Vinicio Capossela e Pierpaolo Capovilla insieme nel brano “Tutti Bodyguard”: guarda il video

21-08-2026

A trent’anni dall’uscita di “Il ballo di San Vito”, Vinicio Capossela torna a uno dei brani di quel disco, “Body Guard”, per trasformarlo in “Tutti Bodyguard”, una nuova versione realizzata insieme a Pierpaolo Capovilla. Il brano, pubblicato il 21 agosto, vede la produzione artistica di FiloQ e gli arrangiamenti della fanfara milanese Fan Fath Al e rappresenta il primo vero incontro discografico tra i due artisti.
La rilettura nasce in occasione dell’omaggio a Don Andrea Gallo organizzato a Genova nel decennale della sua scomparsa e riporta nel presente una canzone che già negli anni Novanta aveva una forte componente scenica. A ricordarlo è lo stesso Capossela: “Durante il tour de ‘Il Ballo di San Vito’, l’esecuzione di ‘Body guard’ vedeva spesso sul palco, accanto al piano Fender Rhodes zebrato, Renato Striglia in occhiali scuri, giacca e cravatta e a braccia conserte, a rendere fisicamente visibile la bodyguard del testo. Trent’anni dopo, il produttore genovese FiloQ, insieme all’esplosiva fanfara milanese Fan Fath Al, hanno prodotto una nuova versione che a mio parere personale mette insieme due grandi momenti musicali degli anni 90: il dub e i Balcani. L’occasione per rivisitare il testo e reincidere il brano è venuta con l’omaggio a Don Gallo nel decennale della sua morte che si è tenuto a Genova il 30 maggio scorso. La bodyguard che ai tempi accompagnava la strada bassofonda ora viene buona per corazzarsi la coscienza, per tenere lontano il mondo dal divano, per far da guardia a privilegio e santità in un mondo in cui l’alibi della sicurezza blinda ogni singulto di coscienza umanitaria. Pierpaolo Capovilla ha messo la sua voce, la sua faccia e la sua poesia civile (‘qualcuno spieghi agli sbirri che sui cuori innamorati i manganelli sono inutili’, versi degni di Majakovskij) unendosi a noi in questo brano con ambizioni ‘tormentanti’ nella calura di fine estate”.
Guarda qui sotto il video di “Tutti Bodyguard”.

Rispetto all’originale, dunque, “Tutti Bodyguard” accentua il carattere politico e civile del testo. La guardia del corpo evocata trent’anni fa diventa oggi una metafora della chiusura, della paura e dell’ossessione per la sicurezza: una protezione dietro cui difendere privilegi e coscienze, tenendo il mondo a distanza. Sul piano musicale, invece, la nuova versione incrocia il dub con le sonorità balcaniche della Fan Fath Al, mentre la voce di Capovilla ne rafforza ulteriormente il tono militante.
Per Capovilla, però, il brano è anche il punto di partenza di un rapporto umano e artistico nato quasi per caso: “Un gioco? Un divertissement, che quasi sembra voler suggellare una neonata fratellanza fra due autori tanto diversi quanto simili, così lontani, così vicini. Ma ‘Tutti Bodyguard’ è anche una scherzosa allegoria su questi nostri tempi di mistificazione, nel segno del timore degli altri, un’intima bugia alloggiatasi nei nostri animi impauriti. Vinicio mi ha proposto questa collaborazione così, da un momento all’altro, senza una ragione specifica, se non quella di incontrarci, nella speranza di far fiorire una nuova prossimità, nel segno della bellezza dell’amicizia. Speranza non vana. Non ci conoscevamo ancora, se non per sortite repentine, di sfuggita, nel bizzarro mondo dello spettacolo, ed eccoci qui, insieme, a disavventurarci in una canzone, quasi a suggerirci: ma guarda un po’! Come una canzone riesce ad avvicinare i cuori, i sentimenti, quelle amorevolezze di cui non siamo mai sazi. Non posso che ringraziarti, Vinicio, per la fiducia e l’affetto che mi doni, chiedendomi in cambio niente di meno che l’entusiasmo della nostra reciprocità. E così sia, amico mio, ne combineremo delle belle! Ce la spasseremo!”.

“Tutti Bodyguard” è infatti soltanto il primo capitolo di una collaborazione più ampia. Capossela e Capovilla torneranno insieme in “E Morte non avrà dominio“, la Ballad Opera ispirata all’universo di Dylan Thomas e in particolare al radiodramma “Under Milk Wood”, che debutterà il 3 e 4 ottobre al Teatro Olimpico di Roma nell’ambito del Romaeuropa Festival.
Il progetto ruota intorno a Llareggub, il villaggio immaginario affacciato sul mare creato dallo scrittore gallese e popolato da esclusi, sognatori, eccentrici e “beautiful losers”: un piccolo mondo nel quale innocenza, libertà e diversità diventano forme di resistenza alle logiche dell’ordine e del potere. Capossela ha costruito attorno a questo universo un racconto corale composto da quindici canzoni inedite, personaggi e fantasmi provenienti dall’opera di Thomas.
A collegare ulteriormente “Tutti Bodyguard” e la Ballad Opera è la figura di Renato Striglia, storico dj radiofonico scomparso nel 2020, che aveva lavorato a lungo a una versione italiana di “Under Milk Wood” senza riuscire a portarla a termine. È proprio da quella perdita che, secondo Capossela, ha preso forma l’intero progetto: “Questa storia, il radiodramma, le canzoni, la Ballad Opera che qui presentiamo, tutto nasce da una morte”. Da quel lutto nasce così un lavoro che intreccia memoria, amicizia, poesia e canzone, cercando di trasformare la perdita in nuova materia creativa. Non a caso Capossela ha coinvolto Capovilla anche per condividere una serie di valori che considera sempre più fuori dal tempo: “il rock’n’roll, l’epica del fallimento, l’amore per i cattivi maestri, l’ammutinamento, il sabotaggio, la ribellione, la fragorosa solitudine e l’anarchismo”.

Nella Ballad Opera, Capovilla sarà al centro della scena nei panni di Striglia, Dylan Thomas e Capitan Gatto, il marinaio cieco protagonista di “Under Milk Wood”, adagiato in una vasca “come in un’arca di Noè” e visitato dalle presenze che popolano il racconto.
Prima del debutto teatrale, “Tutti Bodyguard” sarà presentata dal vivo il 28 e 29 agosto alla quattordicesima edizione dello Sponz Fest, in Alta Irpinia. “E Morte non avrà dominio” partirà invece da Roma il 3 e 4 ottobre, per poi proseguire nei teatri italiani con tappe a Parma, Ancona, Napoli, Catanzaro, Cagliari, Milano, Genova, Como, Torino, Bologna, Assisi, Rimini, Livorno e Firenze.
A trent’anni da “Body Guard”, Capossela non si limita quindi a recuperare una canzone del proprio passato: ne aggiorna il significato, la trasforma in un’allegoria del presente e la usa come punto di partenza per un nuovo sodalizio artistico. “Tutti Bodyguard” diventa così insieme rilettura, canzone civile e preludio a un progetto più ampio, nel quale la poesia di Dylan Thomas, la memoria di Renato Striglia e l’incontro con Pierpaolo Capovilla finiscono per convergere in un’unica idea di resistenza poetica e musicale.