Badly Drawn Boy

Born In The U.K.

2006 (Astralwerks) | songwriting, pop

Maledizione, Damon, che fregatura mi hai dato! Che delusione!
Sì, perché io avevo puntato su di te, Damon Cough da Manchester, o Badly Drawn Boy, come ti piace essere chiamato; dopo “The Hour Of The Bewilder” del 2000 ero rimasto favorevolmente colpito dalle orchestrazioni delle tue delicate canzoni pop, dal tuo songwriting, mi piacevano il tuo personaggio trasandato e un po’ sfigato, mi divertivano i tuoi video, ma soprattutto avevo intravisto un bel talento tra le righe di quell’album.
Il secondo lavoro aveva confermato quelle qualità che in molti avevano visto anche nella bella colonna sonora di “About A Boy”, ma in seguito qualcosa si è incrinato.
Io però non mi sono dato per vinto; ho considerato certe pacchianate pop-rock di “Have You Fed The Fish” come la naturale e un po’ inevitabile empasse del fatidico terzo disco e ho pure cercato di difendere il difendibile nel tuo quarto disco “One Plus One Is One”, ma giunti a questo punto devo arrendermi anch’io all'evidenza.

“Born in The U.K.” è il quinto album in studio della band e per l’ennesima volta ci si trova di fronte a un disco carino; ci sono buone canzoni, specie all’inizio, con il bel pop svelto della title track guidata da un piano frizzante o “Degrees Of Separation”, forse anche “Journey From A To B” (una specie di Springsteen in slow motion ) è da salvare e possiamo metterci dentro anche “Walk You Home”, la più vicina al suo stile, ma ci fermiamo qui.
Il resto sono canzoni più o meno (troppo) nella media; ci sono le solite ballate (“Without A Kiss”, “Nothing’s Gonna Change Your Mind”), folk-pop riusciti così così (“The Way Things Used To Be”) e qualche caduta di tono (la troppo sdolcinata “Promises”) e di gusto (i cori da musical fricchettone in “Welcome To The Overground”).

Insomma, un altro disco carino, dicevo, e in fondo è proprio questo il grande problema, che quattro dischi e sei anni dopo l'album di esordio Damon non è cresciuto di un millimetro, anzi, è pure regredito. Per questo è molto più grave la debolezza di “Born In The U.K.”, perché come a scuola ci sono i somari che fanno quello che possono e a volte si devono premiare per l’impegno, così ci sono anche quelli più bravi che fanno solo il loro compitino tanto per arrivare a una sufficienza che sanno di poter raggiungere col minimo sforzo; giunti a questo punto, devo appurare che tu, Badly Drawn Boy da Manchester, appartieni a quest’ultima categoria.
E non è per niente edificante.

(17/01/2007)

  • Tracklist
  1. Swimming Pool
  2. Born In The U.K.
  3. Degrees Of Separation
  4. Welcome To The Overground
  5. A Journey From A To B
  6. Nothing's Gonna Change Your Mind
  7. Promises
  8. The Way Things Used To Be
  9. Without a Kiss
  10. The Long Way Round (Swimming Pool)
  11. Walk You Home Tonight
  12. The Time Of Times
  13. One Last Dance
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