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Posso resistere a tutto, tranne che alle tentazioni" (Oscar Wilde).
Come giustificare altrimenti la strana euforia che si impossessa della mia mente già dalle prime note di "Love Is A Killing Thing", pulsioni sonore alla
Cure di "Seventeen Seconds" come tappeto a cori
doo-wop e sprazzi
beat profumati di psichedelia, un antica ballata scozzese che si trasforma prima in un inno gotico-medievale e poi scompare in fluidi
noise, mentre l'ipnosi sonora si impossessa dell'ultima fibra cerebrale dell'ascoltatore, tormento ed estasi...
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Ho il culto delle gioie semplici, esse sono l'ultimo rifugio di uno spirito complesso" (Oscar Wilde).
Esilarante polka che celebra la gaiezza del folk, "You Don't Have To Be Lonely" è puro
freak sonoro, fastidioso e coinvolgente. La ricerca della nota unica per un rito musicale che diventa ancestrale e sfiora il mantra urbano.
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Il cinismo è semplicemente l'arte di vedere le cose come sono, non quali dovrebbero essere" (Oscar Wilde).
Raccontare ciò che accade senza emozioni, storie di ragazzi che saltano nel buio mentre il pubblico celebra la sconfitta della paura e la solennità dell'incoscienza. Questa è la storia di "The Derby Ram", una saltellante ballata folk attraversata da psichedelia e cabaret con abluzioni di
glam alla maniera dei primi
Roxy Music, mentre Morricone dirige l'orchestra con un insano ghigno.
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Il pubblico è stupendamente tollerante: perdona tutto, tranne il genio" (Oscar Wilde).
Non è altro che genio il mescolare organetti alla
Doors, ritmi afro-soul di chiara marca
Talking Heads, stordirli di
beat e poi renderli candidi e ingenui come un qualsiasi brano pop - "Was You Ever See" gioca con questo insano
pastiche sonoro addossando liriche frastagliate dal significato oscuro e banale.
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Sono solo i moderni a diventare sorpassati" (Oscar Wilde).
Forse è questa la ragione che spinge Erland Cooper a recuperare il nome per la sua band ("My Name Is Carnival") tra le trame di un brano di Jackson C. Frank (già citato da
Findlay Brown nel suo esordio), l'atmosfera da pop raffinato è figlia dei Left Banke, ma anche dei primi
Walker Brothers (non è un caso che l'inflessione vocale ricordi il giovane
Scott).
Trascinante ed esuberante, il brano è un altro prezioso frutto della commistione sonora tra la
pop-culture e la tradizione folk delle isole Orkney (Scozia).
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In arte le buone intenzioni non hanno il minimo valore. Tutta l'arte cattiva è il risultato di buone intenzioni" (Oscar Wilde).
Le buone intenzioni potevano limare la vena folk da
troubadour alla
Bert Jansch, impedendo a "Tramps And Hawkers" di essere una delle migliori sbornie sonore del decennio, ubriaca di agreste malinconia, il dondolante valzerone sfuma in una marcia folk grottesca, un trionfo.
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Bisognerebbe essere sempre un po' improbabili" (Oscar Wilde).
Improbabile è il termine giusto per descrivere "One Morning Fair" - è pop, è
disco-music, è heavy metal, è soul-funky, è elettronica, è
new wave, è tutto e niente, è un vortice ritmico che assorbe come spugna più di 60 anni di musica, un
beat irresistibile senza identità.
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Il segreto per rimanere giovani sta nell'avere una sregolata passione per il piacere" (Oscar Wilde).
Le pulsioni
garage di "The Sweeter The Girl The Harder I Fall" rendono le continue mutazioni emotive dell'album più fluide e assimilabili, una certezza in un mare di provocazioni.
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Viviamo in un'epoca in cui il superfluo è la nostra unica necessità" (Oscar Wilde).
Abbiamo riso e sognato con il cinema di Sergio Leone, il suo superfluo cinema è ora necessario. Suoni e parole di "Everything Came Too Easy" ci ricordano che le gioie dell'avventura e dell'infanzia difficilmente abbandonano la mente, la grande intuizione di Erland And The Carnival è quella di riscrivere il folk con vesti sonore improbabili e suggestive, ibridi sontuosi pronti a librare la fantasia, vera psichedelia.
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Un'idea che non sia pericolosa non è degna nemmeno di essere chiamata idea" (Oscar Wilde).
L'idea che anima "The Echoing Green" sorprende perché giunge inattesa quando ormai non attendi più flussi contemporanei, ma hai appena il tempo per ridestarti e scoprire un'atmosfera da
science fiction anni 60 immersa in
lounge music di poco pregio, amabile schizofrenia sonora che non cerca il plauso della compostezza e della serietà.
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Ho dei gusti semplicissimi, mi accontento sempre del meglio" (Oscar Wilde).
La vera rivoluzione del post-punk è stato riconquistare gli elementi primari della musica rock 'n' roll e renderli contemporanei, come tradizione del miglior pop inglese anche Erland And The Carnival ripetono il miracolo ("Trouble In Mind"). L'esperienza di Simon Tong (ex-
Verve, ex-
The Good The Bad & The Queen) e le alchimie di David Nock (batterista del progetto Fireman) garantiscono tutto l'estro necessario per realizzare un perfetto esempio di
pop song del nuovo millennio capace di annullare anni di indie-rock.
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L'ambizione è l'ultimo rifugio del fallito" (Oscar Wilde).
Nessuno sfugge alle tentazioni dell'ambizione. "Disturbed This Morning" tenta di corrompere la vena
freak-folk con inquietudini psichedeliche ma è l'unico punto debole di una preziosa collezione di
evergreen.
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La musica è il genere di arte perfetto, la musica non può mai rivelare il suo segreto più nascosto" (Oscar Wilde).
"Gentle Gwen" è la festa psichedelica che trionfa, liberatoria celebrazione della fertilità, rito pagano scomposto in sonorità alla Shadows, mentre qualcuno picchia duro su improbabili strumenti a percussione: ancora una volta, Erland And The Carnival abbattono i confini del pop e del folk con giocose soluzioni
beat la cui ingenuità sfiora il
kitsch, un'apoteosi di nuove canzoni popolari che diventa un classico fuori moda. Forse la rivelazione inglese del 2010, sicuramente la mia colonna sonora per molti mesi a venire.