12 giugno 2026: finale della seconda edizione del Raccoon Music Award al Monk
Il sottobosco romano nasconde talenti della scena emergente tutti da scovare. Sono giovani artisti contraddistinti da un’attitudine comune: quella di chi si vuole raccontare e di chi – in un mondo in cui, con l’avvento dei social, siamo sommersi dalla musica – vuole mettersi alla prova sul palco. È questa l’atmosfera che si respira al Monk per la finale del Raccoon Music Award, il contest che promuove il meglio della scena romana emergente under 30, in collaborazione con OndaRock.
La serata è stata strutturata come un vero e proprio festival. Per l’occasione, a partire dalle 18,30, il cortile del Monk è stato allestito con vari stand, trasformandosi nel teatro di musica live rigorosamente under 30, seguita dal dj-set di Paolo Chemnitz prima dell’inizio della finale, scattata alle 21.
L’inizio della serata
Prima del via alla competizione, il teatro del Monk accoglie i FlowHertz che, con il loro pop-funk, scaldano il pubblico e lo fanno ballare. Le sorprese però non finiscono qui: sale infatti sul palco Ventidue, vincitrice della scorsa edizione del contest, già intervistata sulle pagine della nostra webzine come parte del premio della passata edizione.
A questo punto ha inizio la gara. I sette progetti in competizione – che si sono sfidati a partire da novembre superando due round al Let it Beer e le semifinali al Wishlist – si preparano ora ad affrontare un palco ancora più grande, con un set di due brani ciascuno e davanti a un pubblico di oltre 300 persone. A votarli ci pensa, insieme al pubblico, la giuria tecnica composta da:
La cronaca dei live
Ad aprire le danze è Corpoceleste che, con il suo sound pop contemporaneo, affronta tematiche generazionali ed esistenziali attraverso una voce delicata e d’impatto. È poi il turno dei Mind Your Step, una band che porta sul palco l’urban pop contraddistinguendosi per l’affiatamento e l’interplay (sono anche l’unico progetto a presentare una cover, nello specifico di Tony Pitony).
Il palco accoglie poi Hibiscus, che fonde hip-hop e R&B e dimostra un’identità musicale ben definita, accompagnata da cinque musicisti (tra cui un sassofonista) che conferiscono al sound una verve decisamente jazz. A sorpresa, durante il set di Hibiscus, compare il rapper UPNEA – un altro dei progetti in gara – per un breve featuring, a dimostrazione di come durante l’anno si siano create amicizie e collaborazioni tra i ragazzi che si sono avventurati all’interno del Raccoon Music Award.
La quarta a esibirsi è BEABI, un progetto pop/R&B che si muove con eleganza su sonorità calde e avvolgenti.
Dopo una breve pausa si prosegue con gli ultimi tre progetti, che si riveleranno poi essere anche i più premiati. I Wild Mint trasportano il Monk in una dimensione più cupa e introspettiva, dove il rock sperimentale si stratifica con elementi trip-hop e shoegaze.
Il testimone passa poi ai Make it One, con un sound che fonde rock demenziale e cantautorato. Tra riff giocosi e testi surreali, la band sprigiona un’energia sincera, acida e distorta; i tre musicisti fanno scatenare il pubblico, che si lancia anche nel pogo.
L’ultimo a esibirsi è il rapper Upnea, che unisce mood urban e sperimentazione sprigionando un’energia punk, accompagnato sul palco da chitarra e batteria.
I verdetti finali
Al termine del contest salgono sul palco i ragazzi di Febbra Rock, che offrono al loro progetto preferito, i Wild Mint, un’esibizione al Testaccio Estate durante il live del 5 luglio. Sale poi tutto lo staff sul palco ed è il momento di scoprire i vincitori dei premi della critica:
E, infine, a vincere il Raccoon Music Award – aggiudicandosi 500 euro, un’intervista sulla nostra webzine e il premio Saint Louis (a scelta tra una masterclass gratuita o uno sconto sulla retta universitaria) – è il rock demenziale dei Make it One.
Una serata che dimostra, ancora una volta, quanto la scena romana sia viva e pulsante.