Dopo la tre giorni berlinese di "CCCP in DDDR" all'Astra Kulturhaus e la pubblicazione dello storico live "Altro che nuovo nuovo", la band emiliana si accinge a chiudere la mostra in programma a Reggio Emilia. Ultimi giorni, da giovedì a domenica ai Chiostri di San Pietro, per visitare "Felicitazioni! Cccp - Fedeli alla linea. 1984-2024", un racconto multidisciplinare promosso dalla Fondazione Palazzo Magnani con installazioni, fotografie d'archivio, video, costumi di scena, opere d'arte inedite e ambientazioni immersive, di fatto una nova opera d'arte dei Cccp-Fedeli alla linea.
Domenica 10 marzo, non appena le porte della mostra chiuderanno alle 19, Giovanni Lindo Ferretti, Massimo Zamboni, Annarella Giudici e Danilo Fatur saluteranno il pubblico nel cortile esterno dei chiostri con un video che ripercorre i momenti più emozionanti di questa esperienza: il backstage e l'allestimento, la mostra e i due concerti al Teatro Valli di Reggio Emilia e all'Astra Kulturhaus di Berlino.
Nei 3 mesi di apertura, la mostra ha superato le 25.000 presenze. Il bookshop, allestito per l'occasione nei Chiostri di San Pietro, ha registrato ripetuti sold-out di cataloghi, dischi e altro merchandising ufficiale dei CCCP.
La mostra ai Chiostri di San Pietro, curata dagli stessi Cccp, è una riflessione sulla rilevanza delle loro idee e della loro musica nel contesto attuale. 1800 mq, 28 spazi espositivi, un percorso che comincia con le sagome metalliche dei tre VoPos di Berlino al fianco della via Emilia, in contrasto con la scritta “Felicitazioni!”, che si addentra nel Chiostro Piccolo, passa per il Chiostro Grande e si snoda su due piani con installazioni, opere d’arte inedite, fotografie d’archivio mai pubblicate, supporti audiovisivi, costumi di scena.
Il piano terra è diviso in 7 sale ognuna dedicata a un disco dei Cccp: ogni sala ne riporta il nome e le atmosfere che lo contraddistinguono. Al primo piano cambia l’atmosfera, dalla linearità del piano terra si passa al caos rigoroso dei 17 spazi espositivi. Qui i titoli sono più evocativi, dedicati a spettacoli, canzoni luoghi d’affezione e approfondimenti storici.
Partendo da Reggio Emilia, la mostra proietta il visitatore in uno spazio umano illimitato, collegando di volta in volta Berlino est e ovest, l’Europa delle frontiere, Beirut, il mondo arabo, Urss e paesi satelliti, la Cina, Hong Kong, la Mongolia, Kabul, Palestina, Israele, Mosca, Leningrado e trasformando vorticosamente quei luoghi in periferie e centri di un unico impero mentale.