Atomic Workers

Embryonic Suicide

2006 (Acme/ Nasoni Records) | psichedelia, punk

Inevitabile iniziare a parlare degli Atomic Workers dicendo che affondano le radici nei That's All Folks, ottimo gruppo psycho-stoner barese che pubblicò un paio di notevoli dischi nei 90. L'elemento in comune è prima di tutto Michele Rossiello, poderoso bassista che all'indomani dello scioglimento dei T.A.F. (che vantavano un ottimo leader nel chitarrista Claudio Colaianni) durante il suo girovagare tra Londra e Berlino mette su questa band, che è una sorta di "work in progress" messo in atto da musicisti italiani e inglesi.

"Embryonic Suicide", primo parto registrato tra la fine del 2003 e l'inizio del 2004, contempla sotto questa sigla, oltre a Rossiello, Angelo Pantaleo, batterista poliedrico che gli aficionados pugliesi conoscono bene, ex membro degli Skizo, una delle migliori band punk locali degli anni 70, attualmente collaboratore anche dei Dictators, nonché titolare dei Tom Tom Studios, gli studi di registrazione più alternativi in quel di Bari. Quindi, i due chitarristi Daniele Sindaco e Gary Ramon (ex Sun Dial) e l'altro inglese Lawrence O'Toole a vocals e tastiere.

"Embryonic Suicide", come detto, si ricollega idealmente all'esperienza dei That's All Folks: basti ascoltare i quasi 10 minuti finali allucinati di "Breakfast On The Ocean (part 1)", una colata incandescente di lava chitarristica psichedelica che già rivela le notevoli doti strumentali di Sindaco e di Ramon.
L'estetica del disco è da un lato abbastanza lineare nel proporre un rock duro e privo di compromessi ("Embryonic Suicide"/ "Down On Earth"/ "Far Away"), ma allo stesso tempo agile e sfaccettato.
"No Reaction" ruba addirittura agli Stooges di "Raw Power" quel coté glam/perverso di cui molte rock-band attuali non hanno più memoria.

L'altra faccia della medaglia è un accentuato gusto onirico che produce un piccolo capolavoro mutante come "White", dalle sfumature jazzate, con le tastiere di O'Toole che emanano bagliori di grezzo diamante e un ottimo lavoro della sezione ritmica. "Plastic Man" si ricollega invece alla psichedelia dei sixties più acidi, quelli texani dei 13th Floor Elevators, con un'esaltante performance vocale di O'Toole e radiazioni chitarristiche letali.

L'eclettismo degli Atomic Workers è confermato dalla gustosa cover di "Hurdy Gurdy Man", inno pop-psichedelico dei tardi anni 60 targato Donovan, con Ramon alla voce trattata.
Rossiello invece "vaneggia" ai vocals in "Down On Earth" e "Far Away (lacrimae)", due composizioni trascinanti, ricche di suggestioni etniche e orientaleggianti.

(22/11/2007)

  • Tracklist
  1. Embryonic Suicide
  2. No Reaction
  3. White
  4. Plastic Man
  5. Hurdy Gurdy Man
  6. Down on Earth
  7. Far Away (Lacrimae)
  8. Breakfast on the Ocean (Part 1)
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