Au

Verbs

2009 (Aagoo Records) | psych-folk

L’idea centrale del progetto Au sembra essere la volontà del leader Luke Wyland di riportare elementi evoluti della musica rock, jazz e psichedelica alla loro fonte naturale, ovvero il folk, un folk collettivo e multiforme, che si nutre dei suoi frutti sonori e li rigetta in forma inusuale e inafferrabile.
Il musicista dell’Oregon ovviamente non poteva rinunciare al coinvolgimento di alcuni musicisti che di folk hanno nutrito le proprie ambizioni sonore.
Ed ecco membri di Yellow Swans, Parenthetical Girls, A Weather, Evolutionary Jass Band confluire tra le pieghe sonore di “Verbs” (disco pubblicato in una prima limitata edizione un anno fa), nel tentativo di esprimere le loro radici sonore su una struttura più libera e meno formale, coniugando ardori sperimentali e giocose bizzarrie pop.

Ennesimo esempio di musica freak, collettiva e ambiziosa, “Verbs” vince le ritrosie psicologiche dell’ascoltatore grazie a una insana predisposizione all’evoluzione-involuzione dei brani, che si muovono da elementi criptici per sfogarsi in maestose forme corali, affidate a volte alle voci, a volte agli strumenti.
Concepito come un corpo multiforme, l’album offre una riuscita sensazione d’improvvisazione, che attiene al metodo compositivo del jazz e dell’avanguardia, celando così la densa elaborazione che organizza i disparati elementi sonori, nel tentativo, invero spesso riuscito, di sorprendere l’ascoltatore senza però esibire rigore intellettuale, ma piuttosto richiamando jam session di natura folk-psych: vibrato pianistico, voci cacofoniche, chitarre tremolanti, che accolgono contributi sonori di banjo, clarinetto, fisarmonica, i trattamenti elettronici, per nulla invasivi, conservano l’atmosfera freak dell’album.

Le tentazioni gospel-folk di “All My Friends” e il caos gioioso di “Are Animals” introducono con brio nel mondo di Luke Wyland, l’eclettismo dà frutti notevoli nella eccelsa “All Myself”, dove il piano e il clarinetto con poche calibrate note realizzano un suggestivo innesto di ambient e-folk, con trombone, piano e batteria che volteggiano, creando una giostra sonora dai profumi felliniani.
Le emozioni si susseguono senza tregua: “The Waltz” vincola la fisarmonica in un contesto jazz-psych con la voce brutalmente filtrata di Becky Dawson, “Sleep” culla l’ascoltatore con inaspettato candore, “Summerheat” incrocia l’elettronica e le sonorità Ecm con originalità, una cantilena elettronica che stempera la tensione del disco, con banjo, basso, chitarra e batteria a suggerire una sospensione jazz-psichedelica dalla compiuta bellezza.
Flauti sensuali per “Prelude”, cori angelici e pastorali in “Two Seasons”, ma soprattutto inconsuete tracce di tropicalismo nel singolo “Rr. Vs.”, festosa mistura di piano vibrato, handclap, campanelli e trombone e sensualità latino-americana.

Come una orchestra nella foresta, gli Au danno vita a un memorabile concerto, a cui siamo tutti invitati, corpo e mente si diletteranno senza tregua. E “Verbs” realizza molte delle ambizioni di Luke Wyland: un album originale che difficilmente archivierete dopo pochi ascolti.

P.S. L'album è ora disponibile anche in vinile in due edizioni colorate, la prima gialla la seconda viola.

(21/07/2009)

  • Tracklist
1. All My Friends
2. Are Animals
3. Summerheat
4. RR vs. D
5. All Myself
6. Two Seasons
7. Prelude
8. The Waltz
9. Sleep
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