The Who: la classifica degli album migliori secondo Louder. Stasera live a Milano, ecco la scaletta del concerto al Parco della Musica

22-07-2025
Gli Who sono attualmente in tour in Italia per il loro tour d'addio. Pete Townshend, Roger Daltrey e compagni hanno scelto proprio l’Italia per inaugurare quella che si preannuncia come l’ultima serie di concerti della loro lunga carriera. Un ritorno atteso: mancavano dal nostro paese dal 2023, anno della loro partecipazione a Firenze Rocks. Dopo la prima tappa all'Anfiteatro Camerini di Piazzola sul Brenta, in provincia di Padova, il tour d’addio degli Who, significativamente intitolato "The Song Is Over", proseguirà stasera a Milano, con una data ospitata dal Parco della Musica, prima di spostarsi nel Regno Unito e approdare infine ad agosto negli Stati Uniti.
Nel frattempo, il magazine Louder ha celebrato la band inglese pubblicando la classifica di quelli che considera i loro album migliori. "Pete Townshend, Roger Daltrey, John Entwistle e Keith Moon iniziarono a proporre il loro maximum r’n’b alla comunità mod strafatta dell’ovest di Londra nel 1964, pestando versioni di James Brown e Slim Harpo sotto il nome di The High Numbers - ricorda il magazine nell'introduzione - Il loro primo manager, pubblicista e autoproclamato ace face, Pete Meaden, era più interessato a mettere il proprio nome nei crediti del loro primo singolo ('I’m The Face'/ 'Zoot Suit') che a curare gli interessi della band. Ma quando furono notati dai cineasti Chris Stamp e Kit Lambert (attirati dalla tendenza di Townshend a distruggere le chitarre sul palco), fu quest’ultimo a incoraggiare il tormentato chitarrista a scrivere del materiale originale. Cosa che fece — in abbondanza. E il resto è storia".
Ecco la classifica completa degli album degli Who secondo Louder, dal peggiore al migliore (qui il servizio completo).


17. It’s Hard (1982)
16. Endless Wire (2006)
15. Face Dances (1981)
14. The Who By Numbers (1975)
13. Who Are You (1978)
12. Who (2019)
11. A Quick One (1966)
10. Odds And Sods (1974)
9. Live At Leeds (1970)
8. BBC Sessions (2000)
7. The Who Sell Out (1967)
6. The Kids Are Alright (1979)
5. My Generation (1965)
4. Tommy (1969)
3. Meaty Beaty Big And Bouncy (1971)
2. Who's Next (1971)
1. Quadrophenia (1973)

All’Anfiteatro Camerini di Piazzola sul Brenta, in provincia di Padova, gli Who hanno proposto un concerto che ha attraversato tutta la loro lunga carriera. A rompere il ghiaccio è stata "I Can't Explain", brano simbolo tratto dall’album d’esordio "My Generation" del 1965. Da lì in poi, una scaletta serrata e generosa ha ripercorso alcune delle tappe fondamentali del loro repertorio, tra classici come "Substitute", "Who Are You", "Pinball Wizard", "I've Had Enough", "My Generation" e l’intramontabile "Won't Get Fooled Again". Sul palco anche perle meno scontate come "Love Ain’t for Keepin’", "The Seeker", "5:15" e "Cry If You Want", a testimonianza della volontà di non limitarsi a un greatest hits tour, ma di onorare l’intero arco della loro produzione.
Circa novemila spettatori hanno accolto la band inglese nell’anfiteatro padovano, tributando un entusiasmo da grandi occasioni, tra cori, applausi e un coinvolgimento emotivo palpabile dall’inizio alla fine.
Dopo questo debutto italiano, "The Song Is Over" proseguirà domani a Milano, con una data ospitata dal Parco della Musica, prima di spostarsi nel Regno Unito e approdare infine ad agosto negli Stati Uniti.
Ecco la scaletta del concerto degli Who a Piazzola sul Brenta (Padova), che sarà con ogni probabilità riproposta stasera a Milano. 

  • I Can't Explain
  • Substitute
  • Who Are You
  • Love Ain't for Keepin'
  • Bargain
  • The Seeker
  • Pinball Wizard
  • Behind Blue Eyes
  • The Real Me
  • 5:15
  • I'm One
  • I've Had Enough
  • Love, Reign O'er Me
  • Eminence Front
  • My Generation
  • Cry If You Want
  • See Me, Feel Me
  • You Better You Bet
  • Baba O'Riley
  • Won't Get Fooled Again


Formatisi a Londra nel 1964, gli Who sono tra i gruppi più influenti e rivoluzionari del panorama rock. La loro discografia vanta capolavori come "Tommy" (1969), "Who's Next" (1971) e "Quadrophenia" (1973), che hanno ridefinito i confini del genere grazie a un mix esplosivo di rock, opera e sperimentazione. Celebre anche la loro presenza scenica: i live della band sono entrati nella leggenda per la carica travolgente e il carisma di Roger Daltrey e Pete Townshend.
Nonostante le sfide attraversate nel tempo, gli Who sono riusciti a rimanere protagonisti assoluti della scena musicale per oltre sessant’anni, conquistando generazioni di ascoltatori con la loro capacità di rinnovarsi pur restando fedeli alla propria identità.
Il tour prende il nome dal brano "The Song Is Over", tratto da "Who's Next", e segna l’ultimo capitolo di una carriera epica. Daltrey e Townshend hanno annunciato che questa sarà l’ultima tournée del gruppo, con date previste tra luglio e settembre 2025 in Europa, Regno Unito e Nord America. Le due tappe italiane saranno quindi un’occasione unica per salutare dal vivo una delle band che hanno scritto la storia della musica contemporanea. Un addio che si preannuncia emozionante e celebrativo, all’altezza di un’eredità lunga sei decenni.

Nella line-up del gruppo non cè più Zak Starkey, il batterista, figlio di Ringo Starr. Dopo essere stato licenziato circa un mese fa e poi reintegrato a sorpresa pochi giorni dopo – con la motivazione di un semplice malinteso di comunicazione – Starkey è ora definitivamente fuori dalla storica band britannica. L’annuncio è arrivato tramite il profilo Instagram ufficiale degli Who, dove Pete Townshend e Roger Daltrey hanno salutato Zak con parole affettuose: “Gli Who si stanno avvicinando al ritiro, mentre Zak, che ha vent’anni in meno, ha davanti a sé un futuro promettente con la sua nuova band e altri progetti entusiasmanti. Ha bisogno di concentrare tutte le sue energie per renderli un successo. Gli auguriamo entrambi tutta la fortuna del mondo”. Al posto di Starkey, è entrao Scott Devours, già noto ai fan degli Who per aver accompagnato Roger Daltrey nei suoi tour solisti.