Paul Weller ha avviato un’azione legale contro i suoi ex commercialisti, Harris and Trotter, dopo che lo studio aveva interrotto un rapporto professionale che durava da oltre trent’anni. L'ex frontman degli Style Council ha presentato un reclamo per discriminazione, sostenendo di essere stato abbandonato in seguito alle sue dichiarazioni pubbliche in cui accusava Israele di genocidio nella Striscia di Gaza.
Gli avvocati di Weller spiegano che a marzo il cantante ha ricevuto comunicazione dalla società che i commercialisti e consulenti fiscali non avrebbero più seguito né lui né le sue aziende. La lettera cita un messaggio WhatsApp inviato da un partner dello studio: "È noto quali siano le tue opinioni politiche su Israele, i palestinesi e Gaza, ma noi, come studio, siamo offesi dalle affermazioni secondo cui Israele starebbe commettendo genocidio. Ognuno ha diritto alle proprie opinioni, ma tu sostieni posizioni anti-Israele che noi, con radici ebraiche e numerosi partner ebrei, non possiamo accettare".
Gli avvocati di Weller sostengono che interrompere i servizi costituirebbe discriminazione illegale nei confronti delle convinzioni filosofiche protette del cantante, comprese le opinioni sul genocidio a Gaza e sul riconoscimento dello Stato palestinese.
"Ho sempre preso posizione contro le ingiustizie del mondo, che si tratti di apartheid, pulizia etnica o genocidio - ha dichiarato Weller - Ciò che sta accadendo al popolo palestinese a Gaza è una catastrofe umanitaria. Credo abbiano diritto all’autodeterminazione, alla dignità e alla protezione secondo il diritto internazionale, e che Israele stia commettendo genocidio contro di loro. Questo deve essere denunciato. Silenziare chi parla di queste verità non è solo censura: è complicità. Avvio questa causa non solo per me, ma anche per proteggere chiunque voglia esprimere le proprie opinioni sui diritti del popolo palestinese".
La lettera legale precisa che Weller destinerà eventuali risarcimenti a progetti umanitari a Gaza. Cormac McDonough, avvocato dello studio Hodge Jones and Allen che rappresenta Weller, sentito dall'Independent, ha aggiunto: "Il caso di Weller riflette un fenomeno più ampio di tentativi di zittire artisti e figure pubbliche che difendono i diritti dei palestinesi".