Milton Nascimento & L Borges

Clube da Esquina

1972 (Odeon) | msica popular brasileira

"Clube da Esquina" è uno dei dischi più noti della musica brasiliana, ma i suoi contenuti e il suo ruolo sono stati spesso male interpretati dalla critica musicale.
Quando nell'ottobre del 2007 la rivista Rolling Stone Brasil lo ha inserito fra i dieci più grandi dischi nella storia della musica locale, l'articolo giustificava la scelta parlando di innovativa unione di "musica pop, Beatles e toadas".
A ben vedere, tuttavia, i Beatles e il pop erano già stati ampiamente assorbiti dalla cultura brasiliana, prima dal movimento della Jovem Guarda di metà anni Sessanta, poi dal tropicalismo di pochi anni successivo. Quanto alle toadas, canto folcloristico della regione amazzonica, non sono che una fra le tante forme di musica brasiliana presenti nell'abum.
Non va meglio con le testate internazionali: nel 2018 Pitchfork indica l'album come appartenente alla stessa lega di classici occidentali come "Blonde On Blonde" o "Exile On Main Street", subito dopo aver sottolineato il suo dominio su tutti i classici brasiliani suoi coevi. L'equazione si risolve pertanto facilmente: è l'unico album brasiliano dell'epoca che regga il confronto con i grandi della musica anglofona. Un proclama di imperialismo culturale a cui gli intestatari dell'opera non vorrebbero con ogni probabilità essere accostati.

Dal punto di ritrovo al doppio vinile

Prima di diventare il titolo di un album, Clube da Esquina (Il club dell'angolo) è il nome di un gruppo di amici, figli della borghesia medio-alta di Belo Horizonte, che sono soliti incontrarsi in uno spiazzo del quartiere di Santa Tereza per suonare, discutere e condividere i propri interessi culturali [Nota 1]. Ha origine nel 1963, quando Milton Nascimento si trasferisce lì da Três Pontas, per studiare economia. Frequentando i locali più battuti dai musicisti, conosce i fratelli Marilton, Márcio e Lô Borges. Da questo nucleo nasce un piccolo movimento, che arriva a comprendere nomi destinati a posti di rilievo nella storia della música popular brasileira, chi come cantante (Beto Guedes, Flávio Venturini), chi come autore (Fernando Brant, Tavinho Moura), chi come produttore (Ronaldo Bastos), chi come turnista (Nelson Angelo, Toninho Horta).
Il primo a emergere è però Nascimento, il cui debutto discografico, intitolato semplicemente "Milton Nascimento" (Codil, 1967), ottiene immediato successo a livello nazionale, in particolare grazie a "Travessia", ballata orchestrale scritta insieme a Brant.

Nel 1971, quando è ormai un cantante affermato, decide di incidere un'opera condivisa, in cui tutto il collettivo abbia ampio spazio.
La registrazione dell'album, organizzata da Milton Miranda e diretta in studio da Lindolfo Gaya (entrambi fra i più importanti produttori brasiliani dell'epoca), avviene in un clima euforico di condivisione: i brani non sono mai firmati da un solo autore, ci si alterna al canto (principalmente Nascimento e Lô, il minore dei Borges) e si cerca di far partecipare più persone possibili in ogni canzone, anche solo per un coro o per suonare il tamburello.
Viene registrato tanto materiale da rendere necessario un doppio vinile, che allo scopo di risultare vendibile, viene cointestato a Milton Nascimento e Lô Borges [Nota 2], con il nome del secondo scritto in un carattere più piccolo (da qui in avanti, ci si riferirà a lui col solo cognome, dato che Marilton non partecipa alle sessioni e Márcio contribuisce solo in veste di autore).
Nonostante ciò, il riscontro è deludente: l'album fallisce l'ingresso nella top 10 settimanale e nessuno fra i singoli che ne vengono estratti risulterà fra le cinquanta canzoni più trasmesse dalle radio durante l'anno. Difficile comprenderne il motivo: forse l'eccessiva ambizione, forse la scarsa simpatia del governo nei confronti di Nascimento, che ricorderà in seguito di aver dovuto rimodellare più volte diverse canzoni prima di ottenere il nullaosta dalle commissioni censorie.

Dall'aprile del 1964 infatti il Brasile è governato da una giunta militare che, con l'appoggio dei servizi segreti statunitensi, esercita un potere assoluto su tutti i settori della vita pubblica del paese: dalle università al parlamento (dove l'opposizione è stata marginalizzata), passando per l'economia e i mezzi di comunicazione. Purghe e torture sono diventati prassi istituzionalizzata, anche se meno sfacciatamente che in altre dittature sudamericane dell'epoca (gli artisti dissidenti, per esempio, vengono mandati in esilio e non uccisi, come invece nei regimi che inghiottiranno di lì a breve Cile e Argentina).
Il ricorso all'immaginazione e alla metafora diviene l'arma naturale per aggirare l'ostacolo della censura. Una sfida incessante, che gli autori hanno descritto come una vera e propria battaglia linguistica.
Anche la stampa specializzata dell'epoca non mostra particolare simpatia per l'album, ritenendolo derivativo rispetto alle coeve opere di Chico Buarque e Caetano Veloso: se è indubbio che i dischi dei suddetti autori mostrino somiglianze con "Clube da Esquina", ciò è dovuto semplicemente al simile clima culturale che li ha generati e che, tutti insieme, hanno contribuito ad arricchire, fissandolo nella memoria collettiva come l'epoca d'oro della música popular brasileira.

"Clube da Esquina" è un caleidoscopio il cui fascino risiede probabilmente nel saper coniugare il folk brasiliano alle orchestrazioni più ardite, in parte prese dal pop più sperimentale espresso in quel momento dalla musica occidentale (il baroque pop e la psichedelia, ma anche il prog), in parte prese dalla musica locale più colta (sia quella della borghesia, come la bossa nova, sia quella d'élite: non ci si dimentichi che il Brasile ha avuto anche un'importante scuola di compositori classici).

"Tudo que você podia ser" introduce alcuni dei punti fermi dell'album: la voce angelica e potente di Milton Nascimento, il corposo utilizzo delle chitarre (tre per l'occasione, con Borges all'acustica, Tavito alla 12 corde e Horta all'elettrica) e una fitta sezione ritmica con batteria, conga e caxixi (strumento idiofono di origine africana).
Le atmosfere dei brani risultano gradevoli e mai invasive, con melodie deliziose che uniscono armonie ricercate e orecchiabilità (la samba di "Cravo e canela"), risultando delicate anche nei momenti più tesi (le tonalità in minore di "Cais").
L'arrangiamento di "Nuvem cigana", a cura di Wagner Tiso, elabora un ondulato movimento di archi, corno francese e flauto, con la chitarra a fargli da contrappunto su un andamento quasi swing.
"Clube da Esquina n° 2" è guidata dalla chitarra di Borges e dal basso di Luiz Alves. La voce di Nascimento si prodiga in suoni astratti, gradualmente dissolti nel sottofondo strumentale dall'eco, mentre l'atmosfera muta da contratta a liberatoria quando il pattern di accordi principale (sol maj7, fa# min, mi min 7, fa #min) viene spezzato dal la maggiore, in corrispondenza all'ingresso in grande stile dell'orchestra.
Tuttavia, nonostante il blasone di Nascimento, sono i cinque brani cantati dal solo Borges a raccogliere nel corso del tempo il culto più accanito. Fra questi, spiccano "O trem azul" - ibrido fra folk e blues, con rilassate armonie vocali e ricami di chitarra elettrica che fluiscono in libertà - e "Um girassol da cor de seu cabelo", ballata pianistica con onirici arrangiamenti orchestrali curati da Eumir Deodato e un'inaspettata coda uptempo propulsa da sincopi di chitarra e ottoni.

A dispetto della tiepida accoglienza ottenuta in diretta, il tempo ha reso giustizia a queste canzoni e oggi l'album è celebrato come un capolavoro. La rivalutazione è passata sia attraverso il successo commerciale di Nascimento negli anni a seguire, sia tramite la grande influenza esercitata su intere generazioni di addetti ai lavori: la scaletta è infatti diventata oggetto di rielaborazioni a getto continuo, dagli ambiti più disparati.
In Brasile ci si sono confrontati decine di artisti di alto profilo, dal gruppo vocale Quarteto Em Cy al trio jazz-funk Azymuth, dal padre della bossa nova Tom Jobim a leggendarie interpreti femminili quali Elis Regina e Nana Caymmi, passando per la celebre rock band Ira!, il portabandiera della musica brasiliana negli Stati Uniti Sérgio Mendes, nonché alcuni fra i più importanti cantautori di ieri (Caetano Veloso) e di oggi (Seu Jorge).
La sua leggenda ha poi valicato i confini, affascinando tanto la vicina Argentina, tramite la voce della negra Mercedes Sosa, quanto il jazz nordamericano, da George Duke a Wayne Shorter, da Sarah Vaughan a Herbie Hancock.

Gli stessi membri del Clube da Esquina avrebbero riproposto più volte le canzoni dell'album: nel 1979 Borges ha cantato una nuova versione di "Clube da Esquina n° 2", con un testo scritto nel frattempo da suo fratello Márcio, e poi ancora nel 1981 "Nuvem cigana", in una sofisticata versione condita da pianoforte, tappeto di synth e chitarra elettrica; Beto Guedes (polistrumentista o seconda voce in sedici dei brani in scaletta) ha portato al successo un lambiccata versione jazz pop di "Paisagem da janela" nel 1983; risale infine al 1994 la più celebre versione di "Clube da Esquina n° 2", cantata da Flávio Venturini, che non aveva partecipato all'album, pur essendo stato un assiduo frequentatore del circolo.

Postfazione - Un'immagine dibattuta

Anche se in molti credono che la copertina rappresenti Nascimento e Borges da bambini, si tratta in realtà di uno scatto con cui il fotografo Cafi (al secolo Carlos da Silva Assunção Filho), trovandosi a passare per Rio Grande de Cima, aveva voluto immortalare due bambini che giocavano per strada. In un'epoca in cui c'era meno attenzione per questo genere di cose, non si pensò di dover ottenere il benestare dei loro genitori.
Per molto tempo quei bambini hanno ignorato l'uso che venne fatto della fotografia, vivendo in un'area rurale caratterizzata da forte povertà, in cui comprare dischi è ancora oggi un lusso. Almeno fino al 2012, quando la giornalista Ana Clara Brant li ha rintracciati e ha raccontato loro la storia.
Da allora è in gioco una diatriba legale che vede José Antônio Rimes e Antônio Carlos Rosa de Oliveira (questi i loro nomi) opposti alla Emi, casa discografica attualmente proprietaria dell'album, che potrebbe sfociare nel divieto dell'utilizzo della copertina per le future ristampe: a meno che la Emi non sia disposta a sborsare un lauto risarcimento (la richiesta si aggira sui 100mila euro).


[Nota 1] Nascimento avrebbe rivelato anni dopo che fu la visione di "Jules e Jim" di François Truffaut a ispirarlo come autore di canzoni, più di qualsiasi musicista dell'epoca.

[Nota 2] All'interno della scaletta viene operata tuttavia una scelta diversa, con ogni brano intestato esclusivamente al suo specifico interprete, indipendentemente dai partecipanti e da chi lo abbia scritto. Esempio: nell'iniziale "Tudo que você podia ser" Lô Borges figura come compositore e chitarrista, ma essendo cantata da Nascimento è stata intestata solo a lui.

(10/04/2022)

  • Tracklist
  1. Milton Nascimento - Tudo que você podia ser
  2. Milton Nascimento - Cais
  3. Lô Borges - O trem azul
  4. Milton Nascimento & Beto Guedes - Saídas e bandeiras nº 1
  5. Milton Nascimento - Nuvem cigana
  6. Milton Nascimento & Lô Borges - Cravo e canela
  7. Milton Nascimento - Dos cruces
  8. Lô Borges - Um girassol da cor de seu cabelo
  9. Milton Nascimento - San Vicente
  10. Lô Borges - Estrelas
  11. Milton Nascimento - Clube da Esquina nº 2
  12. Lô Borges - Paisagem da janela
  13. Milton Nascimento & Alaíde Costa - Me deixa em paz
  14. Milton Nascimento - Os povos
  15. Milton Nascimento & Beto Guedes - Saídas e bandeiras nº 2
  16. Milton Nascimento - Um gosto de Sol
  17. Milton Nascimento - Pelo amor de Deus
  18. Milton Nascimento - Lilia
  19. Lô Borges - Trem de doido
  20. Milton Nascimento & Beto Guedes - Nada será como antes
  21. Milton Nascimento - Ao que vai nascer
 


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