I Duran Duran riportano in catalogo due titoli centrali della loro discografia anni Novanta, "Duran Duran (The Wedding Album)" e "Thank You", originariamente pubblicati rispettivamente nel 1993 e nel 1995. Le nuove ristampe arrivano sia in vinile, in formato doppio Lp, sia in cd con confezioni aggiornate.
"Duran Duran (The Wedding Album)", settimo album in studio del gruppo, torna con una veste grafica rivisitata, arricchita da dettagli in rilievo e accompagnata da una art card da 12 pollici. All’epoca della sua uscita, il disco segnò un ritorno commerciale rilevante per la band, entrando nella top ten sia nel Regno Unito sia negli Stati Uniti, sostenuto da singoli come "Ordinary World" e "Come Undone".
Per "Thank You", pubblicato nel 1995, la riedizione recupera la struttura originale con copertina apribile e include un poster pieghevole fedele alla prima stampa. Si tratta del lavoro di cover con cui i Duran Duran reinterpretarono brani di artisti come Led Zeppelin, Bob Dylan, The Doors, Lou Reed, Public Enemy ed Elvis Costello. Il disco raggiunse la top 20 sia nel Regno Unito sia negli Stati Uniti e include la loro versione di "Perfect Day", apprezzata dallo stesso Reed, oltre alla cover di "White Lines (Don’t Do It)" di Grandmaster Melle Mel, rimasta negli anni una presenza costante nelle scalette live.
Parallelamente alla pubblicazione delle ristampe, la band tornerà in Italia nel mese di luglio con tre concerti: il 7 all’Arena di Verona, il 9 alla Reggia di Caserta e l’11 a Villa Manin.
Qualche giorno fa, durante un incontro pubblico a Londra, Simon Le Bon ha lasciato trapelare una notizia che ha subito acceso la curiosità dei fan: esisterebbero già alcune sceneggiature per un possibile biopic sui Duran Duran. Lo ha raccontato con la consueta ironia, sottolineando che “sì, ho letto delle sceneggiature. Non posso dire di più, ma ci sono delle idee in circolazione”. Non c’è ancora nulla di ufficiale, ma l’ipotesi di un film sulla band che ha ridefinito l’estetica del pop britannico anni Ottanta sembra tutt’altro che remota. Il progetto, se dovesse concretizzarsi, racconterebbe la parabola dei Duran Duran: dagli esordi nei club di Soho alle luci abbaglianti di MTV, passando per gli inni generazionali di "Hungry Like the Wolf", "Rio e Ordinary World". Un percorso fatto di glamour, tecnologia e immaginario postmoderno, in cui la musica si fondeva con l’immagine, tra videoclip futuristi e icone new romantic. Le Bon, con la sua abituale autoironia, ha scherzato sul casting: “Non so chi potrebbe interpretarmi, ma spero che sia qualcuno con una bella chioma”.