Chad Van Gaalen

Soft Airplane

2008 (Sub Pop) | songwriter

Una delle cose peggiori per un artista è la mancanza di idee, ma può essere altrettanto deleterio anche l’esatto contrario; quando si hanno troppe idee e non si riesce a esprimerle in maniera funzionale a un progetto preciso.
Caso esplicativo della situazione è questo nuovo album di Chad VanGaalen, cantautore canadese che giunge alla sua terza prova dopo i buoni successi di “Infiniheart” del 2004 e “Skelliconnection” del 2006.

“Soft Airplane” infatti ha due difetti principali; il primo risiede nel fatto che il canadese non riesce a emanciparsi ancora dal suo nume e connazionale Neil Young: che sia quello folk (“Willow Tree”) o quello più elettrico (Bones Of Man”, “Inside The Molecules”, “Poisonous Head”), la sagoma del grande loner si evidenzia in più parti e non sempre foriera di buoni risultati.
Il secondo problema sta nella sovrabbondanza di idee di cui sopra; se la forza dei dischi precedenti stava nella misura e nella compattezza, in questo disco VanGaalen esagera con l’arricchimento delle sue canzoni, perdendosi in inutili fronzoli elettro-rumoristi (la coda e l’arrangiamento di “Old Man + The Sea”) o strumentali accozzaglie sonore (“Frozen Energon”), lasciandosi andare in improbabili synth-folk (“Tmnt Mask”) o arrangiamenti tanto stratificati da rovinare tutto (“Phantom Anthillis”).

Non c’è molto in “Soft Airplane” che riveli la vera natura del talento di Chad VanGaalen, giusto qualcosa qua e là, nella semplicità ispirata di “Rabid Bits Of Time” (ancora rovinata da una coda che non c’entra niente…), nella stravaganza dell’alt-folk di “City Of Electric Lights”, nelle stonature sghembe di “Cries Of The Dead”, ma non basta per farne un album riuscito.

Se le copertine possono rivelare qualcosa degli album, basta confrontare quella di “Skelliconnection” con quella di “Soft Airplane” per capire la differenza; il paesaggio bucolico ma con un tocco non convenzionale del primo svela un folk lo-fi misurato e piacevole, il pastiche che appare nella cover del secondo confessa un disordine che l’artista non è riuscito a controllare a dovere e che, forse, semplicemente non gli appartiene.

(14/09/2008)

  • Tracklist
  1. Willow Tree
  2. Bones of Man
  3. Cries of the Dead
  4. Inside the Molecules
  5. Bare Feet on Wet Griptape
  6. Phantom Anthills
  7. Poisonous Heads
  8. TMNT Mask
  9. Molten Light
  10. Old Man + the Sea
  11. City of Electric Light
  12. Rabid Bits of Time
  13. Frozen Energon
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