Lotus Plaza

The Floodlight Collective

2009 (Kranky) | psych-pop

A pochi mesi dalla pubblicazione dello strabilitante doppio "Microcastle / Weird Era Cont.", Lockett Pundt, che dei Deerhunter è sia chitarra che songwriter, dà alle stampe "The Floodlight Collective". Celato dal moniker Lotus Plaza, Pundt, pur non discostandosi dal materiale sonoro dei lavori del gruppo madre e amalgamando in maniera sapiente riferimenti musicali distanti, realizza un piccolo compendio pop in 11 tracce, un regalo da un onesto artigiano del suono. E basterebbe dare uno rapido sguardo ai toni sfumati della copertina del disco per averne tra le mani una sua limpida fotografia: le melodie dei Lotus Plaza sono pennellate dolci, ingiallite, che parlano di un tempo passato. Ma non è la malinconia a dominare, quanto una sorta di gioiosa rievocazione del tempo che fu.

Nel folgorante inizio ("Red Oak Way"), tra Deerhunter e Animal Collective, si consuma la perfezione di chitarre velate che si stendono gradualmente, tra un canto sussurrato e varietà percussive di stampo Xiu Xiu. Vagando fra sentori shoegaze ("Quicksand") o strani incroci tra dream-pop e slowcore ("These Years"), ci si imbatte in nenie pop di dolcezza senza pari ("Different Mirrors"), come fossimo dalle parti degli Arcade Fire declinati al verbo dei Low.
Ma ciò che sorprende è l'ampiezza di riferimenti: i beat digitali di "Sunday Night" aprono la strada al pop a colpi di laptop, i sette minuti di "Antoine" rappresentano un soave riferimento allo shoegaze meno tetro e rumoroso, la title track è una distensione ambientale degna del miglior Schnauss, mentre i tocchi electro-dream-funky della conclusiva "A Threaded Needle" rappresentano la giusta chiusura per un disco che affascina.

Tra versi sghembi, frivolezze psych, rigurgiti post-punk e spirito da dopoguerra, "The Floodlight Collective" regala, pur nella sua acerbità, tre quarti d'ora di insano divertimento. Respirando i tepori degli ultimi Animal Collective e unendovi gli umori più dreamy di marca Deerhunter, i Lotus Plaza hanno saputo forgiare un disco non pretenzioso, ma che sfiora corde di pura poesia.

(23/03/2009)



  • Tracklist
  1. Red Oak Way
  2. Quicksand
  3. These Years
  4. Different Mirrors
  5. Whiteout
  6. What Grows?
  7. Sunday Night
  8. Antoine
  9. The Floodlight Collective
  10. A Threaded Needle
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