Skunk Anansie

Black Traffic

2012 (Carosello) | pop-rock

Sul finire del 1999, a un passo dallo scioglimento della band, una firma un tantino più importante della mia profetizzò che, lungi dall'ottenere cospicue ricchezze e libertà, dopo il passaggio a una major, gli Skunk Anansie si condannavano a rifare lo stesso disco per sempre, a ripetere le stesse cose su infinite e spossanti variazioni di grigio, finché non si sarebbero resi conto che l'interesse della stampa “musicale” patinata è solo una viscida lusinga e un falso merito.
Incuranti del (buon) consiglio di John Peel, Skin e soci sembrano voler fare di tutto affinché il suo vaticinio passi nella storia della musica come uno dei più riusciti di sempre. Dopo essersi riformati nel 2008 e aver sfornato il solito greatest hits di routine (“Smashes And Trashes”, 2009) e un album di risicata sufficienza (“Wonderlustre”, 2010), nei quaranta minuti scarsi di questo “Black Traffic” sottolineano tutta la durezza della maledizione di Peel.

Costretta a continui rimpastoni (Queens Of The Stone Age e Skrillex, tra le nuove supposte influenze) per non sembrare totalmente a corto di idee, la band londinese spara a salve undici canzoni tendenti ora al rock radiofonico più edulcorato (“I Hope You Get To Meet My Hero”) e prevedibile (“Drowning”), ora ai dancefloor chitarrosi con meno pretese (“Sad Sad Sad”); undici affreschi di una banalità contenutistica disarmante (“Our Summer Kills The Sun”, con tutti i suoi svolazzi simil-gothic-metal); undici brani à-la Skunk Anansie ma totalmente privi di quell'urgenza che nel settembre 1995 fece scrivere ai solerti redattori del New Musical Express: “Poderoso quartetto d'ispirazione punk con un'aggressiva vocalist nera che si fa chiamare Skin”.

Ma se ai tempi di “Paranoid And Sunburnt”, il loro debutto, il mondo fu sconquassato dalla rivoluzione negroide di una inattesa “Hunting Rod” in gonnella (e neanche tanto in gonnella), e "Stoosh" sancì il largo consumo di quelle intuizioni, da “Post-Orgasmic Chill” il trucco è diventato noto e, salvo sporadiche boccate d'ossigeno, non sa come evolversi rispetto a quel che l'originale impeto eversivo faceva credere. Risultato: tutto sta venendo affossato in un mare di ovvietà che va di pari passo ai nuovi look sfavillanti di quella Deborah “Skin” Dyer che in origine era punk a bestia e ora è punk a fashion.

Oggi, quasi ad esorcizzare l'avvicinamento al baratro predetto da Peel, co-producono questo “Black Traffic” con Chris Sheldon (produttore di Foo Fighters, Therapy? e Pixies), lo editano con la loro etichetta e cercano di ridarsi un candore indie perso col tempo. Addirittura, in qualche isolato anfratto della mente, la cosa risulta persino credibile (“Sticky Fingers In Your Honey”), ma l'afflato generale è tanto melodico e luminoso da ricordare l'assalto alle classifiche di ben altre firme: Alanis MorissetteCranberries, Garbage, Melissa Auf Der Maur.

La cosa più triste resta però vederli occupare le solite tre o quattro pagine sui soliti giornali di musica per finta dai quali il più noto conduttore radiofonico britannico gli aveva detto di stare alla larga. Oltre tutto, che gusto si possa provare a parlare di “clit-rock” o di una fantomatica “scena musicale impegnata” tra una pubblicità di D&G e una della Nokia, dovrebbero proprio spiegarcelo.

(01/11/2012)

  • Tracklist
  1. I Will Break You
  2. Sad Sad Sad
  3. Spit You Out
  4. I Hope You Get To Meet Your Hero
  5. I Believed In You
  6. Satisfied
  7. Our Summer Kills The Sun
  8. Drowning
  9. This Is Not A Game
  10. Sticky Fingers In Your Honey
  11. Diving Down


Skunk Anansie su OndaRock
Recensioni

SKUNK ANANSIE

Anarchytecture

(2016 - Ear Music)
Skin e soci all'inseguimento degli spettri del passato

SKUNK ANANSIE

Wonderlustre

(2010 - V2)
Dopo un fortunato greatest hits, la band londinese ritorna con il suo album più radio-friendly ..

Live Report
Skunk Anansie on web


Questo sito utilizza cookie tecnici (propri o di terze parti) per monitorare l'esperienza di navigazione degli utenti
Cliccando sul pulsante Continua si autorizza l'utilizzo dei cookie su questo sito. Clicca qui per avere ulteriori informazioni sui cookie.