Mai incline ad adagiarsi sugli allori, Robert Plant ha proseguito anche quest’anno la sua ricerca musicale in continua evoluzione con il primo album del nuovo gruppo Saving Grace. Un lavoro sottile e finemente cesellato, costruito su riletture blues, alt-country e folk, che lo vede ancora una volta capace di trarre nuova magia da un ampio spettro di fonti sonore. In una intervista a Mojo, Plant ha voluto condividere alcuni dei dischi che ha scoperto, riscoperto e riascoltato nel corso del 2025. "Come tante persone della mia generazione, sono rimasto affascinato da quella che un tempo era la musica del Delta e da come si sia trasformata e modernizzata spostandosi verso nord, fino a Chicago, con figure come Muddy Waters e Howlin’ Wolf - ha raccontato l'ex-frontman dei Led Zeppelin - Credo di non aver realizzato, allora, fino a che punto questa musica si fosse spinta, al punto che alcuni di questi artisti iniziavano a chiedersi dove fosse finita la loro gente. Ricordo di essere andato al Checkerboard Lounge, un locale gestito da Junior Wells e Buddy Guy, nel South Side di Chicago. Era una serata di Junior Wells e il pubblico era quasi interamente bianco, con solo pochi amici suoi in fondo alla sala. Per me fu una notte particolarmente divertente perché a un certo punto annunciò: 'Signore e signori, stasera abbiamo qui una star di fama internazionale, i Led Zeppelin. In piedi, Led!'. E così ‘Led’ salì in piedi su un tavolo... Comunque, più avanti ho capito che esisteva tutta un’altra cultura blues nelle colline del nord del Mississippi: artisti che non avevano mai preso il treno per Chicago e che avevano sviluppato una scena tutta loro. Quest’anno ho ascoltato moltissimo quella musica. 'Train Train' di Jimmy ‘Duck’ Holmes, dal suo album del 2019 'Cypress Grove', è semplicemente fuori di testa".
Quindi, il cantante inglese ha raccontato come nel suo album di quest'anno abbia inciso anche una versione di "Chevrolet": "Storicamente il brano viene da Memphis Minnie e Kansas Joe McCoy, ma poi Alan Lomax registrò la versione definitiva di Ed e Lonnie Young. Altre cose che ho ascoltato? I Rolling Stones e Steve Riley: 'Zydeco Sont Pas Salés', dal disco tributo a Clifton Chenier uscito quest’anno. Riley è un fisarmonicista pazzesco, con cui ho suonato insieme a C.C. Adcock. Poi, 'One Of The Greats' di Florence + The Machine, dall’album 'Everybody Scream': questa canzone mi ha travolto! - ha confessato Plant - Non ho la minima idea di cosa stia affrontando lei in questo pezzo, ma riesco a entrarci in sintonia con ogni singolo atomo della mia energia. Ah sì, e poi c’è anche un disco di un giovane che suonava nei folk club del Greenwich Village… qualcosa che si chiama 'Bootleg Series Vol. 18: Through The Open Window 1956-1963', firmato da Sua Altezza Reale Bob Dylan, che per pura coincidenza sta suonando tre serate a Swansea. La musica contenuta lì dentro è semplicemente… sconvolgente, per me", ha concluso Plant.