Meg

Psychodelice

2008 (Multiformis/ Self) | pop, dance

L’eclettismo è una dote che fa parte sicuramente della personalità di Meg. Già vocalist dei 99 Posse, nel 2004 ha dato vita a una personale carriera solista che l’ha portata a intraprendere un nuovo cammino. Se il precedente lavoro ("Meg") aveva mostrato una brillante vena pop impreziosita da strumenti ad arco, questa volta la cantante napoletana ha cambiato pelle pigiando il piede dell’acceleratore sull’elettronica. Prodotto in collaborazione con Stefano Fontana, alias Stylophonic, dj carismatico oltre che protagonista in vari club d’Europa dove si suda elettronica, “Psychodelice” è un lavoro ambizioso oltre che ben realizzato. Non è facile trovare un disco italiano che riesca così bene a coniugare dance, canzone d’autore e raffinato gusto pop.

“Distante” il brano che apre il disco, spiazza subito: una giostra elettronica accompagna una voce che intreccia con facilità melodia e una lieve atmosfera psichedelica, tanto che scomodare Bjork non è un azzardo. In “E’ troppo facile” il piano è in evidenza, e, supportato da efficaci beat, riesce a tenere testa al timbro solare di Meg. “Succhio luce” è una giocosa filastrocca che mette in risalto il lato sognante e colorato dell’autrice, mentre “Napoli città aperta” è un inno elettrico di riscossa alla città natale di Meg, omaggio a una terra che non è solo quella descritta quotidianamente dai media. Ed è anche il brano che può riassumere il disco: melodia e ritmo si fondono in una riuscita alchimia.
In “Pandora” Meg si trasforma in raffinata chanteuse per omaggiare la canzone d’autore italiana. Scariche elettriche accompagnano l’ossessiva “Impossibile trasmissione”, un pezzo che sembra catapultare Cristina Donà in discoteca.

"Laptop Love" è il primo dei tre brani in successione cantati in inglese. Esperimento tutto sommato promosso, e che potrebbe aprire anche a palcoscenici europei. In “Promises” Meg gioca a fare la Kevin Blechdom in un tappeto sonoro che prende in prestito ritmiche dai Daft Punk e dai Justice. “Running Fast” strizza l’occhio agli Lcd Soundsystem, mentre “Permesso?” è un’invettiva contro la società schizofrenica contemporanea. Tematiche sociali che peraltro ricorrono in buona parte dei pezzi.

Piace dunque la nuova strada intrapresa da Meg. Sorprende il gusto per certe scelte sonore, l’artista campana sembra trovarsi a suo agio in mezzo a beat e a groove incessanti che non nascondono l’espressiva intensità della voce. Forse la strada giusta per Meg, e di certo una ventata di novità per il pop italiano.

(19/05/2008)

  • Tracklist
  1. Distante
  2. E’troppo facile
  3. Succhio luce
  4. Napoli città aperta
  5. Pandora
  6. Impossibile trasmissione
  7. Laptop love
  8. Promises
  9. Running fast
  10. Permesso?
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Meg

(2004 - Multiformis / Bmg Ricordi)

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