Il ritorno di Massive Attack passa per un’alleanza inattesa e, per molti versi, simbolica: “Boots On The Ground”, nuovo singolo realizzato insieme a Tom Waits, segna la fine di un silenzio discografico lungo un decennio per la band di Bristol e ancora più esteso per il cantautore statunitense, assente dal 2011 di “Bad As Me”. Il brano, che include anche interventi vocali del figlio di Waits, Casey, nasce da una collaborazione avviata anni fa e rimasta in sospeso fino a oggi. Il tempo, a quanto pare, non ne ha attenuato la portata: nelle parole dello stesso Waits, la lunga gestazione non ha fatto che confermare l’attualità di un pezzo concepito come riflessione amara e persistente sulle derive della storia e dell’uomo. Guarda qui sotto il video di "Boots On The Ground".
Accanto al singolo, pubblicato in un’edizione limitata in vinile “EcoSonic”, compare sul lato B “The Fly”, una traccia spoken word firmata dallo stesso Waits. I proventi della pubblicazione saranno destinati a organizzazioni impegnate nella difesa dei diritti civili negli Stati Uniti, tra cui l’American Civil Liberties Union e lo US Immigrant Defense Project. Sul piano estetico e politico, “Boots On The Ground” si inserisce in una linea coerente con la poetica dei Massive Attack: un suono teso, stratificato, attraversato da una lettura esplicitamente critica del presente. Il gruppo ha sottolineato come il brano arrivi in un contesto segnato da nuove forme di autoritarismo e dalla crescente militarizzazione delle forze dell’ordine, elementi che ne orientano tono e urgenza espressiva.
L’uscita è accompagnata da un video realizzato dalla band insieme all’artista visivo statunitense thefinaleye, ulteriore estensione di un progetto che intreccia musica e immagine in chiave politica. "È un onore per la nostra carriera collaborare con un artista della grandezza, originalità e integrità di Tom - scrivono i Massive Attack - ma questo brano arriva in un clima di caos. In tutto l’emisfero occidentale, l’autoritarismo statale e la militarizzazione delle forze di polizia si stanno nuovamente fondendo con la politica neofascista. Nel contesto dell’emergenza americana, sia in patria che all’estero, questo brano trasmette impulsi di spietata insensibilità e di forte apatia”. E Waits scrive: "Molti anni fa accettai un invito dei Massive Attack a collaborare. All’epoca gli inviammo ‘Boots on the Ground’. Il lungo ritardo nella pubblicazione non mi ha mai preoccupato. E’ certo che oggi come ieri questa canzone è sempre attuale: la follia disastrosa dell’uomo è un 'banchetto per le mosche'. Per questo la B-side del 12” dei Massive Attack, ‘The Fly’, contiene il mio apprezzamento per questo fastidioso insetto alato”.
La collaborazione tra Massive Attack e Waits si era già delineata ieri con gli indizi lanciati dagli interessati sui canali social. Quello principale è comparso sui canali del gruppo inglese: la scritta "Boots On The Ground" accompagnata da un countdown e da un link per il pre-save, con suoni che sembrano combinare i groove della scena di Bristol con le atmosfere di Waits (e forse un sample del suo brano "The Earth Died Screaming"). Un annuncio che lasciava intuire l’uscita imminente di un singolo e appariva in linea con quanto già anticipato nei mesi scorsi, quando Robert Del Naja e soci avevano parlato di nuova musica prevista per il 2026, distribuita con modalità alternative rispetto alle piattaforme di streaming tradizionali. A rendere il quadro più interessante era intervenuto lo stesso Tom Waits. Per qualche minuto, infatti, anche il suo profilo aveva condiviso un contenuto legato a "Boots On The Ground": uno schermo nero, una traccia audio fatta di respiri affannosi, poi rapidamente cancellato.
L'unione tra questi due mondi lontanissimi non è così stravagante come potrebbe apparire. Fin dagli anni Novanta, infatti, l’universo sonoro dei Massive Attack ha spesso cercato lincontro con voci diverse, capaci di spostare il suo asse fuori dall'orbita classica del trip-hop. La lezione è evidente già nei primi lavori, dove la presenza di Tricky - con il suo registro ruvido e quasi abrasivo - contribuiva a ridefinire i contorni del genere. Non a caso, all’epoca di "Maxinquaye", qualcuno parlò di lui come di un ideale equivalente bristoliano di Waits. Nel corso degli anni, il gruppo ha costruito una vera e propria galleria vocale, coinvolgendo figure come Horace Andy, Shara Nelson, Tracey Thorn, Elizabeth Fraser e Sinéad O’Connor. Una linea orientata verso personalità vocali riconoscibili e non convenzionali. Per il cantautore americano si tratta della prima uscita discografica dopo "Bad As Me" (2011), al netto di apparizioni sporadiche e contributi occasionali, come la recente partecipazione a un progetto tributo dedicato a Shane MacGowan. Negli ultimi anni Waits ha privilegiato altri linguaggi, tra poesia, cinema e collaborazioni artistiche selezionate.
Nel frattempo, i Massive Attack hanno annunciato nuove pubblicazioni e una serie di date dal vivo tra Europa e festival internazionali previste nei prossimi mesi.