Simon Finn

Accidental Life

2007 (1 to 10 records) | folk psichedelico

Per sua stessa ammissione, la vita di Simon Finn è radicalmente cambiata dopo l’incontro con David Tibet nel 2003, e la successiva ristampa di “Pass The Distance”. Un grande album, un capolavoro per usare un termine ormai abusato, ma di quelli veri, che ascolti dall’inizio alla fine senza skippare una traccia che sia una. Meritava una riscoperta e riscoperta è stata. Da allora Simon ha ricominciato a vivere da artista, scarrozzato in giro da Tibet per festival e concerti, incidendo nuovi dischi.
“Magic Moments” (2005), l’album del ritorno, presentava un Finn titubante nella composizione, tremante nella voce, a dimostrare (forse) come  35 anni di inattività non fossero proprio bruscolini. Eppure anche tra quelle note incerte, malandate, aveva modo di palesarsi a tratti un talento a dir poco cristallino (“A Cinder’s Prayers”, “Wonders By The Sea”).

Quindi “Accidental Life”, uscito già da qualche tempo su 1 to 10 records (l’etichetta personale di Finn), ma passato praticamente inosservato a causa di una distribuzione inadeguata.
Speriamo dunque che qualche anima pia si faccia carico della cosa, perché l’album segna il ritorno del folksinger inglese a livelli qualitativi rilevanti. Sedici tracce per 52 minuti di ondulazioni malinconiche a cui hanno prestato opera personaggi di una certa importanza tra cui David Toop, amico di vecchia data e già presente su “Pass The Distance, Rose McDowall (Strawberry  Switchblade e praticamente tutto il giro industrial-esoterico inglese), Danielle Dax (Lemon Kittens), Karl Blake (Lemon Kittens, Shock Headed Peters), oltre alla sodale Joolie Wood (collaboratrice di Current 93, Hilmar Örn Hilmarsson, Rosa Mota, etc).

E per cominciare subito due pezzi da manuale: l’oscura “Blood And Bone” e l’enfatica, Jerusalemiana “Accidental Life”, con tanto di drone in sottofondo a rendere l’andazzo piuttosto inquietante. Come inquietante è “Feeling The Benefit”, attraversata da di echi e riverberi di mondi sconosciuti.
In generale c’è una maggiore attenzione ai particolari, favorita, come ha raccontato lo stesso Finn, dalla possibilità di avere a disposizione un intero studio di registrazione e musicisti capaci.
Un lavoro corale che dà i suoi frutti nei pezzi maggiormente arrangiati, come ovvio.

Punteggiate da melodie di violino e archi vari, quindi, le canzoni di Finn guadagnano in termini d’espressività, allontanandosi dallo psych-folk imploso di “Pass The Distance”. Sugli scudi, in tal senso, “Neutered Air”, “Rich Girl With No Trousers” e “Friendship”.
Non per questo mancano i quadretti intimisti solo voce e chitarra (“Silent City Creep”, “Johnny “Westward). Ma a suggellare il valore di “Accidental Life” è la bellissima “Myrmidons”, epifania ondivaga, notturna, crepuscolare, che parrebbe ispirarsi al Brendan Perry di “Eye Of The Hunter”. Parrebbe… o forse è il contrario.

Comunque sia, bentornato signor Finn, e cento di questi dischi.

(20/11/2007)

  • Tracklist
1. Blood & Bone
2. Accidental Life
3. Snowman
4. Deeply Flawed
5. Feeling The Benefit
6. Neutered Air
7. Love On The Wing
8. Johnny Westward
9. Rich Girl With No Trousers
10. Myrmidons
11. Silent City Creep
12. Subjunctive Mood
13. Friendships
14. A Soldier's Brag
15. The Other Side Of Rain
16. Twinkle Twinkle Little Star
Simon Finn su OndaRock


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