Che Scott Reithermann sia un gran bel "paragnosta" lo si intuisce già dalla copertina. Due figliole semi "desnude" in procinto di tuffarsi da una jatte di legno, frame in bilico fra la posa plastica di uno scatto artistico e la foto ricordo "porcellona" da mostrare agli amici al ritorno da uno Spring Break.
Può sembrare solo un ragionamento capzioso, invece è la chiave di lettura pret-a-porter che ci schiude le ante di questa "Narnia" post-adolescenziale vagheggiata dai Throw Me The Statue (che poi sarebbero: il solito Scott, più qualche amico e un rincalzo dal vivo). Sì, perché Reithermann sarà anche un ragazzo sveglio e di buone letture, ma certo non fa alcuno sforzo per dimostrare più anni di quelli che ha: "Moonbeams", pertanto, è scisso fra la folktronica (lo-fi) di casa Secretely Canadian (con rimandi più che evidenti a Grandaddy e Guided By Voices) e scariche di college-(indie)rock (il ragazzo è pur sempre nato a Seattle!).
Il songwriting procede così a (piacevoli) sobbalzi fra intimismo da cameretta e battutine fun oriented. Il tutto griffato da un tocco tremendamente catchy e sinuoso e condito da un’invidiabile rabdomanzia melodica. Da un lato "Young Sensualities" col suo picking d’ukulele su base synth-tronica, dall’altro "A Mutinous Dream" col suo staccato alla Weezer solleticato da tastierine Casio e suonerie tipo Atari, in mezzo l’up-beat di "Lolita", che sospinge un motivetto stazzonato che i fan degli Shins già si leccano le orecchie.
Agli estremi: l’eleganza "basso-fidelica" di "Written In The Heart Sign, Faintly" (delicata elegia per banjo e sonagli) e "Conquering Kids" (allegro/andante per organetto e glockenspiel) contro "This Is How We Kiss", una mezza novelty alla Sugar Ray, e il fioco garage di "Louie Louie" (ma con contrappunto electro) in "Take It Or Leave It". Poi ancora il vaudeville organistico di "Your Girlfriend’s Car", l’intermezzo patchanka "Groundswell", le pennate e gli arpeggi viziosi su tappeto ritmico misto digitale/analogico di "About To Walk".
Al momento non è dato sapere se questa "politica del doppiopetto" potrà reggere alla distanza o se, crescendo, una delle componenti avrà il sopravvento sull’altra. Con questo dischetto esile e giovane, però, andate sul sicuro: buono sia per una conta etilica con gli amici che per scorgere qualche ritaglio di paradiso in compagnia della propria bella.
Provare per credere.