David Byrne ha pubblicato una nuova playlist, pensata per accompagnare le sue uscite in bicicletta, confermando ancora una volta quanto le due ruote rappresentino un elemento centrale della sua visione del mondo. Per l’ex-leader dei Talking Heads la bici non è soltanto un mezzo di trasporto sostenibile, ma anche uno spazio di riflessione e ascolto, un’idea che porta avanti da anni, fin dai tempi del libro “Diari della bicicletta”, pubblicato nel 2009.
Byrne è attualmente impegnato nel tour di “Who Is The Sky?“, il suo ultimo album in studio, realizzato con la collaborazione di Hayley Williams, St. Vincent e Tom Skinner degli Smile. Durante gli spostamenti Byrne e la sua band viaggiano con biciclette pieghevoli e, quando gli impegni lo permettono, ne approfittano per esplorare le città. “Se ho un pomeriggio libero, spesso vado a fare un giro per schiarirmi le idee. E se sono da solo e mi trovo su una pista ciclabile sicura, o su una strada poco trafficata, ascolto questa playlist”, ha raccontato. Da questa abitudine è nata la nuova selezione della sua David Byrne Radio, intitolata “Biking Playlist” (ascolta qui sotto).
La playlist comprende 40 brani e riflette perfettamente questa filosofia, accostando grandi protagonisti del pop contemporaneo come Harry Styles, Olivia Rodrigo e Rosalía ad artisti dell’area art-rock e alternativa come Mitski, James Blake e Phoebe Bridgers. Non mancano nemmeno alcuni nomi legati da tempo al percorso di Byrne, come Paul McCartney, presente con due canzoni, e St. Vincent, inclusa con una versione orchestrale dal vivo di “Hell Is Near”.
Più della scelta dei brani, però, colpisce il testo che accompagna la raccolta, nel quale Byrne ribadisce la propria avversione alle etichette musicali e ai confini tra mainstream e underground. “La mia definizione di musica è estremamente ampia. Alcune canzoni sono, per consenso generale, mainstream, ma persino alcune di queste spingono spesso i propri confini più in là. Altre prendono la forma delle canzoni pop, ma alle mie orecchie non suonano affatto come commerciali. Ho visto queste definizioni cambiare nel tempo, con un’infinità di eccezioni”.
La passione di Byrne per le playlist è ben nota ai suoi fan. La sua David Byrne Radio è diventata negli anni un laboratorio musicale in continua evoluzione e lo scorso dicembre aveva già attirato l’attenzione con una raccolta di 32 brani “anti-natalizi”, nella quale convivevano artisti come Run-D.M.C., Prince, FINNEAS e Sabrina Carpenter.
Negli ultimi mesi Byrne ha continuato a muoversi con la consueta libertà anche sul fronte creativo. Dopo la collaborazione con Brian Eno nel brano “T-Shirt”, ha pubblicato una reinterpretazione di “Drivers License” di Olivia Rodrigo e “¿Cuál Es La Razón?”, rilettura in chiave latina di “What Is The Reason For It?”. Parallelamente prosegue anche la sua attività di scrittore. Il 6 ottobre Penguin Press pubblicherà il nuovo libro “SLEEPING BEAUTIES: Why Good Ideas Go Dormant and How They Wake Up”, dedicato al modo in cui le idee artistiche e scientifiche possono scomparire, restare in sospeso per anni e poi tornare improvvisamente attuali. Byrne presenterà il volume anche in Europa con un tour di incontri previsto per il mese di novembre.
Nei giorni scorsi, invece, l’ex-leader dei Talking Heads è salito sul palco insieme ad Anna Calvi in occasione di due date del suo tour britannico “Who Is The Sky?“, regalando al pubblico una nuova interpretazione di “Strange Weather”, il brano che i due avevano inciso insieme nel 2014.
Calvi, impegnata come opening act dei concerti di Byrne al Piece Hall di Halifax (18 luglio) e al Cardiff Castle (26 luglio), ha invitato l’ex-leader dei Talking Heads a raggiungerla sul palco per riproporre la loro versione della canzone della cantautrice franco-israeliana Keren Ann, pubblicata nell’Ep di cover “Strange Weather”.