Replacements, esce una ristampa di “Let It Be”: ecco il primo assaggio

22-08-2025
I Replacements hanno annunciato una ristampa del loro capolavoro "Let It Be", arricchita da una serie di materiali inediti. L'uscita è prevista per il 24 ottobre su Rhino e comprenderà brani mai pubblicati dalle session originali, tra cui versioni alternative di "Gary's Got A Boner", "Favorite Thing" e "Androgynous" - quest'ultima presentata con una differente traccia vocale e l'introduzione al pianoforte completa.
Tra le novità spiccano anche due outtake mai ascoltate prima, "Who's Gonna Take Us Alive" e "Street Girl". Il box-set includerà inoltre i cinque brani bonus già presenti nell'edizione estesa del 2008 di "Let It Be", questa volta rimasterizzati, e un album dal vivo intitolato "Goodnight! Go Home!", con 28 pezzi registrati nell'agosto 1984 al Cubby Bear di Chicago.
A completare la ristampa, un vinile da 10 pollici intitolato "Live at City Gardens", che documenta sei brani eseguiti nello storico punk club di Trenton, New Jersey.
Ecco qui proprio la versione alternativa di "Androgynous".



Campioni del rock underground degli anni 80, i Replacements hanno rivitalizzato l'hardcore scavando a fondo nelle debolezze e nei desideri più reconditi dell'adolescente americano. Merito di un ensemble devastante e del talento di Paul Westerberg, songwriter tra i più dotati della sua generazione.
"Let It Be" (Twin/Tone 1984) è il loro terzo album (non contando il mini "Stink" del 1982) ed è l'opera che sancì la definitiva maturazione del songwriting di Paul Westerberg. Autentico e sincero portavoce dell'angst giovanile di quegli anni e della sua generazione, il leader dei Replacements riuscì a condensare in "Let It Be" alcune delle sue migliori ballate punk da "angry young man", depurandole talvolta da certi eccessi punk che contraddistinsero il suo stile musicale passato.
"Let It Be" uscì nell'autunno del 1984, quindi pochi mesi dopo il celeberrimo "Zen Arcade" degli Husker Du, che uscì nella primavera dello stesso anno. L'album fu prodotto, come i suoi predecessori, da Peter Jesperson, che era anche uno dei fondatori della Twin/Tone, mentre Peter Buck dei Rem partecipò alle session di registrazione, prestando la sua chitarra in alcuni pezzi.

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