Verdena

Il suicidio dei samurai

2004 (Blackout) | alt-rock

Se fossero riusciti a mantenere il livello delle prime quattro canzoni, i Verdena avrebbero scritto il loro capolavoro. Purtroppo, alla distanza "Il Suicidio del Samurai" perde proprio in qualità. L'intento, peraltro riuscito, era quello di trovare un compromesso compositivo tra la schiettezza musicale del primo album e le sperimentazioni del secondo; per far ciò, la band bergamasca torna al lineare formato canzone di 4 minuti, relegando le dilatazioni strumentali solo in coda ai brani, e apre le porte del proprio pollaio adibito a studio di registrazione al tastierista Fidel Fogaroli, che arricchisce la musica Verdena di nuovi suoni.

Si inizia col botto grazie a "Logorrea", che in una manciata di minuti presenta alla perfezione il nuovo sound con cambio di ritmo, di melodia, batteria martellante e riff ossessivo, accordi in crescere e in discendere e assoli di chitarra distorta. In "Luna", primo singolo tratto dall'album, troviamo dei riferimenti al suono tipicamente Smashing Pumpkins, soprattutto nell'uso della chitarra che ricorda James Iha in "Siamese Dream"; il pezzo è scritto molto bene musicalmente, fluisce scorrevole con bellissimi passaggi strofa-ritornello, peccato per quel troppo breve assolo di chitarra, chiuso troppo velocemente, poco valorizzato, ma in linea con il desiderio del gruppo di contenersi.

L'arpeggio ipnotico di chitarra iniziale portato per mano dalla batteria e il crescendo melodico del pezzo rendono "Mina" uno dei brani migliori dell'album: il suono strizza l'occhio al passato prossimo dei Verdena, ma con una qualità sia vocale sia strumentale decisamente superiore. Azzeccatissima la scelta di concludere la canzone con un minuto tutto strumentale, in cui tastiere e chitarra distorta si incontrano in un assolo onirico. "Balanite" sembrerebbe un pezzo epico, per via dell'attesa che crea la musica (con un giro di basso marcato e reiterato quasi per tutta la durata del brano a cui si aggiunge la martellante batteria e il gioco tra chitarra e tastiere), in realtà nel momento di massima estensione il ritornello si trasforma in un lo-fi noise che non fa altro che posticipare l'attesa dell'esplosione che arriva solo nel finale. E' il brano in cui Alberto Ferrari offre la sua migliore prova come cantante, alternando delicatezze vocali a urla finali (bellissima l'idea di inserire la seconda voce sul "Prima o Poi" conclusivo), sempre con un'ottima interpretazione.

"Balanite" segna una linea di confine all'interno dell'album tra una prima parte di grande valore e una seconda di dispersione di idee, che purtroppo ne inficia il risultato finale. La monotonia rullante di "Elefante", una solo ascoltabile "Phantastica" e una "40 Secondi di Niente" di cui è apprezzabile il suono del basso suonato con convinzione sono pezzi minori non all'altezza della prima parte del disco.

Il livello torna alto quando ci si imbatte nell'ascolto di "Glamodroma", riuscitissimo pezzo che rielabora le sonorità di "Solo Un Grande Sasso" grazie a momenti di distensione strumentale con chitarre distorte, ottime tastiere e una sezione ritmica che detta il tempo in modo molto marcato, con il basso in evidenza. La parte centrale e finale è interamente occupata da una sorta di "brano nel brano" i cui suoni richiamano certi arrangiamenti stile Radiohead.

"17 Tir Nel Cortile" alterna momenti rilassanti a escursioni più rumorose, cresce ascolto dopo ascolto, ma anche in questa canzone si ha la sensazione che sarebbe bastato proprio poco per renderla perfetta.
"Far Fisa" riassume egregiamente tutto l'album: attenzione per la scansione strofa-ponte-ritornello, melodia perfetta (a tratti troppo pop soprattutto nel cantato delle strofe), e solo alla fine vengono liberate le mani, e le dita possono suonare e picchiare sugli strumenti alla ricerca della sperimentazione giusta.

Dai Verdena ci si aspetta sempre il massimo, si pretende sempre tanto. L'album non delude le aspettative, soprattutto nella prima parte; la sensazione è che la crescita di molte canzoni, che ora paiono noiose, troverà la giusta dimensione in sede live. Certo è che se in un album di 11 tracce ce ne sono almeno 7 di ottima fattura, vuol dire che stiamo parlando pur sempre di un buonissimo album.

(12/12/2006)

  • Tracklist

1. Logorrea
2. Luna
3. Mina
4. Balanite
5. Phantastica
6. Elefante
7. Glamodrama
8. Far Fisa
9. 17 Tir Nel Cortile
10. 40 Secondi Di Niente
11. Il Suicidio Del Samurai

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