Oasis: 100mila biglietti tornano disponibili? La reunion arriva in streaming e Liam Gallagher reagisce alle critiche per il caro-prezzi: “Smettetela di piagnucolare”

29-09-2026

Per chi è rimasto a mani vuote dopo il fulmineo sold-out degli Oasis, la partita potrebbe non essere ancora chiusa. Una parte dei biglietti per il “Live ’27” tornerà infatti sul mercato attraverso i canali di rivendita ufficiali e, secondo una proiezione basata sui dati storici di Ticketmaster, il numero complessivo potrebbe superare quota 100mila. Non si tratta però di una nuova tranche di ticket né di una nuova vendita generale: saranno esclusivamente i biglietti restituiti dagli acquirenti originari.
La band e Live Nation hanno ribadito che la rivendita autorizzata passerà soltanto attraverso Ticketmaster e Twickets, nel tentativo di arginare il secondary ticketing speculativo. I biglietti rimessi in circolazione potranno essere acquistati al prezzo originariamente pagato e compariranno progressivamente sulle piattaforme, soprattutto con l’avvicinarsi dei concerti. Non esiste dunque una data precisa nella quale verranno liberati nuovi posti.

La cifra di oltre 100mila biglietti va comunque considerata per quello che è: una stima, non un dato ufficiale. I 42 concerti del “Live ’27” avrebbero una capienza teorica complessiva di circa 2,67 milioni di spettatori. Ticketmaster indica storicamente intorno al 5% la quota di biglietti che torna sui marketplace di rivendita per gli eventi soggetti a registrazione e verifica: applicando questa percentuale al tour degli Oasis si arriverebbe a circa 134mila ticket. Il numero effettivo potrebbe però essere sensibilmente diverso e dipenderà esclusivamente da quanti acquirenti decideranno di rinunciare al proprio posto.
La domanda, del resto, è stata enorme. Per il precedente “Oasis Live ’25”, oltre 10 milioni di persone provenienti da 158 Paesi avevano tentato di assicurarsi circa 1,4-1,5 milioni di biglietti per le date nel Regno Unito e in Irlanda. Per il tour del 2027 non sono state diffuse cifre analoghe, ma gli organizzatori hanno parlato di una quantità “straordinaria” di richieste e di un numero eccezionale di registrazioni.

I prezzi dei biglietti

Questa volta non esisteva una vendita generale: bisognava registrarsi, essere selezionati e ricevere un codice d’accesso, che comunque non garantiva l’acquisto. Per le tre date di Roma del 26, 29 e 30 luglio allo Stadio Olimpico i prezzi ufficiali andavano dagli 86 euro del quinto settore ai 258 del primo settore numerato. A Manchester si oscillava fra 74 e 266 sterline per i biglietti standard, con pacchetti Vip fino a 570 sterline, mentre a Knebworth il posto in piedi costava 170 sterline e il pit 203. Rispetto al 2025 è stato escluso il contestato dynamic pricing.
Il sold-out ha però immediatamente rimesso in moto il mercato secondario non autorizzato, con richieste di centinaia o migliaia di euro. Proprio contro questo fenomeno gli organizzatori minacciano di annullare i biglietti individuati sulle piattaforme non ufficiali, indicando Ticketmaster e Twickets come unici canali consentiti per la rivendita.

Liam Gallagher polemizza sui social

Nel frattempo Liam Gallagher ha seguito l’intera vicenda su X, trasformando ancora una volta le proteste dei fan in un interminabile botta e risposta. A chi domandava “Dov’è il mio codice?” ha replicato “Dietro di te”; interrogato sulla possibilità di andare a vedere gli Oasis se non ne facesse parte, ha risposto: “Se fossi abbastanza fortunato da ricevere un codice d’acquisto, ci proverei sicuramente”. E alla fan che progettava scherzosamente di paracadutarsi a Knebworth: “Ti aspetto con una cerbottana”.
Meno accomodanti le risposte sulle polemiche per i prezzi. Quando i Soup Dragons hanno ironizzato sui costi del tour ricordando che per un loro concerto bastano 22 sterline, Gallagher ha replicato: “22 sterline? Fottuti ladri”, per poi trasformare la provocazione in un tormentone: “Siamo gli Oasis dio santo, mica i Soup Dragons”. Agli utenti che continuavano a protestare ha infine intimato: “Smettetela di piagnucolare”.

Non sono mancati altri scambi surreali. A un fan che sosteneva di essersi indebitato per comprare i biglietti, Liam ha risposto: “Finanziariamente sei indebitato, ma spiritualmente libero come un uccello”. Sul secondary ticketing è stato invece categorico: “Non comprate quei biglietti”. E dopo l’esaurimento delle disponibilità ha celebrato il risultato con il consueto aplomb: “È tutto, gente, abbiamo ufficialmente fatto sold out; non ci sono più biglietti. Congratulazioni a tutti quelli che sono riusciti a prenderne uno e a quelli che non ce l’hanno fatta: imbucatevi, fanculo, si vive una volta sola”.

La reunion arriva in streaming

Per chi non riuscirà neppure ad approfittare della rivendita ufficiale resta almeno la possibilità di rivivere sullo schermo la prima fase della reunion. “Oasis: Don’t Look Back in Anger”, il documentario dedicato al ritorno di Liam e Noel Gallagher, sarà disponibile dal 9 ottobre su Disney+, dopo il passaggio nei cinema dal 10 al 13 settembre. La versione destinata allo streaming conterrà inoltre alcuni filmati inediti rimasti fuori dal montaggio cinematografico.
Il film segue gli Oasis durante il “Live ’25”, alternando le immagini dei concerti a materiale dietro le quinte e comprendendo anche una rara intervista congiunta a Liam e Noel. Al centro c’è naturalmente la ricostruzione della reunion, dalla preparazione al ritorno sul palco dopo oltre quindici anni di separazione.
Alla regia ci sono Will Lovelace e Dylan Southern, già autori di “Meet Me In The Bathroom”, mentre Steven Knight, creatore di “Peaky Blinders” e fan dichiarato degli Oasis, ha scritto il film e figura tra i produttori insieme a Sam Bridger, Guy Heeley e Tom Mackay. La produzione è di Magna Studios, con Sony Music Vision e Sony Music Entertainment UK.
Angela Jain, Head of Content di Disney+ EMEA, ha confermato che l’edizione in streaming includerà “filmati mai visti prima”, senza rivelare per ora ulteriori dettagli.

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