The Cure: ecco la poesia che ha ispirato “Alone”, il primo singolo del nuovo album

27-09-2024
Cure hanno finalmente pubblicato "Alone", il primo singolo tratto dall'atteso album "Songs Of A Lost World", la cui uscita è fissata per il 1° novembre, a 16 anni dal loro ultimo lavoro ("4:13 Dream", 2008). "Alone" è anche il brano con cui la band ha aperto ogni concerto durante il recente tour mondiale. Si tratta di una riflessione sulla solitudine, tema caro da sempre al leader dei Cure, con una chiara ispirazione letteraria: "Questa canzone è stata la chiave che ha sbloccato l’intero disco - ha spiegato Smith - Una volta registrata, ho capito che sarebbe stata perfetta per aprire l’album. E da lì, tutto ha preso forma. Ho cercato a lungo la frase giusta che introducesse il concetto di solitudine, e alla fine mi è tornata in mente la poesia 'Dregs' di Ernest Dowson. In quel momento, ho realizzato che la canzone e l'album erano finalmente concreti”.
Ecco il testo di "Dregs", pubblicata da Dowson nel 1902.
The fire is out, and spent the warmth thereof
(This is the end of every song man sings!)
The golden wine is drunk, the dregs remain,
Bitter as wormwood and as salt as pain;
And health and hope have gone the way of love
Into the drear oblivion of lost things.
Ghosts go along with us until the end;
This was a mistress, this, perhaps, a friend.
With pale, indifferent eyes, we sit and wait
For the dropped curtain and the closing gate:
This is the end of all the songs man sings.
In particolare, nella prima strofa di "Alone", Smith cita "Dregs", con il verso "This is the end of every song that we sing" (“Questa è la fine di ogni canzone che cantiamo”).
Figura emblematica del decadentismo di fine Ottocento, Ernest Dowson esplorava temi come l'amore perduto, il passare inesorabile della gioventù e la fragilità della vita. Nonostante la sua breve esistenza, conclusasi a soli 33 anni nel 1900, è celebre per alcuni suoi componimenti poetici, come ad esempio "Vitae Summa Brevis", che contiene i celebri versi "They are not long, the days of wine and roses/ Out of a misty dream/ Our path emerges for a while, then closes/ Within a dream" (“Non durano a lungo i giorni del vino e delle rose/ Da un sogno nebbioso il nostro cammino emerge per un po'/ Poi si richiude dentro un sogno”). Tra i versi più famosi di Dowson, vi è anche "Sono stato fedele, a modo mio", tratto dalla poesia "Non sum qualis eram bonae sub regno Cynarae", che è stata citata anche da Morrissey nel brano "Speedway" dall’album "Vauxhall & I".

"Alone" è stato scelta per aprire ogni concerto dei Cure e sarà anche l'overture di "Songs Of A Lost World": è già disponibile su tutte le principali piattaforme digitali. La restante tracklist dell'album (otto brani in tutto) sarà rivelata prossimamente sui canali social ufficiali e sul sito web della band.
Ascolta "Alone" qui sotto.



Per promuovere l’uscita di "Songs Of A Lost World", i Cure hanno scelto un modo suggestivo: hanno appeso un manifesto a sorpresa sul muro del Railway Inn, il pub di Crawley dove hanno tenuto il loro primo concerto nel 1978.
"Songs Of A Lost World", in uscita mondiale il 1° novembre, sarà il 14° album in studio della band inglese e segna il suo primo progetto discografico dopo una lunga pausa. Alcuni dei brani inediti sono già stati eseguiti dal vivo durante il tour Shows of a Lost World, che ha toccato 33 paesi con 90 date e ha richiamato oltre 1 milione e 300mila fan.
Attivi dal 1978, i Cure hanno venduto oltre 30 milioni di dischi in tutto il mondo, sono stati headliner al Glastonbury Festival per ben quattro volte e sono stati inseriti nella Rock and Roll Hall of Fame nel 2019. "Songs Of A Lost World" è frutto della mente creativa di Robert Smith, che ne ha curato la scrittura, l'arrangiamento, la produzione e il mixaggio insieme a Paul Corkett. Oltre a Smith (voce, chitarra, basso, tastiere), la formazione include Simon Gallup (basso), Jason Cooper (batteria, percussioni), Roger O'Donnell (tastiere) e Reeves Gabrels (chitarra).
L'album è stato registrato presso i Rockfield Studios, in Galles. Per il concept visivo, Smith si è avvalso della collaborazione di Andy Vella, che ha curato il design e la grafica dell'album. La copertina presenta una scultura del 1975 realizzata da Janes Pirnat, intitolata Bagatelle.

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