Dopo la recente proiezione nelle sale italiane, da domani – venerdì 1° agosto – sarà disponibile in formato box 4 LP, DVD, doppio CD, Blu-Ray e in digitale “This Is Not A Drill – Live From Prague The Movie” (Legacy Recordings / Sony Music), il nuovo album live di Roger Waters, membro fondatore e mente creativa dei Pink Floyd. Registrato il 25 maggio 2023 alla O2 Arena di Praga, durante quello che lo stesso Waters ha definito il suo “primo vero tour d’addio”, “This Is Not A Drill – Live From Prague The Movie” è molto più di un concerto: è una dichiarazione artistica e politica che scuote, coinvolge e invita alla riflessione. Un atto di accusa contro la deriva distopica del capitalismo globale, dedicato – come recita la dichiarazione d’intenti – “ai nostri fratelli e sorelle di tutto il mondo impegnati nella battaglia esistenziale per l’anima dell’umanità”. Questa nuova pubblicazione offre ai fan la possibilità di rivivere lo show acclamato dalla critica, che alterna brani storici dei Pink Floyd a composizioni soliste di Waters. In scaletta figurano 20 brani, tra cui “Us & Them”, “Comfortably Numb”, “Wish You Were Here” (vedi video qui sotto), “Is This The Life We Really Want?” e l’inedito “The Bar”.
Ad affiancare Waters sul palco, una band di musicisti di altissimo livello: Jonathan Wilson, Dave Kilminster, Jon Carin, Gus Seyffert, Joey Waronker, Robert Walter, Shanay Johnson, Amanda Belair e Seamus Blake. Insieme danno vita a una performance potente e rigorosa, in cui la musica diventa veicolo di un messaggio urgente: amare, difendere e condividere il nostro fragile pianeta. Lo show è stato filmato in 8K e trasformato in un film-concerto diretto da Sean Evans, storico collaboratore di Waters, distribuito in Italia da Nexo Studios. Il risultato è un’esperienza visiva e sonora di straordinaria nitidezza, arricchita da un nuovo mix audio rimasterizzato.
Di recente, con il loro storico album live registrato tra le suggestive rovine dell'antico anfiteatro romano di Pompei, i Pink Floyd sono tornati addirittura in vetta alla top ten italiana. "Pink Floyd At Pompeii - MCMLXXII" è stato infatti al numero 1 nella classifica degli album più venduti della settimana, nonché in quella dei vinili, secondo le rilevazioni Fimi/Gfk. L'album è uscito in concomitanza con il film, girato nell'ottobre del 1971. L’album "Pink Floyd At Pompeii – MCMLXXII" è stato pubblicato per la prima volta come live completo. Il remix del 2025 a cura di Steven Wilson è disponibile nei formati cd, Lp Blu-Ray, Dvd, Audio Digitale e Dolby Atmos. "I Pink Floyd - ha rivelato il leader dei Porcupine Tree - sono sempre stati la mia band preferita. Mio padre mi aveva praticamente fatto il lavaggio del cervello con 'The Dark Side Of The Moon', ma non conoscevo l’altro lato della loro musica – quello psichedelico e improvvisativo – fino a quando vidi proprio 'Pink Floyd at Pompeii'. Avevo 12 o 13 anni, lo proiettavano all’Odeon di Chesham insieme a 'Born To Boogie' dei T. Rex, che poi è diventato un altro mio grande amore musicale. Vedere i Floyd suonare quella musica, in un luogo così straordinario, con quell’atteggiamento da intellettuali distaccati, fu per me un’esperienza memorabile". Da quel momento, il legame con il film è cresciuto fino a diventare qualcosa di intimo e duraturo: "L’ho comprato in Vhs, poi in Dvd, e l’ho rivisto innumerevoli volte. Ho sempre avuto una copia sullo scaffale. Lavorare al remix della colonna sonora è stato un vero sogno che si realizza. La registrazione originale è molto essenziale: quattro tracce mono – batteria, chitarre, basso e tastiere – più la voce. Alcuni overdub vennero aggiunti in studio a Parigi, ma per l’85% è una registrazione cruda, strumentale. Considerando che fu eseguita all’aperto, senza molte ambientazioni sonore, il mio compito è stato farla respirare, senza però snaturarne l’essenza". “Pink Floyd At Pompeii – MCMLXXII”, live leggendario - dal valore storico incalcolabile - testimonia un periodo di incredibile creatività di una band che vede il canto del cigno della sua fase psichedelica, iniziata grazie alla mente del Syd Barrett di “The Piper At The Gates Of Dawn”. Il 1971 è quindi un anno di passaggio tra una fase e un’altra, tra la fine dei suoni puramente lisergici e l'abbrivio verso una strada totalmente nuova, quasi un salto nel buio, che porterà a riconoscimenti e soddisfazioni senza limiti. La grandezza del live di Pompei sta proprio nel testimoniare una temporanea e brevissima convivenza tra questa due fasi che coesistono perennemente per tutta la durata delle registrazioni: la prima fase è testimoniata nei brani suonati dal vivo, un vero monumento del periodo psichedelico dei Pink Floyd, da “A Saucerful Of Secrets” a “Meddle”; la seconda, ancora in embrione, attestata dai video delle prove in studio in cui Richard Wright, David Gilmour e Roger Watersprovano “Us And Them” e il solo Wright cerca la melodia di piano di “The Great Gig In The Sky”. Due anime molto diverse tra loro, che comunque convivono senza scontrarsi, quasi come accade in un tramonto che unisce, ma allo stesso divide, il giorno e la notte.