Giardini di Miro'

The Rise And Fall Of Academic Drifting

2001 (Homesleep) | post-rock

Una enciclopedia d’emozioni su cui ricercare sonorità per palati raffinati, verrebbe da dire. Da tanto tempo mancava sul mummificato mercato italiano un lavoro così finemente costruito e armonico in ogni sua componente. Il saper fondere melodia e sonicità in un tutt’uno elettricamente perfetto e sofferente appare, sin dall’ascolto della morriconiana “A New Start”, come il vero tratto distintivo del gruppo reggiano. Certamente, è uno di quegli album che richiede per essere apprezzato sotto ogni suo profilo un ascolto attento e, soprattutto, rilassato. Solo così è possibile farsi trasportare dalle cavalcate oniriche di “Beauty Tape Rider” o di “Pearl Harbour”.

Rispetto ai lavori originari l’ingresso di un violino e di un violoncello ha contribuito inoltre a rendere gli arrangiamenti molto più sinfonici e limpidi, eliminando apparentemente la patina elettrica che aveva contraddistinto i due precedenti ep, “Gdm” e “Iceberg”. Apparentemente, certo, perché le accelerazioni possono fare capolino con tutta la violenza del caso come in “Trompso is ok” applicando una spinta di parecchi g al lettore. Molti si sono già posti il problema di catalogare i GDM nello stretto giro di parentela coi Mogwai e con gli altri maestri del post-rock europeo e nordamericano come, ad esempio, i Godspeed You Black Emperor!.

A una analisi attenta ci si rende conto, invece, che entrambi gli accostamenti sono limitativi, se si esce dalla tendenza restrittiva che vuole catalogare esperienze strumentali così diverse nei confini di un unico insieme, quello del post-rock. Semplicemente i Giardini di Mirò, e forse in questo sta la loro vera originalità, hanno saputo costruirsi una propria dimensione sonora senza essere troppo facili prede delle soniche distorsioni alla Mogwai o delle splendide tentazioni epiche dei GYBE!. Da segnalare anche la collaborazione di Matteo Agostinelli degli Yuppie Flu, che presta la sua voce nella dolcissima e melanconica “Pet Life Saver” e del cantante dei Tram, interprete di “Little Victories” ballata simbolo dell’album.

La definitiva conferma di quanto puntino in alto i Giardini di Mirò e di quanto sia internazionale il panorama della nuova musica italiana, sempre più rivolta, e ben accolta, verso il mercato estero. Insomma, un album imperdibile.

(24/10/2006)

  • Tracklist

1. A New Start (For Swinging Shoes)
2. Pet Life Saver
3. The Beauty Tape Rrider
4. TrompsØ is Ok
5. Pearl Harbor
6. Little Victories
7. Penguin Serenade
8. Rise and Fall Of Academic Drifting

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