dEUS

Following Sea

2012 (Pias) | alt-rock

Mi avvicino a questo nuovo lavoro dei dEUS con il timore di chi sta rischiando di perdere un caro amico. Ho amato a dismisura la produzione del gruppo belga fino a "Pocket Revolution" - il recente "Keep You Close", troppo brutto per essere vero, non era certo all'altezza degli standard di Tom Barman e soci. La parabola è discendente da tempo, il fenomeno è oramai evidentissimo ma ora emerge la paura che si possa toccare il fondo, nonostante la band dal 2005 in poi sia riuscita finalmente a trovare la stabilità nella line up.

Sta di fatto che, dopo poche settimane dalla pubblicazione di "Keep You Close", i dEUS erano già in studio per dargli un seguito nei tempi più brevi possibili. La voglia di riscatto era grande, e dopo appena nove mesi la gestazione arriva "Following Sea", che nelle intenzioni del quintetto rappresenta il rilancio in grande stile.
In effetti possiamo dire che va un po' meglio: senza ambire agli scenari da avanguardismo rock di "Worst Case Scenario" e "In A Bar Under The Sea", la band realizza un capitolo (il settimo, più una manciata di imperdibili Ep) quanto meno rispettabile e godibile.

Le premesse son subito ottime, con "Quatre mains", declamata in francese e ricca di atmosfere da spy story, che apre i giochi imponendosi come miglior traccia del disco. Nel suo sviluppo, però, il lavoro pecca di discontinuità, con cadute di tono anche vistose - come nel caso dell'insopportabile "Crazy About You", più nelle corde dell'ipotetica boy band di turno. Gli altri momenti da salvare sono senz'altro "Hidden Wounds", con un finale epico in grado di riportare il gruppo ai fasti dei giorni migliori, "Nothings", breve ballatona da mattonella, l'inaspettata e benvenuta botta d'energia di "Fire Up The Google Algorithm" e la convincente conclusiva "One Thing About Waves".
Per il resto, "Following Sea" si pone come un lavoro modesto e a tratti sbiadito, non certo lo spettacolo che dovrebbe mettere in scena chi vent'anni fa lasciava presagire ben altre evoluzioni imponendosi come uno dei migliori avamposti del circuito rock alternativo europeo, divenendo rapidamente vero e proprio monumento da idolatrare e prendere come punto di riferimento (non solo in patria).

Oggi le sirene del guitar alt-pop, per giunta un po' troppo patinato, sembrano attirare molto più rispetto a un percorso di effettiva ricerca sui suoni, e i dEUS perdono parte della propria freschezza non riuscendo più a sorprendere l'ascoltatore. Speriamo non facciano la fine di quella Costa Concordia, raccontata in "The Give Up Gene" dal punto di vista di chi si trovava sopra la nave.

(19/06/2012)

  • Tracklist
  1. Quatre Mains
  2. Sirens
  3. Hidden Wounds
  4. Girls Keep Drinking
  5. Nothings
  6. The Soft Fall
  7. Crazy About You
  8. The Give Up Gene
  9. Fire Up The Google Algorithm
  10. One Thing About Waves

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