Eagles, Don Henley: “Il 2026 sarà l’anno della fine”

15-02-2026
"Il 2026 sarà l’anno della fine degli Eagles e mi sta bene". Con queste parole Don Henley, 79 anni, ha delineato in un’intervista a Cbs Sunday Morning un orizzonte conclusivo per la band fondata nel 1971. Non è la prima volta che il batterista e cantante parla di addio alle scene, ma questa volta il tono appare definitivo: la parabola del gruppo si avvicina al termine e lui sembra averne preso atto con serenità. Henley ha spiegato di voler ridimensionare una vita scandita per oltre mezzo secolo da tournée e palchi: più tempo in famiglia, più spazio per interessi personali, dal giardinaggio ai viaggi affrontati con lentezza, lontano dalla routine di aeroporti e hotel che accompagna ogni tour. "Quando siamo in tournée vediamo aeroporti, alberghi e i luoghi dove ci si esibisce", ha osservato, sottolineando il desiderio di tornare in luoghi già visitati per conoscerli davvero.
Accanto alle motivazioni personali ci sono anche ragioni fisiche. Henley non ha nascosto i problemi alla schiena, legati alla postura alla batteria, né il naturale mutamento della voce con l’età. Parallelamente continua l’impegno in organizzazioni non profit dedicate alla tutela ambientale.

Una storia da record

La formazione originaria comprendeva, oltre a Henley, Glenn Frey, Bernie Leadon e Randy Meisner. Dopo la morte di Frey nel 2016, il gruppo ha proseguito con l’ingresso del figlio Deacon Frey e di Vince Gill.
Il catalogo degli Eagles resta tra i più venduti di sempre. "Their Greatest Hits (1971-1975)", pubblicato nel 1976, è stato il primo album certificato quattro volte disco di diamante negli Stati Uniti dalla Recording Industry Association of America, con oltre 42 milioni di copie vendute nel mondo. "Hotel California", uscito nello stesso anno, è tra i dischi più venduti nella storia del mercato statunitense, dietro la stessa raccolta e "Thriller" di Michael Jackson.

Il presente allo Sphere

Attualmente la band è impegnata in una lunga residency allo Sphere di Las Vegas. Le date inizialmente previste erano otto, poi estese fino a 56 concerti, con chiusura fissata per il 28 marzo. Henley ha descritto queste serate come un’esperienza collettiva entusiasmante, rivendicando con soddisfazione i 53 anni di attività, ma senza indulgere nella celebrazione: "Ora abbiamo la famiglia, la salute, lo stato del mondo a cui pensare", ha dichiarato.
Se il 2026 segnerà davvero l’epilogo, la posizione di Henley è chiara: ai fan resteranno le registrazioni e i filmati dei concerti. "Dovranno vivere di ricordi", ha detto. Un commiato annunciato, in attesa di diventare definitivo.

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