MAXIMILLIAN I - Double Anal Fantasy

2011 (Lips infection)
avant-rock, noise

A brevissima distanza dall’intrigante esordio di Trapcoustic (“Bonsai Heart”), ritorna il genialoide Stefano Di Trapani, stavolta con la sua creatura principale, ovvero il collettivo aperto Maximillian I, giunto con “Double Anal Fantasy” alla terza prova discografica. Maximillian I, il cui nome è ispirato a un robot malvagio protagonista di un film sci-fidella Disney, nacquero a Roma nel 2001, col puro intento di rompere ogni sintassi armonica musicale.

Questo nuovo disco raggiunge finalmente una sintesi matura tra sperimentazione avanzata e rumore, lasciandosi alle spalle certe cacofonie un po’ gratuite dei loro esordi. Lo stile si situa sempre tra harsh-noise, shitgaze, no-wave, elettronica e improvvisazione gratuita. Le nove tracce qui contenute sono tutte di altissimo livello artistico, dallo stile unico, ma con delle sfumature assai diverse l’una dall’altra.

Il noise-rock disarticolato di “Sippe” (dedicato alla nostra vecchia società dei telefoni, con tanto di interferenza telefonica alla fine del brano) e “Dubay” fanno pensare ai pionieri rumoristi giapponesi Hijo Kaidan e Gerogerigegege. Gli altri grandi giapponesi Space Streakings sono alla base di “100 x 100”, nella quale una chitarra massacrata e scorticata si fonde con delle voci manipolate alla Residents, il tutto in un vortice sonoro perennemente distorto. “Nervi Verdi” pare quasi una cover di “Hello Skinny” (sempre dei maestri Residents) suonata però da un Terry Riley schizofrenico (le progressioni armoniche del synth) e arrangiata da Morton Subotnick in uno stile di elettronica barbara e trucemente espressionista.

Vertici del disco sono la pura anarchia sonora di “(This Is a) Pap-Test”, non ignara dei live electronics di Stockhausen (si pensi, ad esempio, al monumentale “Mikrophonie”), “A Braccio di Ferro”, una sorta di “Parable Of Arable Land” dei Red Crayola in miniatura con tutti gli strumenti suonati all’impazzata e dai decibel portati all’eccesso e la conclusiva “Enormi Unghie Nere”, i cui cluster sonori apparentemente immobili, ma internamente cangianti, sfiorano il “rumore bianco” nella parte centrale e finale del brano.

“Dio Dorante”, con la sua strana mistura di psichedelia acida e la melmosa “Lezione di Cancro”, sembrano episodi più marginali rispetto ai pezzi forti dell’album, ma comunque sempre di squisita fattura.

I testi scritti dal buon Stefano risultano essere tra il censurabile e il demente/demenziale, ma sono quasi incomprensibili al solo ascolto del disco, se non si ha disposizione il foglio interno con le liriche stampate. Per quanto mi riguarda, non ho dubbi che “Double Anal Fantasy” andrà a finire nella mia top-ten di fine anno e ritengo i Maximillian I una delle migliori realtà musicali degli ultimi anni e tra le più eccitanti, al pari degli Shit & Shine, dei Billy Bao o di Gnaw Their Tongues.

Insomma, pare proprio che la scena avantgarde romana stia vivendo un periodo particolarmente creativo e florido.

Un “rinascimento now-wave” italiano è già in atto, sta solo a noi altri recepirne gli input e i messaggi. Concludo ricordando che il disco è stato stampato esclusivamente in vinile e in pochissime centinaia di copie dalla label salernitana Lips Infection, che fa buona concorrenza alla sua concittadina Vade Retro. Molto bella e azzeccata anche la grafica della copertina.

22/06/2011

Tracklist

  1. 1. Sippe
  2. 2. 100 x 100
  3. 3. (This Is A) Pap-Test
  4. 4. Nervi Verdi
  5. 5. Dio Dorante
  6. 6. A Braccio di Ferro
  7. 7. Dubay
  8. 8. Lezione di Cancro
  9. 9. Enormi Unghie Nere

MAXIMILLIAN I sul web