Agf + Zavoloka/ Agf.3 + Sue.c

Nature Never Produces The Same Beat Twice/ Mini Movies

2006 (Nexsound/ Asphodel) | avant-glitch, glitch-pop, ambient-noise

Due stelline dell’elettronica europea si uniscono per estrarre dalla natura "quel suono che non si ripete mai due volte".
La prima figura coinvolta nel progetto è Agf (Antye Greie-Fuchs): poetessa, cantante e instancabile musicista, autrice, nella sua carriera, di lavori dal valore assoluto: passando dal lato pop, "Filesharing" dei Laub, poi attraversando la carriera solista ("Westernization Completed" il suo migliore) e cogliendo a caso un disco, nel suo fantastico 2005, uscito sotto l’acronimo Lappetites, "Before The Libretto", con i suoi deterioramenti sincopati e vagamente rumorosi.
L’altra fanciulla in gioco è Zavoloka (Kateryna Zavoloka), giovanissima musicista ucraina, entrata nel giro dell’elettronica sperimentale che conta, a forza di opere ineccepibili. "Plavynia" e "Suspenzia", gli Lp che ha all'attivo, sono due pezzi di ghiaccio frastagliato, pungente e sfaccettato.

Nel 2003, Agf, dopo aver ascoltato delle tracce della ragazzina, la contatta e, apprezzando a vicenda il loro lavoro, decidono di comporre musica assieme.
Dividono il palco spesse volte, precisamente in Belgio e in Francia; il loro peregrinare fra vari concerti le porta a concepire la definizione "techno per gli alberi": 50 piccoli frammenti di una natura mai ripetitiva, scrosciante rumore freddo e puntiglioso, gocce di rugiada tenerissima, dolce, dolorosa. Spigolosità e angoli arrotondati, suoni che si (ri)creano a vicenda, circolari ricami timbrici, onde sinusoidali che presentano instabilità schizofreniche, in una battaglia di ritmo e fracasso, quasi una foresta di baccano che manifesta il suo dolore con distacco.

La divisione delle tracce in cinque categorie rende il lavoro molto curioso, e funziona così.
Ogni sezione è caratterizzata da un target sonoro differente, cambiamenti appena percettibili, particolari che distinguono una manciata di biglie dalle altre.
Tra glitch-pop , minimalismo e rumore puro, fra le prime 15 tracce della prima serie, particolarmente incisiva è "LionTeeth", loop di voci ombrose, staffilate di noise bianco, beat saltellante.
La seconda serie è più giocattolosa, il ritmo sale, le orecchie si fanno più ferite: sono un pugno di "canzoni" sorprendenti per impatto sonoro, come "Affenbrotbaum" e "Kiefer", turbine di pulviscoli colorati e impazziti.
Il gruppo dedicato alle spezie si differenzia per un piglio più oscuro, i suoni sono meno scintillanti e, nel giro di sette perline, l’atmosfera si fa torbida e infettante. Una voce viene trattata in maniera indecente, contornata da schifezze ("Kohaju"), uno strepitio metallico perfora il senso di intendere ("Raps"), un processore si lamenta in preda a una calma floreale e profumata ("Minze").
Concludono, infatti, gli arbusti e i fiori. Un prato sconfinato fatto di colore e amore.

Prima soffriamo inconsapevoli ("Efeu", "Wein", "Star"), soccombendo a un’apocalisse sommessa, s’intravede uno spiraglio di serenità ("Haselnuss", "Star"), ricadiamo nel più totale frastuono, impotenti ("Lynmovgory", Darkflowerbrainnita").
Animi pensanti rimarranno felicemente sorpresi dal tornado di trambusti qui presente, una piccola lacrima d’amore verrà ritirata e fatta cadere per un dolore benvoluto, piccoli sorrisi irregolari si presenteranno anche sul viso più imperscrutabile.
Nonostante questa prova dal valore assoluto, Agf esce con un altro disco tutto al femminile, praticamente in contemporanea a questo appena descritto, insieme a Sue.c , una talentuosa video-maker.

Rispetto all’uscita precedente, la deriva avanguardistica è meno accentuata e si vira verso un approccio più pop, meno scontroso e concettuale. Le canzoni sono più strutturate e meno frammentarie (ma d’altronde l’essenza - e la bellezza - del disco con Zavoloka sta proprio nella sua natura discontinua), nonostante non venga abbandonato un certo gusto rumoroso, ma sovente anche delicato e sinuoso.
Dopo l’intro ambientale di "Abfahrt", piomba un glitch-pop ricoperto da battiti scomposti, vocine loopate, un groove oscuro e lentissimo. Un contrabbasso viene scomposto indecentemente, la voce di Antye è suadente come non mai, il ritmo si fa sempre più rallentato. Tutto ciò è uno dei pezzi più belli, per ora, del 2006: "Marzipan".

Passando per scomposizioni vocali ("Everybody Is A Disaster"), ammirando le solite perle out-pop sognanti e complesse ("Gala Book", "Geneva"), si incontrano quasi per caso meteoriti sonori, di potenza inaudita e sconclusionata ("Flucht", "Wolkefest"). Ma la qualità di questo album risiede nel fantastico esempio di collage sonoro e poliedricità compositiva di "Crazy", dove si vira dal campionamento forsennato a un pop distorto, naufragando in conclusione con coltellate noise . Semplicemente fantastico.
Se poi sentite un insetto dispettoso che sembra lamentarsi, in un sottofondo di schiocchi e fantasmi sonori, è quello l' Agf-style , ma non mancano perline concrete-ambient di minimale bellezza ("Wolkenfest, "Cleaning Up"), e un mantra quasi dark , una sorta di canzone per gli inferi, commutata electro ("Exist Slow").

Come si può notare, il disco è molto vario e non c’è una categorizzazione con cui incanalare la musica qua presente: siamo semplicemente davanti alla progressiva evoluzione artistica di una delle musiciste più fantasiose e innovative degli ultimi anni, in ogni campo dell’elettronica, sia essa sperimentale o più soffice e tenera.
Il Dvd allegato è stato realizzato quasi completamente da Sue.c, ottima video-maker, già presente in alcuni lavori simili a questo. Le immagini sono state girate a New York, Long Island, Berlino, Londra, San Francisco e in altre locazioni sparse per il mondo. La traccia video principale ("fourtythousand3hundred20 memories") è un intenso lavoro per sviluppare delle immagini rappresentanti, in modo sommesso e ricercato, una sorta di vita di tutti i giorni, un capitalismo oppressivo e una comunità che si muove inconsapevole intorno al mondo.

"Mini Movies" è un diario di viaggio di angeli colorati, colori che si schiudono davanti a un sole abbagliante, i suoni che sanno di musica aliena, espressioni visive d’un gruppo di uomini sofferenti, felici e innamorati.

(19/03/2006)

  • Tracklist

Nature Never Produces The Same Beat Twice

MEADOW:

1 Rozmai
2 Sunytsia
3 Air
4 Do Divchyny
5 Nude Brain
6 Mynalisovogo
7 Tapfermohn
8 Mak
9 Zelena
10 Korin
11 Schafgabe
12 Distel
13 Ordinary Grass
14 Lionteeth
15 Unkraut

TREES:

16 V Lisi
17 Brusnitsia
18 Lyshchyna
19 Zhuravlyna
20 Kashtan
21 Sosna
22 Kljon
23 Bereza
24 Blattlaus
25 Zeder_Vodorosti
26 Oldtalkintrees
27 Dubeiche
28 Linde
29 Bee In The Tree
30 Vogelbeere
31 Affenbrotbaum
32 Kiefer
33 Vyshnja

SPICES:

34 Kohaju
35 Raps
36 Melissa
37 Minze
38 Mavka
39 Koriander
40 Bohnenkraut

BUSHES:

41 Efeu
44 Wein
43 Nude Brainnita Ii
44 Minikaktus
45 Star
46 Kust
47 Haselnuss

FLOWERS:

48 Konvalija
49 Lynmovgory
50 Darkflowerbrainnita

Mini Movies

CD

  1. Abfahrt / 0:22
  2. Marzipan / 3:55
  3. Everybody is a Disaster / 1:51
  4. Presentiment / 1:36
  5. Geneva / 4:08
  6. Flucht / 1:20
  7. Crazy / 3:06
  8. Unten / 1:10
  9. Gala Book / 4:08
  10. Lighthearted / 4:08
  11. Wolkenfest / 1:23
  12. Lazy / 4:37
  13. Exist Slow / 6:27
  14. Seathroughthedrea / 2:12
  15. Cleaning Up 1:45
  16. No Tears / 4:18
  17. Memory Danse / 2:08
  18. Paradise / 5:00
  19. Perversion / 0:36

DVD

  1. Main Movie:
  2. fourtythousand3hundred20 memories / 27:34
  3. Mini-minimovies:
  4. 99 Famous Views on Garage Doors / 1:27
  5. 99 Long Eyelands / 1:30
  6. Naturestille / 0:33
  7. Directly Beside You / 2:26
  8. Who Wants to Grow Up? / 0:22
  9. Sonic Polution / 3:16
  10. Dancing Maschine / 2:06
  11. Film_me / 2:10
  12. Still.not.still / 5:10
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