Paul McCartney ha raccontato l’entusiasmo provato durante le sessioni di registrazione del nuovo album dei Rolling Stones, in uscita nei prossimi mesi. Per l’ex Beatle si tratta della seconda collaborazione recente con la band di Mick Jagger, dopo la partecipazione a “Hackney Diamonds“, e un’esperienza che, a dispetto della sua lunghissima carriera, continua a conservare un fascino speciale.
Intervistato da NME in occasione della pubblicazione del suo diciannovesimo album solista, “The Boys Of Dungeon Lane”, McCartney ha spiegato di aver vissuto quelle registrazioni con lo stesso stupore di un fan. “Era davvero emozionante”, ha raccontato, sottolineando come non gli capiti spesso di lavorare “come un turnista”. “È stato davvero bello presentarsi in studio con il basso e dire semplicemente: ‘Bene, dove mi volete?’. Inizi a suonare, ti fanno sentire il brano e io ho iniziato a pensare: ‘Sto suonando con gli Stones!'”.
L’artista inglese ha rivelato tutta la sua emozione nel partecipare alle session. “Potresti anche essere un po’ blasé e dire: ‘Sì, va bene, e allora?’. Per me è stato l’opposto”. Il ricordo delle sessioni è ancora vivido: “Era tipo: ‘Wow, c’è Mick! Ooh, c’è Keith! Woah, c’è Ronnie!’. È stato emozionante. Davvero bello”. McCartney ha inoltre ricordato il piacere di osservare da vicino il metodo di lavoro della band durante la registrazione di “Covered In You”, uno dei brani del nuovo disco. “Potevo sentire Keith mentre, take dopo take, elaborava il riff che poi è finito sull’album, Ronnie che costruiva il suo assolo, Mick che lavorava sulla parte vocale”. Alla fine della giornata in studio, l’entusiasmo era rimasto intatto. “Sono tornato a casa quel giorno e continuavo a dire a tutti: ‘Ho appena suonato con gli Stones!’. Sono contento di non essere stato blasé. È davvero emozionante. Non tutti suonano con gli Stones!”.
L’intervista è arrivata alla vigilia dell’uscita di “The Boys Of Dungeon Lane“, il primo album di McCartney dopo “McCartney III” del 2020. Il disco ripercorre la sua infanzia a Liverpool, la storia della sua famiglia e gli anni della formazione artistica condivisi con John Lennon e George Harrison prima del successo dei Beatles. Tra i momenti più significativi spicca “Home To Us“, presentato come il primo duetto in assoluto tra McCartney e Ringo Starr, mentre “Days We Left Behind” contiene un riferimento al “codice segreto” condiviso con John Lennon e mai rivelato pubblicamente.