Qual è il miglior assolo di chitarra mai registrato? E quale quello più riuscito nella discografia dei Queen? A rispondere è Brian May, che in una conversazione con Chris Bird, all’epoca direttore di Total Guitar, ha indicato i suoi preferiti, sorprendendo chi avrebbe scommesso su “Bohemian Rhapsody“. Le dichiarazioni del chitarrista sono state riprese da Paul Brannigan in un articolo pubblicato su Louder, che ricorda anche i numerosi riconoscimenti ottenuti da May nel corso degli anni.
Nel 2023, i lettori di Total Guitar lo hanno eletto miglior chitarrista rock di tutti i tempi, mentre l’anno precedente avevano incoronato proprio il suo intervento in “Bohemian Rhapsody” come il più grande assolo di sempre. Due attestati di stima che May ha accolto con gratitudine, pur avendo idee leggermente diverse sulle proprie interpretazioni più riuscite.
Il suo assolo preferito tra quelli registrati con i Queen, infatti, è quello di “Killer Queen”, il singolo del 1974 tratto dall’album “Sheer Heart Attack”. “Killer Queen è sempre stato uno dei miei preferiti”, ha raccontato. “Era qualcosa di più complesso, un’avventura nell’inserire armonie chitarristiche all’interno di un assolo. Rappresentava un vero salto nell’ignoto e contiene una melodia che non compare in nessun’altra parte della canzone. In questo senso, è abbastanza paragonabile a quello di ‘Bohemian Rhapsody'”.
La scelta riflette una delle caratteristiche più riconoscibili dello stile di May: la capacità di trasformare la chitarra elettrica in uno strumento quasi orchestrale, sovrapponendo linee melodiche indipendenti e costruendo armonizzazioni elaborate attraverso le registrazioni multitraccia. Una tecnica che sarebbe diventata uno dei marchi di fabbrica del suono dei Queen. “Il mio sogno era utilizzare la chitarra come uno strumento orchestrale e sono stato abbastanza fortunato da riuscire a realizzarlo”, ha spiegato. “L’assolo di ‘Killer Queen’ è stata la prima volta in cui sono riuscito davvero a esprimere questa idea delle armonie. Tutte quelle linee si muovono, non si limitano a procedere parallelamente: interagiscono tra loro come farebbe una piccola jazz band. Il risultato è venuto così bene che probabilmente lo indicherei come l’assolo per cui vorrei essere ricordato”.
Ma se si passa dalla discografia dei Queen alla storia del rock, il giudizio di May cambia completamente prospettiva. Il suo assolo preferito in assoluto non appartiene infatti a Jimi Hendrix, Jimmy Page o Jeff Beck, bensì a Eric Clapton, e precisamente alla sua interpretazione di “Key To Love”, contenuta nell’album “Blues Breakers with Eric Clapton” di John Mayall & The Bluesbreakers, pubblicato nel 1966. “È l’assolo più incandescente e carico di passione che abbia mai ascoltato in vita mia, ancora oggi”, ha dichiarato May. “Lo adoro. È devastante e non smetterò mai di esserne impressionato. È una delle mie più grandi fonti d’ispirazione”. Il chitarrista dei Queen ha ricordato soprattutto l’intensità espressiva di Clapton, capace di concentrare in pochi istanti tutta la tensione emotiva del blues elettrico. “In quell’assolo bruciava davvero! L’intero brano ruota intorno a quel momento. Ogni volta che lo ascolto, resto in attesa. John Mayall è fantastico, ma aspetti il momento in cui Eric esplode e improvvisamente attacca quelle note altissime. È incredibile, da brividi”.
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