Finalmente possiamo dirlo: abbiamo anche noi un supergruppo indipendente, nato come quelli "veri" non per calcolo discografico ma per casuale amicizia in studio. Sempre a Brescia si concentrano le buone intenzioni di una
joint venture tra Pierluigi Ballarin dei
The Record's (anzi R's dopo la recente morsicata agli ambienti del South By Southwest), l'instancabile Fabio Dondelli degli
Annie Hall e
Giovanni Ferrario, ormai
deus ex machina di diverse delle uscite indipendenti italiane. Vanno aggiunti a questi tre altri due componenti di band emergenti del panorama bresciano: Michele Marelli degli
Ovlov e Stefano Moretti dei
Pink Holy Days. A pubblicare questa uscita, rigorosamente su vinile 180 grammi con cd allegato, è la mantovana Foolica.
Otto canzoni di gentile psichedelia pop, a cavallo tra suggestioni
beatlesiane e riverberi
roots, suonata però attraverso il piglio e il nitore di produzione di Ferrario. Insomma, va da sé che "Saint In A Row" sia un prodotto certamente di alto livello, soprattutto per gli standard italiani. Tutti gli strumenti al posto giusto, l'accompagnamento dei fiati di "Courses" e "Sunday Morning Family Refit" (la loro "I'm Only Sleeping"?), il nervoso movimento di polso della chitarra della
beckiana "Wires", l'organetto di "Midnight", etc.
Quello che manca a "Saint In A Row" sono canzoni davvero degne di nota, dalla scrittura che non sia un po' priva di presa e tenda a una pericolosa involuzione. Si adagiano su un giro armonico senza troppa convinzione, affrettandosi a nascondersi, a schermirsi, come se temessero di infastidire qualcuno ("Midnight", "Wires", "Ode To Spring").
Troppo poco per non considerare questa uscita come un'estemporanea dimostrazione di vitalità della scena bresciana, piuttosto che come un serio progetto alternativo alle band - peraltro in piena salute - da cui provengono i componenti dei Saint In A Row.