Sonny Smith è quello che potremmo definire, senza timore di essere smentiti, uno
storyteller, un cantastorie dei tempi andati, ironico e fantasioso esponente di un genere ormai in estinzione.
Da artista creativo e bizzarro qual è, non ha mai rinunciato a dar voce dal punto di vista artistico alla sua poliedrica versatilità, affrontando con spigliata disinvoltura vari generi, dalle canzoni, alle opere teatrali, fino alla stesura di racconti, vero e proprio
fil rouge della sua scrittura.
"Tomorrow Is Alright" rappresenta il frutto della collaborazione tra Sonny e i Sunsets, una schiera di musicisti provenienti da varie band, quale ad esempio Tahlia Harbour dei
Citay, che al pari degli altri cura le parti strumentali del disco oltre a duettare con Smith nei cori di alcune canzoni, come nella scanzonata e stralunata "Planet Of Women", zuccheroso
bubblegum pop infarcito di adolescenziali
lalala.
Le dieci canzoni dell'album sono l'allegro manifesto di un beach-pop ricco di echi retrò senza ulteriori sovrastrutture, che ha come unico scopo quello di dare sfogo alla creatività giocosa e a tratti dissacrante di Smith, in una sorta di puro svago ricreativo sotto il sole della West Coast. La semplicità
catchy e la raffinatezza delle melodie vocali, lo stile elegante e innocente da sognatori ottimisti, l'arguto senso dell'umorismo di cui brillano i testi e le ottime parti strumentali, riempiono di brio e freschezza un disco che altrimenti finirebbe, come tanti del genere, per essere considerato derivativo e a corto di idee nuove, data la sostanziosa quantità di influenze essenzialmente rimandabili agli anni 50 e 60.
Meritano senz'altro una citazione la magnetica "Too Young Too Born" dal testo malinconico e disilluso e l'andatura dinoccolata, con arpeggi chitarristici molto vicini ai
Beirut di "Postcards From Italy", o il folk-rock corale e
swingante di "Stranded", o ancora il surf-pop
beachboysianodi "Chapters", fino alla psichedelia in salsa country-rock di "Lovin' On An Older Gal", con ritmiche che riportano non troppo celatamente ai
Velvet Underground di "Sister Ray".
"Tomorrow Is Alright" è un disco che non vuole nutrirsi di troppe pretese, che guarda con ottimismo a un domani positivo ma che resta ancorato a un passato rimpianto in quanto spensierato e bucolico. Disco ideale per chi alla complessità non sempre innovatrice, privilegia una malinconica e innocente semplicità.