Mamiffer

Hirror Enniffer

2008 (Hydra Head) | post-rock, drone

Provieniente dalla beneamata Seattle e dall'esperienza nel duo "cosmico" degli Everlovely Lightingheart, la giovane pianista Faith Coloccia fa breccia ora con un progetto tutto suo, debuttando con questo conciso lavoro dal titolo quantomeno bizzarro. Schierando una squadra formidabile di collaboratori capeggiati da Aaron Turner, patron degli Isis e dell'etichetta Hydra Head, il progetto Mamiffer si inserisce da par suo nel sempre più fertile trend delle contaminazioni di area post-metal, con distorsioni e percussioni dal passo pesante e una scrittura di base spesso assai oscura - seppur mitigata da gentili aperture melodiche - che tradiscono una impostazione non lontana dalle tremolanti esplorazioni dei Jesu.

Dove Mamiffer fa la differenza è per l'appunto nell'uso così classico del pianoforte, alla continua ricerca della melodia perfetta, di luci improvvise che attraversino la nebbia. Si prenda la marziale "This Land", il cui cammino è in realtà una lunga, estenuante preparazione a una impennata melodica tanto fugace quanto di devastante bellezza, che sembra attendere solo la voce di una Tori Amos per far quadrare il cerchio alla perfezione. E invece quelli contenuti nella mezz'ora e poco più di questo debutto sono quadri unicamente strumentali, istantanee di un'arte musicale dalle idee chiare e forti, un'arte di costante evoluzione e compromesso tra sorgenti sonore assai contrastanti, laddove alle linee guida del pianoforte sono spesso contrapposti sfondi inquieti di droni e scariche elettriche, materia tumultuosa che in "Death Shawl" si impossessa con prepotenza della scena, e che nel nero incanto di "Annwn" sembra specchiarsi negli innumerevoli bozzetti pianistici che volteggiano sempre più ariosi sino all'epico crescendo conclusivo.

Prendendo vita dalla medesima materia informe, l'emozionante "Black Running Water" si inoltra subito in territori neoclassici che lambiscono i sogni dei Rachel's, prima che distorsioni e batteria ne invadano il percorso con aggraziata potenza. Simile è il canovaccio di "Suckling A Dead Litter", dove il gioco ordito da Faith inizia a tradire i primi sintomi di ripetitività. Peccato veniale, però, in un mini-album che saggiamente sceglie di giocarsi poche ma valide carte. E la chiusura affidata al pensoso fingerpicking di "Cyhraeth", con contorno di distorsioni oceaniche in puro Jesu-style, è degna conclusione di un lavoro di grande fascino, biglietto da visita di una giovane artista che molto ha da dire e convince con classe e umiltà. Si spera solo che non passi inosservato.

(07/11/2008)

  • Tracklist
1. This Land
2. Death Shawl
3. Annwn
4. Black Running Water
5. Suckling A Dead Litter
6. Cyhraeth
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