Morto Bob Weir, chitarrista e fondatore dei Grateful Dead

11-01-2026
Bob Weir, chitarrista e cofondatore dei Grateful Dead, è morto a 78 anni. La notizia è stata diffusa dalla famiglia attraverso un messaggio sui social: Weir si è spento serenamente, circondato dai suoi affetti, dopo una lunga battaglia contro il cancro. Le complicazioni polmonari sono state la causa del decesso. “Bobby resterà per sempre una forza guida”, hanno scritto i familiari, ricordandone l’impatto artistico e umano. “La sua musica non costruiva solo canzoni, ma comunità: un linguaggio condiviso, un’idea di famiglia che ha attraversato generazioni”.

Nato a San Francisco il 16 ottobre 1947, cresciuto nella Bay Area dopo l’adozione, segnato da una dislessia mai diagnosticata, Weir trovò nella chitarra uno strumento di libertà e di identità. L’incontro decisivo avvenne la notte di Capodanno del 1963, quando conobbe Jerry Garcia in un negozio di strumenti a Palo Alto. Da quella jam informale prese forma un sodalizio destinato a cambiare la musica rock.
Nel 1965, insieme a Garcia, Ron “Pigpen” McKernan, Phil Lesh e Bill Kreutzmann, Weir fondò i Grateful Dead. Partito dal folk e dal blues, il gruppo si trasformò rapidamente in un laboratorio sonoro aperto, in cui psichedelia, improvvisazione jazz e tradizione narrativa americana si fondevano in concerti sempre diversi e memorabili. In quel contesto Weir fu un vero architetto del suono: il suo stile ritmico, fatto di accordi frammentati, sincopi e soluzioni armoniche oblique, creava lo spazio ideale per le esplorazioni di Garcia.

Autore e voce principale di molti brani centrali del repertorio, Weir firmò canzoni che dal vivo diventavano rituali collettivi: "Sugar Magnolia", "Playing In The Band", capace di dilatarsi oltre ogni forma prestabilita, "The Other One", nucleo più oscuro e sperimentale del gruppo, "Cassidy", omaggio al figlio dello scrittore beat Neal Cassady, e "Throwing Stones", tra i momenti più esplicitamente politici della band. Per Weir, ogni brano era un punto di partenza, mai una destinazione definitiva.
Dopo la morte di Garcia nel 1995, Weir parlò apertamente di un vuoto profondo, quasi insostenibile. Ma continuare a suonare fu l’unica risposta possibile. Negli anni successivi portò avanti l’eredità dei Grateful Dead attraverso progetti diversi – Rat Dog, The Other Ones, The Dead, Furthur e infine Dead & Company – dimostrando che quel repertorio non apparteneva alla nostalgia, ma a un presente in continua trasformazione. Nel 2011 fondò i TRI Studios a San Rafael, definendoli “il parco giochi definitivo per un musicista”: uno spazio aperto, votato alla sperimentazione e all’incontro tra mondi sonori differenti.
Anche nell’immagine pubblica, Bob Weir ha incarnato una coerenza rara: capelli lunghi ormai argentati, barba folta, abbigliamento informale sul palco, è stato sempre indifferente alle mode e al culto della celebrità.