L’anno dei miracoli degli Hüsker Dü rivive in vinile. È attesa per il 7 novembre l’uscita di “1985: The Miracle Year”, un cofanetto in vinile di quattro Lp che documenta uno dei momenti più intensi e significativi della carriera della band del Minnesota. Il cuore del box è un intero concerto registrato il 30 gennaio 1985, restaurato da Beau Sorenson, cui si aggiungono venti brani dal vivo catturati nello stesso anno e un libretto deluxe che racconta nel dettaglio le tappe che portarono la band a quel tour.
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Il 1985 fu un anno cruciale per il trio del Minnesota: dopo aver pubblicato l’anno precedente “Zen Arcade”, album seminale per l’intera scena alternative americana, gli Hüsker Dü diedero alle stampe “New Day Rising” proprio a gennaio. La possibilità di riascoltare quelle performance assume un valore ancora più speciale se si considera che i nastri originali sopravvissero al devastante incendio del 2011 che distrusse parte dell’archivio del gruppo.
Non è la prima volta che la storia della band viene recuperata in forma di cofanetto: nel 2017 arrivò “Savage Young Dü”, che raccoglieva le prime registrazioni e diversi nastri live risalenti ai primi tre anni di attività. Quell’uscita coincise purtroppo con la scomparsa di Grant Hart, batterista e co-fondatore della band, morto di cancro nello stesso anno.
Ecco la tracklist e la copertina del box “1985: The Miracle Year”:
January 30th, 1985 at First Ave (Sides A-D)
A1 New Day Rising
A2 It’s Not Funny Anymore
A3 Everything Falls Apart
A4 The Girl Who Lives On Heaven Hill
A5 I Apologize
A6 If I Told You
A7 Folklore
B1 Every Everything
B2 Makes No Sense At All
B3 Terms Of Psychic Warfare
B4 Powerline
B5 Books About UFOs
B6 Broken Home, Broken Heart
B7 Diane
C1 Hate Paper Doll
C2 Green Eyes
C3 Divide And Conquer
C4 Pink Turns To Blue
C5 Eight Miles High
D1 Out On A Limb
D2 Helter Skelter
D3 Ticket To Ride
D4 Love Is All Around
E1 Don’t Want To Know If You’re Lonely (11-3 SLC)
E2 I Don’t Know For Sure (11-3 SLC)
E3 Hardly Getting Over It (11-3 SLC)
E4 Sorry Somehow (11-3 SLC)
E5 Eiffel Tower High (11-3 SLC)
F1 What’s Going On (11-4 Boulder)
F2 Private Plane (11-4 Boulder)
F3 Celebrated Summer (11-4 Boulder)
F4 All Work And No Play (10-31 Long Beach)
G1 Keep Hanging On (5-17 Newport, KY)
G2 Find Me (5-17 Newport, KY)
G3 Flexible Flyer (5-12 Washington DC)
G4 Sunshine Superman (5-9 Hoboken)
G5 In A Free Land (5-9 Hoboken)
G6 Somewhere (5-15 Cleveland)
H1 Flip Your Wig (9-17 Frankfurt)
H2 Never Talking To You Again (9-19 Lausanne)
H3 Chartered Trips (9-19 Lausanne)
H4 The Wit And The Wisdom (9-17 Frankfurt)
H5 Misty Modern Days (10-26 Seattle)
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Gli Hüsker Dü sono i portabandiera di quell’hardcore, figlio del punk, destinato a diventare uno dei generi di punta della scena indie americana. L’hardcore divenne un fenomeno di massa soprattutto negli Stati Uniti, grazie all’ascesa di numerose band, alcune delle quali destinate a lasciare un segno indelebile nella storia del rock. Tra queste, senza dubbio, vanno annoverati gli Husker Du (norvegese per “Ti ricordi?”).
Provenienti da Minneapolis, nello stato del Minnesota, dove si erano formati nel 1978, Bob Mould (chitarra), Grant Hart (batteria) e Greg Norton (basso) riuscirono a far diventare l’hardcore qualcosa di magico, non più unicamente rivolto alle tematiche sociali, ma finalmente capace di guardare nel fondo dell’animo umano e di cavarne linfa vitale e orgoglio prometeico. (In una intervista risalente al 1984, Hart dichiarava:”Quando si parla di “hardcore”, si tende sempre a mettere l’ accento sull’aspetto più violento e duro (“hard”). Non capisco come facciano tutte queste band a essere così fredde… Noi cerchiamo, invece, di concentrarci soprattutto sull’aspetto emotivo (“core”)”.