I Geese hanno affrontato apertamente le voci che negli ultimi mesi hanno messo in dubbio l’autenticità della loro crescente popolarità. In un’intervista concessa a Rolling Stone Usa, la band newyorkese è tornata sulle accuse secondo cui parte della propria fanbase sarebbe stata costruita artificialmente attraverso account falsi e strategie mirate a manipolare gli algoritmi dei social network.
La polemica era esplosa lo scorso marzo, quando erano circolate indiscrezioni sul ruolo svolto da Chaotic Good, agenzia di marketing che avrebbe contribuito alla promozione dei Geese creando falsi profili di fan. Il sospetto era che dietro la cosiddetta “geesemania” e il successo ottenuto dalla band, ulteriormente amplificato dall’accoglienza riservata all’album “Getting Killed“, ci fosse un’operazione promozionale molto più costruita di quanto apparisse. Il bassista Dominic Digesu ha liquidato la questione con una risposta piuttosto netta: “Venite al concerto. Venite semplicemente al concerto e ditemi quanti bot vedete”. Cameron Winter ha invece ammesso che le accuse avevano inizialmente colpito duramente il gruppo, già spiazzato dalle dimensioni assunte dal successo di “Getting Killed”.
I musicisti erano arrivati a chiedersi se parte dell’entusiasmo che li circondava fosse realmente frutto di una manipolazione. La preoccupazione era stata tale da spingere la band a rivolgersi direttamente alla propria etichetta con una mail tutt’altro che diplomatica: “Da quanto tempo tutti i nostri fottuti fan sono finti, figli di puttana?”. Il confronto con il team promozionale avrebbe però chiarito la situazione. Secondo quanto raccontato dai Geese, Chaotic Good non era stata incaricata di creare falsi fan, commenti o bot, ma semplicemente di diffondere e ripubblicare sui social alcune clip delle loro esibizioni dal vivo, con l’obiettivo di aumentarne la circolazione attraverso gli algoritmi.
“Non si trattava di commenti, fan falsi, bot o altro. Erano post su TikTok fatti con il minimo sforzo, utilizzati per potenziare l’algoritmo. Ci hanno mostrato degli esempi, e mi sono sentito meglio perché erano davvero scadenti”, ha spiegato Winter.
Archiviata almeno in parte la controversia sulla presunta fanbase artificiale, per i Geese si apre ora il capitolo della nuova musica. La band ha già lavorato in studio con il produttore Kenneth Blume, anche se non è affatto certo che il materiale registrato finisca in un prossimo album. Il batterista Max Bassin lo ha definito “demo di idee di altissima qualità”, precisando però che le sessioni avevano soprattutto un carattere esplorativo: “Stavamo solo provando un po’ di cose a caso per vedere cosa funzionava”.
Parallelamente, Cameron Winter sta lavorando anche a un nuovo disco solista. Il progetto è ancora in una fase aperta e il musicista non sembra averne definito con precisione né il suono né la direzione, interrogandosi anche sul grado di “difficoltà musicale e stranezze” da introdurre nei nuovi brani.
I Geese sono passati recentemente anche dall’Italia: il 19 agosto si sono esibiti al Circolo Magnolia di Segrate.
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