Lanterns On The Lake

The Starlight Ep / Misfortunes And Minor Victories / Lungs Quicken

2010 (Self-released) | folk-pop

My kingdom for one last dance to my favourite song.
Questo è il verso - riproposizione shakespeariana - riportato su uno dei tre lavori confezionati, anche fisicamente, da questa band di Newcastle-Upon-Tyne. È una dichiarazione che riassume alla perfezione l'espressività di quanto prodotto negli ultimi due anni da questi sei polistrumentisti inglesi: la dolce malinconia di un addio, il rituale purificatore prima del lancio di una lanterna thailandese dalle sponde del lago. Misteriosamente sfuggita alle etichette britanniche e quindi non ancora lanciata "ufficialmente" sulla scena, la band arriva ora alla pubblicazione di un singolo, "Lungs Quicken", che rappresenta un'ulteriore tappa in un'evoluzione costante.

Con questo va detto che, comunque, già i primi passi dei Lanterns On The Lake avrebbero consentito loro una carriera più che appagante. "The Starlight Ep" mostra già diversi ingredienti, dei quali la band si serve per mettere a punto il suono levigato e insieme vividamente emotivo che la contraddistingue. Questo primo lavoro ne ospita, prevedibilmente, la parte più dirompente, come un fluido che esce inarrestabile, una volta rotto il guscio. La splendida "If I Have Been Unkind" ne è prova, con l'angosciato cantato maschile in primo piano, incalzato da tessiture di violino e pianoforte, che si fanno più intense sulla spinta degli scrosci ritmici di una tempesta liberatoria.
Come dimostra la prima traccia, "My Shield", i Lanterns On The Lake possiedono anche un deciso tocco sigurrosiano (che non lasciano deflagrare, ma sedimentare in una progressione solo suggerita), in una marcia spiritica in cui Hazel Wilde, la cantante principale, sfoggia in pieno le sue malìe. Rivive la magia dell'inverno in "In Starlight", ove la vocalità frusciante della Wilde e piccole luci di glockenspiel si innestano su un tracciato ritmico e chitarristico à-la Low.

Segue, un anno dopo, "Misfortunes And Minor Victories". Ispirato dalla lettura di "Last Letters Home", una raccolta di lettere spedite dal fronte durante la seconda guerra mondiale, questo Ep si apre, non a caso, con le parole: "Leave me to write my last letter home". Si riprende là dove si era iniziato, con un pezzo, "A Kingdom", che comincia a dipingere grandiose ambientazioni nordiche: torbiere spazzate dal vento, fiordi e scogliere - anche il ronzio di moscerini nel formicolare di banjo - suggerendo infine, nel crescendo finale di riverberi, battiti di mani e carezze vocali, lo sguardo riconoscente e insieme comprensivo di chi guarda a quelle morti col senno di poi di una libertà difesa duramente.
Come testimonia la successiva "Giants", il suono dei Lanterns On The Lake si è fatto decisamente più definito, quasi spavaldo nel suo cangiante dimenarsi. Meno giocosi - pop, se vogliamo - e decisamente più attirati da trame post "classiche" dei conterranei My Latest Novel, i Nostri ne condividono però la capacità di tessere trame acustiche inebrianti, incassate in marce militaresche dal grande potere suggestivo. È in "You Need Better" che le traiettorie dei due gruppi si avvicinano maggiormente: una grande intuizione melodica viene qui sorretta da ariose costruzioni chitarristiche, il lontano lamento del vento, il picchiettare di glockenspiel e l'andamento dinoccolato di un banjo; tutti si riuniscono come in una progressiva adunata boschiva di esseri ed elementi. 

Si arriva poi all'atto finale di questi due anni "preparatori" per la band inglese: esce quest'anno il già citato singolo "Lungs Quicken", di nuovo confezionato, secondo il loro marchio di fabbrica, nella busta da lettere chiusa con la ceralacca. È incoraggiante vedere come i Lanterns On The Lake non siano mai rimasti fermi. Si presentano qui con un pezzo che ripropone sì l'avvenente onirismo della voce della Wilde, ma questa volta la canzone si regge su un tappeto ritmico sintetico, avvolto da un aleggiare d'archi. L'alba pare finire quando, introdotto da uno scalpitare di glockenspiel, la canzone spicca il volo - nel bene e nel male - superando ogni timidezza. Una delicatezza espressiva che si ritrova poi nel seguito delle b-side, la ballata al pianoforte di "Sapsorrow" e il bozzetto strumentale di "Cello Song".
Sarebbe quindi ora, per i Lanterns On The Lake, di tirare le somme di questi due anni lanciandosi nell'avventura di un contratto discografico vero e proprio (che, sospettiamo, è già stato offerto loro da tempo). Una volta rotti gli indugi, scopriranno che un intero mondo li aspetta.

(17/09/2010)



  • Tracklist

The Starlight Ep (2008)

  1. My Shield
  2. If I Have Been Unkind
  3. In Starlight
  4. I Love You, Sleepyhead


Misfortunes And Minor Victories (2009)

  1. A Kingdom
  2. Giants
  3. There's A Light On In Your Home
  4. You Need Better


Lungs Quicken (2010)

  1. Lungs Quicken
  2. Sapsorrow
  3. Cello Song
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