"Abbiamo bisogno di un po’ di carnevale, non possono esserci solo ceneri".
Bono presenta così il prossimo album degli
U2 sulle pagine di
Propaganda, la fanzine nata nel 1986 e ora tornata in formato digitale in coincidenza con l’uscita, avvenuta ieri – Mercoledì delle Ceneri, inizio della Quaresima – dell’
Ep "Days Of Ash". Il numero raccoglie testi, appunti e interviste ai membri della band e ad alcune figure coinvolte nel progetto, come il regista Ilya Mikhaylus, autore del videoclip di "Yours Eternally".
Il nuovo disco, previsto per la fine dell’anno, spiega Bono, si muoverà in un’altra direzione rispetto all’Ep. "L’album a cui stiamo lavorando ha una narrazione diversa, un mood più gioioso. Un carnevale". Sul tavolo ci sono 25 brani inediti: quelli destinati all’album avranno un tono più celebrativo, meno segnato dall’urgenza e dall’inquietudine che attraversano "Days Of Ash". "Le canzoni dell’Ep sono una reazione alle ansie di questi giorni. Potrebbero irritare o infastidire qualche partito, ma descrivere il mondo attorno a noi è parte del lavoro degli U2".
Nel dettaglio, "Yours Eternally" è costruita come una lettera dal fronte ucraino. L’ispirazione nasce dall’incontro con Taras Topolia, voce degli Antytila, conosciuto dopo l’invito del presidente Volodymyr Zelenskyy, poco dopo l’invasione russa. Bono racconta di aver ricevuto il suo numero da
Ed Sheeran: "Quando l’ho chiamato mi ha riattaccato. Era al fronte, non nel mood per parlare di musica". Sheeran partecipa al brano e, secondo Bono, conserva l’energia del giovane esordiente con una maggiore leggerezza.
"American Obituary" è dedicata a Renee Nicole Macklin Good, madre di tre figli uccisa a colpi d’arma da fuoco in pieno giorno. Il ritmo del testo guarda a "It’s Alright, Ma (I’m Only Bleeding)" di
Bob Dylan, mentre il commento politico è diretto: "Sono solo io o l’Ice comincia ad assomigliare a una forza paramilitare, alle stesse gang che dice di voler combattere?". Bono parla di un clima polarizzato, con amici conservatori preoccupati dall’estrema destra e democratici allarmati dall’estrema sinistra, e invoca un "centro radicale" capace di mediare e risolvere problemi.
In "The Tears of Things" il discorso si sposta in Italia, tra il "David" di Michelangelo e la visita del 1938 in cui Benito Mussolini accompagnò Adolf Hitler tra i capolavori del Rinascimento. "Il David era a dieci minuti di distanza. Forse Hitler lo vide. Non lo sappiamo, ma per un autore di canzoni è una possibilità narrativa". Nello stesso passaggio Bono sostiene che la Chiesa cristiana debba riconoscere il proprio silenzio durante l’Olocausto. "Song Of The Future" rende omaggio alle studentesse iraniane in rivolta e prende come figura simbolica Sarina Esmailzadeh, scesa in piazza dopo l’uccisione di Jina Mahsa Amini e poi morta per le violenze subite. "One Life At A Time", infine, si ispira alla vicenda di Awdah, attivista palestinese e consulente del documentario "
No Other Land", ucciso in Cisgiordania da un fondamentalista israeliano.