persone, si parte dal nulla e ci si costruisce da soli. Ringo veniva dal Dingle, un quartiere non troppo facile. Mi ha raccontato che, tornando a casa dal lavoro, spesso veniva derubato. Era una vita folle, ma quella per noi era casa".
"The Boys Of Dungeon Lane" sarà il primo album solista di McCartney dopo oltre cinque anni. Il disco viene presentato come uno dei lavori più autobiografici e introspettivi della sua carriera, concentrato sugli anni della formazione personale e musicale prima dell’esplosione della Beatlemania, tra ricordi familiari e le prime esperienze con John Lennon e George Harrison.