Jason Lytle

Dept. Of Disappearance

2012 (Anti) | songwriter, alt-folk, elettronica

Probabilmente pochi se ne sono accorti, ma quest’anno i Grandaddy hanno festeggiato i vent’anni da quando – era il 1992 – Lytle, Burtch, Dryden, Garcia e Fairchild si ritrovarono insieme in una delle band che, bene o male, può dire di avere fatto la storia dell’indie americano sullo scorcio del secolo scorso.
Da circa sei anni i cinque californiani hanno deciso di separare le proprie strade (per quanto di recente abbiano posto le basi per una reunion che potrebbe pure avere un seguito discografico) e il leader indiscusso del gruppo Jason Lytle ha radicalmente cambiato vita, trasferendosi nel Montana e cominciando una carriera solista che nel 2009 ha prodotto un album, "Yours Truly, The Commuter", debitore ancora per larghissima parte dello stile dei Grandaddy.

Oggi, fotografato sulla copertina del nuovo “Dept. Of Disappearance”, camicia a scacchi, jeans macchiati e caschetto da carpentiere in testa, Lytle mi ricorda moltissimo la figura dello scrittore John Krakauer, l’autore del bestseller “Into The Wild” che, prima di darsi alla letteratura, per sei mesi all’anno lavorava duro come muratore per pagarsi le spedizioni alpinistiche nelle montagne di mezzo mondo.
Inoltre due delle canzoni dell’album (“Matterhorn” e “Last Problem Of The Alps”) celano tematiche alpinistiche dietro le loro metafore.  E’ solo una suggestione, certo, tuttavia già i lunghi minuti di grilli incastonati nell'album “Under The Western Freeway”, il primo vero successo dei Grandaddy, testimoniava la propensione del Nostro per una dimensione a dir poco bucolica.

Sotto i grandi cieli del Montana, Lytle sembra comunque avere trovato una sorta di pace esistenziale, fatta di camminate nei boschi, musica e beata solitudine, tanto che un pezzo come “Get Up And Go” contiene, nelle sue liriche più che essenziali e nella sua melodia ottimisticamente ariosa, un incoraggiamento che suona come un proclama di ritrovata serenità: “Get up and go/ you can do it/ everything is gonna be all right”.
Come se il “Dipartimento Della Scomparsa”, per il quale Jason dichiara di lavorare nel brano che dà il titolo al disco, non fosse che la realizzazione di un desiderio covato per anni da un musicista che non ha mai nascosto la sua timidezza e il suo desiderio di introspezione.

Rispetto al precedente lavoro solista – e ai dischi dei Grandaddy – il Lytle di oggi non prevede particolari sterzate. Sostanzialmente ogni nota è suonata e arrangiata in quasi totale autarchia dal musicista californiano, mentre lo stile è quello che conosciamo: cantilenanti sinth analogici e pianoforte a strutturare ogni canzone in larghi crescendo ipnotici, l’acustica dalle radici folk alternata con un’elettrica satura, la garbata voce alla Neil Young raddoppiata e triplicata dai cori, vaste aperture paesaggistiche e rallentamenti improvvisi, sofferta introspezione e desiderio di raccontare.
Il tutto insieme alla consueta agrodolce, onirica e a tratti scabra commistione di suoni elettronici e tradizione cantautorale, che si diverte ad accumulare citazioni più o meno subliminali, dagli Electric Light Orchestra ai Radiohead, dai Kraftwerk ai Pink Floyd, passando per la tradizione della psichedelia americana.

Difficile indicare un episodio più riuscito dell’altro, fra dieci pezzi che risentono senz’altro di una marcata ripetitività, ma che al contempo offrono un’idea di solida e suggestiva compattezza in grado di resistere al rischio della noia.
Se dovessi sceglierne un paio, indicherei forse la solenne dolcezza pianistica di “Somewhere There’s A Someone” e l’estenuata complessità atmosferica della citata “Last Problem Of The Alps”, mentre convince meno la interminabile suite “Gimme Click Gimme Grid”, che chiude l’album con una sferzata di ambizione decisamente fuori contesto.

In definitiva – in attesa di un ritorno dei Grandaddy sull’utilità del quale nutriamo qualche dubbio – “Dept. Of Disappearance” è un disco valido ma privo di punti salienti, piacevole e ispirato ma non imprescindibile, fedele testimone comunque del fatto che Jason Lytle non ha esaurito la sua spinta creativa.

(15/10/2012)

  • Tracklist
  1. Dept. Of Disappearance
  2. Matterhorn
  3. Young Saints
  4. Hangtown
  5. Get Up And Go
  6. Last Problem Of The Alps
  7. Willow Wand Willow Wand
  8. Somewhere There’s A Someone
  9. Chopin Drives Truck To The Dump
  10. Your Final Setting Sun
  11. Gimme Click Gimme Grid
Jason Lytle su OndaRock
Recensioni

JASON LYTLE

Yours Truly, The Commuter

(2009 - Anti-)
Il debutto da solista dell'ex-leader dei Grandaddy

Jason Lytle on web


Questo sito utilizza cookie tecnici (propri o di terze parti) per monitorare l'esperienza di navigazione degli utenti
Cliccando sul pulsante Continua si autorizza l'utilizzo dei cookie su questo sito. Clicca qui per avere ulteriori informazioni sui cookie.